IL BALLO DEL MASSONE – STATERA: C’ERANO ALMENO 13 GREMBIULINI IN GARA PER IL QUIRINALE – E COME TUTTI I “FRATELLI” CHE CONTANO, NON MILITANO NELLE RISSOSE LOGGETTE NAZIONALI, MA NELLE BLINDATISSIME FRATELLANZE INTERNAZIONALI

Alberto Statera per “la Repubblica”

 

massoni segreti massoni segreti

Tutti ci pensano, ma pochi osano nominare pubblicamente la muta presenza minacciosa della massoneria nel torneo del Quirinale. Il Convitato di pietra, tuttavia, è tradizionalmente vigile e solerte quando si tratta di scegliere le alte cariche dello Stato, figurarsi quando si seleziona la più alta.

 

Ma se chiedi al nuovo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, toscano come Matteo Renzi e come il plenipotenziario berlusconiano Denis Verdini, per chi tra i candidati sta lavorando la più grande e importante obbedienza italiana ti senti rispondere che «il GOI non tratta questioni di politica, l’elezione del presidente della Repubblica non rientra tra i compiti del Gran Maestro, che si occupa della gloria del Grande Architetto dell’Universo e in questi giorni di molte installazioni di Maestri Venerabili in ogni parte d’Italia. Ogni parola in più sul Quirinale verrebbe strumentalizzata».

massoneria inchiesta massoneria inchiesta

 

Per cui non ce la dice, nonostante il fatto che degli almeno 48 nomi di quirinabili che fin qui si sono fatti (escluso per pudore Giancarlo Magalli), almeno tredici sono considerati in odore di massoneria.

 

Matteo e Tiziano Renzi su CHIMatteo e Tiziano Renzi su CHI

Per la verità, da quando ha contratto il Patto del Nazareno con il piduista Silvio Berlusconi (noto appassionato di simboli esoterici) un certo effluvio insegue lo stesso Matteo Renzi, suo padre Tiziano e alcuni fiduciari del giglio magico fiorentino. Il presidente del Consiglio ha tuttavia garantito: «Non sono massone, la mia è una famiglia di boy scout», ignorando probabilmente che il fondatore britannico dello scoutismo Robert Baden Powell era un autorevole massone.

 

grembiuli massoni grande grembiuli massoni grande

Per carità, non è una prova, come mai furono provati i sospetti di affiliazioni massoniche di precedenti presidenti della Repubblica, come Einaudi, Saragat, Ciampi (che ha smentito con forza il professor Aldo Mola, storico della massoneria) e persino Pertini. Percentuale peraltro eventualmente non solo aleatoria, ma comunque esigua, se è vero quanto andava dicendo Francesco Cossiga: dei 48 presidenti americani solo tre non sono stati massoni e due dei tre sono statiammazzati.

napolitano andreotti cossiga prodi napolitano andreotti cossiga prodi

 

Già nella sua fase pre-picconatoria, Cossiga rivendicava con fierezza e con chiunque l’appartenenza a una famiglia di massoni e la sua con il grado di “33” a una misteriosa Loggia internazionale. Vedeva massoni dappertutto e si considerava un esperto della materia, come di aggeggi elettronici e spionistici: «Gelli — disse in un’intervista pubblicata nel libro “Fratelli d’Italia” — è stato sostenitore della candidatura di Pertini.

bisi bisi

 

Nelle ultime votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica arrivò ai massoni, deputati e senatori, una circolare di Gelli perché votassero Pertini, il quale era circondato di massoni: il suo grande elettore Teardo, socialista, presidente della regione Liguria era piduista».

 

In effetti, nel discorso di fine d’anno del 1981, il presidente più amato affrontò lo scandalo della P2 rassicurando sulla lealtà delle istituzioni, con queste parole: «Poi si è aggiunta a tutte queste preoccupazioni, italiane e italiani, la questione della P2. Mi si intenda bene, perché non voglio che ancora una volta il mio pensiero sia travisato.

 

VATICANO E MASSONERIA VATICANO E MASSONERIA

Quando io parlo della P2 non intendo coinvolgere la massoneria propriamente detta, con la sua tradizione storica. Per me almeno, una cosa è la massoneria, che non è in discussione, un’altra cosa è la P2, questa P2 che ha turbato, inquinato la nostra vita».

