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LE AUTORITÀ INDIPENDENTI SONO UNA FARSA – MARCELLO SORGI: “DIFFICILMENTE I COMPONENTI DEL GARANTE DELLA PRIVACY POTREBBERO RIUSCIRE A RESTARE IN CARICA. A MENO DI UNA SORTA DI ‘RIBALTONE’, CERCANDO NEL CENTRODESTRA IL SOSTEGNO CHE HANNO PERDUTO NEL CENTROSINISTRA” – “ANCHE NEL CASO DELLA CONCLUSIONE ACCELERATA, LA VICENDA RESTERÀ EMBLEMATICA DI COSA RAPPRESENTI DI QUESTI TEMPI, UN'AUTORITÀ ‘INDIPENDENTE’. E DI COME, UNA VOLTA CONSUMATA LA FARSA, NON SI POSSA PENSARE A RIELEGGERNE UNA NUOVA SENZA CAMBIARNE ALMENO LA LEGGE DI FORMAZIONE…”

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

pasquale stanzione

L’ultimo scontro tra Meloni e Schlein sul destino dell'Autorità per la privacy prepara in realtà l'uscita di scena dell'attuale collegio "per la difesa dei dati personali".  E d'altra parte, non si vede come i singoli membri, tutti di rigida designazione partitica, a dispetto dell'indipendenza - una farsa – […] possano resistere al venir meno di qualsiasi appoggio politico, non solo alle ultime rivelazioni di Report.

 

Il programma di Rai3 condotto da Sigfrido Ranucci e colpito da una sanzione di 150 mila euro per aver messo in onda la registrazione di una telefonata tra l'ex-ministro Sangiuliano e la moglie, di poco precedente alle dimissioni del ministro, in una prima puntata dedicata all'Autorità, aveva rivelato la natura politica di queste sanzioni.

 

AGOSTINO GHIGLIA - FOTO LAPRESSE

Documentando che uno dei membri del collegio, Agostino Ghiglia, di designazione di Fratelli d'Italia, era andato a consigliarsi con il proprio partito prima di decidere. Domenica invece Report ha mirato diritto sui membri dell'Autorità e diffuso alcuni imbarazzanti dettagli sulle loro "spese di rappresentanza", genere acquisto di carni di lusso dal macellaio o pagamento del parrucchiere.

 

[…] Di qui la richiesta di "azzeramento" dell'organismo da parte di Schlein, avanzata di corsa per evitare che fossero i 5 stelle a muoversi prima, e seguita subito dopo da un sostanziale "via libera" della premier.

 

Che ricordava però come i membri in carica - e in bilico sulle dimissioni - siano stati nominati al tempo del governo "giallorosso" 5 stelle-Pd, senza avere nulla a che vedere con l'attuale esecutivo.

 

Meglio sarebbe stato, per Meloni, dire "quasi nulla", dal momento che del collegio fanno parte due membri riconducibili a Lega e Fratelli d'Italia. Ma tant'è: resta il fatto che Meloni non ha intenzione di difenderli e lascia a loro la decisione se dimettersi o no.

 

PASQUALE STANZIONE - FOTO LAPRESSE

Azzoppati dalle rivelazioni di Ranucci, privi ormai di appoggi politici dai partiti che li avevano designati, difficilmente i componenti dell'Autorità, qualora lo volessero, potrebbero riuscire a restare in carica. A meno di una sorta di "ribaltone" altra tradizione italiana, cercando nel centrodestra il sostegno che hanno perduto nel centrosinistra.

 

Guido Scorza, membro di area 5 stelle, ha offerto la propria disponibilità ad andarsene. Chi sembra intenzionato a resistere è invece il presidente Pasquale Stanzione, cattolico designato dal Pd.

 

sigfrido ranucci report 5

Ma anche nel caso della conclusione accelerata, che le opposizioni si auguravano e il governo non ostacolava, la vicenda resterà emblematica di cosa rappresenti, in Italia, di questi tempi, un'Autorità "indipendente". E di come - una volta consumata la farsa - non si possa pensare a rieleggerne una nuova senza cambiarne almeno la legge di formazione.

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