luigi di maio augusto rubei

CHI C’È DIETRO ALLA SVOLTA SULLA COMUNICAZIONE DI LUIGINO DI MAIO? – DA QUANDO ROCCO CASALINO È STATO “COMMISSARIATO” DA AUGUSTO “AUGUSTARELLO” RUBEI, IL VICEPREMIER HA INIZIATO A FARE IL DURO CON SALVINI E A RISALIRE NEI SONDAGGI: COINCIDENZA? – LA LINEA DURA SERVE ANCHE A FAR PASSARE IN SORDINA TUTTI I CASINI FATTI DAI GRILLINI IN UN ANNO DI GOVERNO – PIETRO DETTORI, CRISTINA BELOTTI, PAOLA TAVERNA E PARAGONE: CHI HA LA REGIA DEL MOVIMENTO

Augusto Rubei

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

 

Il punto di svolta sono state le elezioni in Abruzzo, disastrose per i 5 Stelle. Ma anche il nuovo atteggiamento della Lega, che non solo ha cominciato a inasprire i toni nei confronti dell' alleato, ma si è progressivamente spostata su posizioni sempre più estreme. È stato allora che Luigi Di Maio ha pensato che così non andava, che i troppi errori di una Comunicazione poco reattiva e ancora in una logica da «opposizione» rischiavano di schiacciarlo. È stato a quel punto che, paradossi della politica, ha pensato che gli servisse un giornalista vero, con esperienza nel rapporto con i colleghi, per risalire la china.

WEEKEND CON IL MORTO CASALINO CONTE DI MAIO

 

E così è arrivato Augusto Rubei, che resta portavoce del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ma che ha preso in mano le redini della Comunicazione, aprendo una fase nuova per i 5 Stelle. Che avrà un primo punto di verifica con le Europee. Sarà Di Maio a chiudere la campagna: sul palco, allestito in piazza della Bocca della Verità a Roma venerdì 24 maggio, ci sarà lui, ma non Beppe Grillo, ormai sempre più marginale.

 

ROCCO CASALINO IVA GARIBALDI LAPRESSE

Se la Lega punta tutto su Luca Morisi, per i social, e su Iva Garibaldi, per le strategie su carta e tv, i 5 Stelle hanno deciso di rimodulare il ruolo di Rocco Casalino e di assegnare l' incarico di stratega a Rubei. Una scelta dovuta a esigenze diverse. Casalino non era più adatto a interpretare questa nuova fase, perché tenendo il piede in due scarpe, nel Movimento e a Palazzo Chigi, rischiava di trovarsi in imbarazzo.

 

SALVINI LUCA MORISI

Come poteva il portavoce del premier, per definizione punto di equilibrio della coalizione, lanciarsi in attacchi durissimi all' alleato? E così Casalino, rimasto a curare la parte delle ospitate tv, si dedica ora soprattutto a Palazzo Chigi, insieme a Maria Chiara Ricciuti. Non una defenestrazione, ma un cambio di ruolo, che non esclude una sua presenza forte sui dossier importanti anche di Di Maio.

Maria Chiara Ricciuti

 

Rubei ha impresso una direzione diversa alla Comunicazione, anche perché è uomo di esperienza e conosce bene i meccanismi che muovono la stampa. Le sue prime mosse sono state quelle di riposizionare il Movimento, che rischiava di essere fagocitato dalla bulimia salviniana, e di ridare un' identità al gruppo. A questo si deve lo spostamento a sinistra, con ammiccamenti che hanno come scopo quello di punzecchiare la Lega, più che di allacciare rapporti con un Pd ancora odiato.

 

PIETRO DETTORI

«All' inizio eravamo un po' ingenui - spiegano nello staff - non capivamo come i leghisti ci dicessero una cosa e poi sui giornali uscisse l' opposta. Ci sentivamo presi in giro e non capivamo perché. Poi abbiamo capito e abbiamo cominciato a reagire». Di qui una doppia strategia: il lancio sempre più frequente di temi identitari dei 5 Stelle, dal salario minimo al reddito di cittadinanza, e l' attacco senza filtri a Salvini e ai suoi, dal congresso della Famiglia di Verona al caso Siri. Con, oltre a Rubei, Pietro Dettori ai social, Cristina Belotti all' agenda, Sara Mangeri per la stampa e Niccolò Berni coordinatore alla Camera.

QUANDO PAOLA TAVERNA ERA CONTRO IL VOTO DI FIDUCIA

 

La nuova linea - incarnata in questi giorni anche da Gianluigi Paragone e Paola Taverna - si riassume bene con le parole di ieri di Di Maio: «I primi sei mesi di governo, Salvini si presentava come una persona interessata ai problemi della gente, ora non lo riconosco più. È come si fosse tolto la felpa e avesse messo l' abito buono della vecchia politica. Nel caso Siri si è schierato a difesa della casta».

 

ROCCO CASALINO AL TELEFONO

I 5 Stelle puntano tutto su questione morale e legalità. Il 30 maggio è attesa la sentenza per il processo «spese pazze» nel quale è imputato Edoardo Rixi, vice ministro ligure alle Infrastrutture. Il pm ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. Rixi è uomo chiave nelle infrastrutture, a partire dalla ricostruzione del Ponte Morandi, nonché gran sostenitore della Tav. Una sua eventuale condanna arriverebbe quattro giorni dopo le Europee, favorendo l' ipotesi di rimpasti al governo. E per questo i 5 Stelle si preparano ad attaccare a testa bassa.

di maio con paola tavernasara mangieriAUGUSTO RUBEIAugusto Rubei con Mario SechiAUGUSTO RUBEI

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