corrado augias meloni

"QUESTA DESTRA È COLLERICA E FANATICA: OCCUPA LA TV PER RISCRIVERE LA STORIA" – CORRADO AUGIAS, CHE HA LASCIATO LA RAI DOPO 60 ANNI, DEMOLISCE IL GOVERNO DELLA SORA GIORGIA: "TRA PREMIERATO E LIMITI ALLA MAGISTRATURA TEMO CHE SI RIPETA IN ITALIA IL MODELLO ORBAN, CON IL RESTRINGIMENTO PROGRESSIVO DELLA DEMOCRAZIA" – SU TELE-MELONI: "IL DIVIETO DEL MONOLOGO DI SCURATI? UNA MOSSA SCIOCCA E CONTROPRODUCENTE" – LA BORDATA CONTRO GIAMPAOLO ROSSI, "UN UOMO CRESCIUTO A COLLE OPPIO"

Annalisa Cuzzocrea per la Stampa – Estratti

corrado augias foto di bacco

 

La casa di Corrado Augias è piena di libri e di luce. La sua gatta è nera ed elegante. Il suo rimpianto è la musica. Non averla studiata di più. Non aver suonato di più. NeLa vita s'impara, in uscita oggi per Einaudi, il giornalista e scrittore ripercorre la storia del nostro Paese attraverso la sua biografia.

 

L'infanzia in Libia, la Liberazione in Italia, la non scelta tra ebraismo e cattolicesimo, gli Einaudi comprati a rate, i convegni del Mondo, le redazioni dell'Espresso e di Repubblica. La Rai, quello che rappresentava quando vinse il concorso ed entrò appena laureato. Quando tra i dirigenti c'erano Ettore Bernabei, Angelo Guglielmi, e ci lavoravano da Andrea Camilleri a Carlo Emilio Gadda.

 

Lei scrive: «Ho frequentato la Rai per sessant'anni, ho assistito all'ingresso di tutte le ondate, dai socialisti ai berlusconiani, ai grillini. Tutti chiedevano posti e qualche briciola di potere. Gli ultimi arrivati invece non chiedono solo posti, il loro obiettivo è cambiare la narrazione culturale».

GIORGIA MELONI CORRE CON I BERSAGLIERI

«L'ho capito fin dall'inizio. Quando nel 1963 in Rai arrivarono i socialisti, interrompendo il monopolio democristiano, volevano qualche programma, qualche servizio nel tg, farsi vedere. Arrivare, come si diceva allora, nella stanza dei bottoni. Per poi scoprire che i bottoni non c'erano».

 

Solo loro?

«No, via via tutti gli altri. Quando arrivarono i comunisti la Rai venne parlamentarizzata, la Dc aveva l'uno, i socialisti il 2, i comunisti il 3. Anche Berlusconi, a parte qualche gesto di ferocia come l'editto bulgaro, un gesto di collera "divina", non chiedeva tanto. I suoi pensavano alle ballerine. Questi no».

la torre di babele - corrado augias

 

A cosa pensano?

«Sono arrivati per imporre una visione del mondo».

 

Per riscrivere la storia come La Russa con via Rasella?

«Per ricominciare daccapo con una contronarrazione rispetto a quella costituzionale. Ma è una narrazione rozza, infantile, approssimativa. Nata nelle conventicole del Movimento sociale, mentre stavano a rimuginare tra loro pieni di rancore e di frustrazione perché erano stati tenuti fuori».

Li aveva messi fuori la storia.

«C'era l'arco costituzionale che non li prevedeva, questo li ha riempiti di collera. Quando sono andato via dalla Rai non era ancora successo quasi nulla, ma ho visto i segni premonitori».

È stato previdente.

corrado augias foto di bacco

«Un gesto fanatico e stupido come il divieto del monologo di Scurati si spiega solo con lo zelo del funzionario che crede di aver capito che è arrivato il momento di poter fare una cosa del genere, perché il clima lo permette».

 

E invece?

«Si è sbagliato. È stata una mossa sciocca e controproducente».

 

Lo sciopero Rai è stato boicottato da un sindacato appena nato per difendere il governo.

«Un sindacato tecnicamente giallo, cioè il sindacato del padrone come c'era alla Fiat nei tempi delle contrapposizioni industriali più dure, alla Rai non c'era mai stato. È incredibile quel che accade».

 

(...) Le racconto un aneddoto significativo. Per un periodo ho fatto il redattore al tg, c'era stato un terremoto, scrissi la notizia parlando di vittime, case distrutte, strade impraticabili. Il mio caporedattore democristiano la riscrisse».

 

Come?

«"Tutto è tornato tranquillo a Valdobbiadene dopo la scossa di terremoto che..."».

Non bisognava allarmare.

«Gli interventi erano di questo tipo. Per non dire di Bernabei che quando c'era Tv7 si chiudeva nella moviola di via Teulada a guardare tutti i servizi: questo sì, questo no. Ma poi favoriva programmi culturali di prim'ordine»

giampaolo rossi corrado augias

 

Era un'altra cosa?

«Completamente, e si vede riprodotta nel dissidio tra Roberto Sergio e Giampaolo Rossi. Il primo, vecchia scuola dc, cerca di mitigare, di mediare. Rossi va giù dritto, è un uomo nato a Colle Oppio».

 

Senso di rivalsa?

«Quando sono andato via a una domanda su di me ha risposto, testuale: ho 12mila dipendenti, non mi posso occupare dello stipendio di Augias. Ma nessuno aveva mai parlato di soldi».

 

Il tentativo di screditare, come con Scurati?

«Il fango. Un argomento specioso per sporcare l'avversario».

Nel caso di Scurati lo ha fatto direttamente la premier.

corrado augias

«Vede, non ho paura che mi aspettino sotto casa per darmi un sacco di legnate... le botte dei fascisti le ho già prese».

 

(...)

Tornando in Italia, questa occupazione di tutti gli spazi quanto può durare?

«Qualunque potere si espande fino a quando non trova un contropotere che lo limita».

corrado augias 34

 

Quale può essere il contropotere?

«Può nascere da un trauma economico, non da altro. Gridare al fascismo è inutile e controproducente. È un messaggio che arriva solo a persone che non hanno bisogno di ascoltarlo».

 

Fa bene Meloni a non dirsi antifascista?

«Certo. Perché non lo è e perché deve arrivare all'8 giugno con il massimo possibile di forza elettorale, dai camerati di Acca Larentia alla borghesia impaurita dall'impoverimento».

 

L'alternativa com'è messa?

«Male. Non ha la concretezza e la brama di potere che tiene unita la destra. Finché non troverà un equilibrio tra diritti civili e diritti sociali non ce la farà».

 

Il Pd?

roberto sergio con rossi

«È troppo diviso. Non sono mai stato comunista, ma ricordo con quale apprezzamento noi liberali di sinistra gobettiani guardavamo il cosiddetto centralismo democratico. Dicevamo: in Italia ci sono tre cose serie, il Vaticano, i carabinieri e il Pci. Forse si salvano i carabinieri».

 

(...)

Ho dimenticato di chiederle di Vannacci.

«Non ne vale la pena».

corrado augiascorrado augiascorrado augiascorrado augias 77corrado augias a dimartedicorrado augias serena bortone foto di baccogiorgia meloni bersagliera augias Angelo Guglielmicorrado augias foto di baccocorrado augias foto di baccocorrado augias bob kennedy

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...