 

NAPOLITANO CON LA MAGLIETTA DELLA NAZIONALE DI CALCIONAPOLITANO CON LA MAGLIETTA DELLA NAZIONALE DI CALCIO

Anche Giorgio Napolitano, figlio dell’avvocato Giovanni che fu un alto grado della massoneria napoletana, ha subìto il venticello. Il 13 giugno 2010 nella trasmissione televisiva “In mezz’ora” Lucia Annunziata chiese se il presidente della Repubblica potesse essere un massone sotto il profilo dei valori all’allora Gran Maestro del Grande Oriente Gustavo Raffi. Il quale rispose appassionatamente: «A mio avviso sì, per umanità, distacco, intelligenza, per avere levigato la pietra, per averla sgrezzata, lo dico in linguaggio muratorio, in questo senso sì».

 

MASSONERIA MASSONERIA

Anche per Ciampi, in un’altra occasione, usò il linguaggio «muratorio»: «Se devo ragionare sotto il profilo del weltanschauung lo considero un fratello», pur smentendo l’appartenenza del presidente al Goi.

 

Certo, fin dai tempi di re Vittorio Emanuele e di Umberto I, la massoneria, se non al vertice, non è mai mancata nell’alta burocrazia quirinalizia, come in tutte le alte burocrazie più “nobili” dello Stato. Ma è ancora kingmaker presidenziale?

 

GIOELE MAGALDIGIOELE MAGALDI

Non vi faremo i nomi degli almeno tredici possibili candidati considerati massoni o amici della massoneria. Sia perché non c’è modo di provarlo, dal momento che, nonostante i numerosi annunci contrari, le liste degli affiliati restano riservate. Sia perché le personalità molto importanti fin dai tempi dello scandalo P2 non sono iscritte a logge nazionali, ma a super-logge sovranazionali assai esclusive dette Ur-Lodges.

 

MASSONERIA MASSONERIA

Almeno così sostiene Gioele Magaldi, scissionista del Grande Oriente che ha fondato il Grande Oriente Democratico e che in un suo monumentale libro ne cita diverse: dalla Three Eyes alla Pan Europe, dalla Edmund Burke alla Leviathan e alla Thomas Paine. Se uno aspira al Quirinale, insomma, non milita nelle rissose loggette italiane, ma naviga nel vasto mondo di potenti planetari, dove le relazioni sono alte e la riservatezza blindata.

 

MASSONERIA GREMBIULE DA MAESTRO VENERABILE E CAPPUCCIO MASSONERIA GREMBIULE DA MAESTRO VENERABILE E CAPPUCCIO

La tesi di Rino Formica, ex ministro socialista che di elezioni presidenziali ne ha viste tante, è che in realtà l’unica elezione al Quirinale condizionata effettivamente dalla massoneria italiana fu quella del paglietta napoletano Giovanni Leone, perché fu messo a disposizione della risicata maggioranza un piccolo ed essenziale pacchetto di voti di parlamentari massoni, su richiesta di Ugo La Malfa per sbarrare la strada a Pietro Nenni.

 

INCONTRO DELLA GRAN LOGGIA DELLA MASSONERIA A RIMINI INCONTRO DELLA GRAN LOGGIA DELLA MASSONERIA A RIMINI

Lucidissimo e ironico a 84 anni, Formica sghignazza sul fatto che le massonerie italiane sono ormai fatte di «quattro sfessati». Secondo lui, «di fronte ai nuovi intrecci dei grandi poteri occulti, in Italia c’è stata una proliferazione di pseudo-massonerie dai comportamenti deviati, che hanno trasferito il metodo massonico in consorterie di potere e affari.

 

massoneria massoneria

Ciò che prima era incardinato in un mondo esoterico, politico alto, civile e riservato, ora dà luogo a una totale confusione tra metodo massonico e istituzioni. In fondo, è il metodo di Renzi, che, se lo lasciamo fare metterà al Quirinale un vigile urbano », dopo aver trattato per mesi la prima poltrona della Repubblica con il piduista pregiudicato Berlusconi e il suo attendente pluri-inquisito Verdini.

INCONTRO DELLA GRAN LOGGIA DELLA MASSONERIA A RIMINI INCONTRO DELLA GRAN LOGGIA DELLA MASSONERIA A RIMINI

 

Niente di nuovo in fondo, se all’inizio del 1900 Ernesto Nathan, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e sindaco di Roma diceva di molti suoi fratelli in massoneria: «Più che del bene altrui troppi ve ne sono preoccupati dei vantaggi che la loro qualità può portare; nella vita politica essi hanno recato un elemento dissolutore: il reciproco appoggio per fini disinteressati ha finito per diventare mutua assistenza per interessi che giova far prevalere».

 

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...