BARBARA SPINELLI E I BARBARI GRILLINI – ‘’GRILLO NON HA COLMATO UN VUOTO CON LA DEMAGOGIA, MA SI È PRESO UNO SPAZIO ESAUTORATO DALL’AZIONE POLITICA DEI PARTITI - LA RECESSIONE SECERNE MOVIMENTI NEO-NAZISTI E GRILLO È UN ANTIDOTO - LA “CONVERSIONE” DEL CORRIERE? “SONO TANTI A SALTARE SUL CARRO DEI VINCITORI ALL’ULTIMO MINUTO” - BERSANI? “IL SUO SBAGLIO E’ ESSERE FIGLIO DI D’ALEMA PIÙ CHE DI BERLINGUER…”

Silvia Truzzi per "Il Fatto Quotidiano"

E fu così che l'Italia udì il negletto boom. Tanti, tra commentatori e addetti ai lavori, si stanno scoprendo filologi del frinire grillino. Una mutazione genetica dell'ultim'ora che trova argine solo nei seguaci della critica anti-demagogica. Barbara Spinelli, firma di Repubblica, ha scritto un articolo per provare a "districare il groviglio di luoghi comuni, frasi fatte, formule-slogan che ci accompagnano da mesi e anni. La parola populismo innanzitutto. Ovvero quest'accusa lanciata disordinatamente contro chiunque abbia l'ardire di accusare i politici regnanti e le loro vaste provinciali inadeguatezze".

Le abbiamo chiesto lumi per capire come, in questa fiaba elettorale dove l'unica certezza è il Grillo parlante, sono distribuite le parti di Pinocchio, di Lucignolo e del burattinaio.

Nel suo fondo su Repubblica sosteneva che Grillo non ha colmato un vuoto con la demagogia, ma si è preso uno spazio esautorato dall'azione politica dei partiti.

L'accusa di populismo che ha voluto massacrare Grillo e la forza del Movimento 5 Stelle si è rivelata un'operazione di estrema miopia. Strana accusa d'altronde, che possiede uno dei principali ingredienti del populismo classico: nascondere la realtà dietro verità ideologiche. Sono più populisti gli accusatori degli accusati. Il vero populista finge di lusingare il popolo: in realtà vuole rieducarlo.

Cosa l'ha colpita dei discorsi di Grillo?

- Mi ha colpito un pronostico che è agli antipodi della vulgata populista: "Tutti diventeremo più poveri, per questo bisogna esser più solidali" e inventare un nuovo modo di vivere insieme che non produca solo società, ma "società stretta" - come diceva Leopardi - dunque senso di comunità. È un discorso molto vero sulla crisi: ma chi - tra i politici, i direttori dei giornali, i banchieri - lo fa proprio?

Gli equilibri stanno radicalmente cambiando e i Paesi industrializzati vanno verso una maggiore povertà. Altro che populismo! Se vuoi lisciare il pelo del popolo gli devi dire che è vicinissima la luce in fondo al tunnel... Un'altra cosa che mi ha colpito: la recessione secerne movimenti neo-nazisti, in Grecia e Ungheria, e Grillo è da questo punto di vista un antidoto.

- Ha parlato di fine del tunnel anche Mario Monti, il grande sconfitto di queste elezioni. La gente ha detto no alla spietatezza sociale che nell'ultimo anno ha colpito i più poveri?

Credo che anche Monti avrebbe voluto parlare il linguaggio della verità, dicendo: "Attenzione, andiamo tutti verso un impoverimento". Si è messo a parlare di luce anche lui. Grillo poi pronostica l'impoverimento, ma sostenendo la necessità di una comunità solidale. Mentre Monti ha risposto con la spietatezza sociale dei tagli alle categorie più deboli.

Aggiungerei una grossa responsabilità, che l'ex premier si è preso con leggerezza presentando una sua lista: ha creato instabilità. Quale che sia il giudizio sulla novità Cinque stelle, se oggi siamo senza una maggioranza durevole, e una vera alternanza, lo si deve al fatto che il professore ha deciso di scendere in campo. Non vedo perché non usare anche nel suo caso la parola scendere: se avesse voluto "salire" , non sarebbe entrato in politica.

Grillo è stato dipinto dai media con toni apocalittici e immagini luciferine...
- ...Basta vedere l'ultima copertina dell'Espresso.

- Ascoltando i comizi, il leader Cinque stelle era assai meno terrorizzante. L'informazione ha delle responsabilità nell'aver trasmesso un'immagine demoniaca di Grillo?

Io vedo la stampa come parte del ceto politico. Anzi complice, perché ha disimparato l'indipendenza dalla politica. Per forza di cose ha partecipato alla campagna di paura, installandosi in una sorta di bolla retorica. Per forza ha cavalcato il tormentone sul populismo, per forza ha demonizzato Grillo.

Non dico che Grillo non dovesse essere criticato - personalmente ho molti appunti da fargli, in primis sull'Europa - ma quello che trovo grave è che la stampa, invece di frequentare i politici e farsene eco, non è andata alla scoperta dell'Italia, non ha né esplorato né ascoltato il Paese. Dal punto di vista del mestiere del giornalismo è un tradimento deontologico grave.

- Si stanno scoprendo tutti un po' grillini. Compresi gli insospettabili, come il professor Galli della Loggia: ha scritto un commento sul Corriere della Sera che è quasi un manifesto di adesione.

Sono tanti a saltare sul carro dei vincitori all'ultimo minuto, e gettar pietre mi pare inutile e rancoroso. Anche se è vero che son state rare, le critiche di Galli della Loggia a Berlusconi. In verità non ho nulla contro le persone che scoprono in ritardo una realtà nuova. Meglio tardi che mai. Ma se c'è una cosa su cui non sono d'accordo con l'articolo è la parte in cui Galli della Loggia evoca gli errori del Pd e di Bersani.

Errori che senza dubbio ci sono stati, ma che non sono certo ascrivibili all'incapacità di liberarsi dell'eredità "tardo-berlingueriana". Tutt'altro: lo sbaglio, purtroppo mai ammesso, del segretario del Pd è quello di essere figlio di D'Alema più che di Berlinguer. Magari fossero stati tardo-berlingueriani! E parlo non dell'uomo che fece il compromesso storico, ma di quello che a un certo punto capì il disastro del compromesso storico e denunciò, con forza, la corruzione della classe politica. Compresa quella del Pci.

- Bersani dovrebbe dimettersi?

Chi perde dovrebbe farlo. Ne sono convinta, con una riserva: con una vittoria così risicata, non so chi potrebbe fare il premier. La cosa che mi impressiona in lui è che non ci si sia mai una vera autocritica. Nemmeno sulla vicenda Mps, che secondo me gli ha portato via un sacco di voti.

Non è stato capace di una sola ammissione degli errori commessi, non ha saputo promettere di dare un taglio netto ai rapporti tra partito e banca, né di chiedere scusa. Anche sulla campagna elettorale, sento la mancanza di uno sguardo severo su se stesso.

 

BARBARA SPINELLIBEPPE GRILLO VOTATRE SCATTI DI BEPPE GRILLO grillini in festaMARIO MONTI CON LE MANI ALZATE jpegPIERLUIGI BERSANI

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