elly schlein goffredo bettini giuseppe conte

“HO TANTO LAVORATO PER IL CAMPO LARGO, MA NON VORREI CHE DIVENTASSE TANTO LARGO DA OSPITARE DEI CAVALLI DI TROIA...” – GOFFREDO BETTINI, STRATEGA DELLE TRAME PD, GUARDA CON SOSPETTO ALL'AVVICINAMENTO DI MARINA BERLUSCONI E GIANNI LETTA AI RIFORMISTI DEM E A RENZI: VEDE L’OMBRA DEI "POTERI FORTI" CHE “VANNO IN CERCA DI PAREGGI, DI NUOVE AMMUCCHIATE, DI NUOVI SALVATORI DELLA PATRIA” – “GOFFRY” TEME LO SPETTRO DEL GOVERNO TECNICO DOPO LE ELEZIONI DEL 2027 (ANCHE IN VISTA DELLA PARTITA DEL QUIRINALE) ED E’ BEN ATTENTO NEL RIPORTARE IL CENTROSINISTRA NEL PERIMETRO DELLO SCONFITTISMO, TANTO CARO A UNA CERTA "GAUCHE" MINORITARIA, PUNTANDO FORTE SU GIUSEPPE CONTE, “IL PIÙ IRRIDUCIBILE AVVERSARIO” A INCIUCIONI NEOCENTRISTI – DALLA MELONI A SALVINI FINO A RENZI, L’OSSESSIONE DELLA POLITICA PER LE REGIE OCCULTE…

Roberto Gressi per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

giuseppe conte goffredo bettini

Certo che adesso si ricomincia. Manca un anno alle Politiche, un po’ (poco) si dialoga e un po’ (molto) si trama sulla legge elettorale, i sondaggi sventolano il pareggio, rispunta l’ombra dei governi tecnici, si guarda con sospetto a Forza Italia con la famiglia Berlusconi e al Pd con i riformisti e non solo, senza contare poi che la prossima legislatura eleggerà il nuovo presidente della Repubblica. E, almeno per definizione, i poteri forti ci sguazzano.

 

Ieri, sul Foglio , il tema l’ha rilanciato Goffredo Bettini: «Ho tanto lavorato per il Campo largo, ma non vorrei che diventasse tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia. È evidente dalla grande stampa e da come si muovono i poteri forti italiani: vanno in cerca di pareggi, di nuove ammucchiate, di nuovi tecnici, salvatori della patria. E considerano Conte il più irriducibile avversario a questi esiti».

 

Ma che accidenti combinano questi poteri forti? Stanno contro il popolo, per definizione, pure se il popolo c’è poi chi lo tira di qua e chi di là. Per fermarli ci vuole come minimo il vaffa, e Beppe Grillo avvertiva: «Tu rappresenti le banche, i poteri forti, dici una cosa e la smentisci il giorno dopo, fai il giovane e sei vecchio».

roberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

 

Ma dopo il trionfo dei Cinque Stelle rieccoli i poteri forti, e ora, è l’accusa, sono stati loro a nutrirli nell’ombra, stavolta per azzoppare Pier Luigi Bersani, che voleva smacchiare il giaguaro. E allora stanno con il giaguaro, pare. Anche con lui però mica hanno scherzato, prima lo hanno usato per fare gli affari, senza mai invitarlo a casa a prendere il tè, e quindi, altra accusa, con la complicità di Giorgio Napolitano l’hanno sostituito con Mario Monti. E cavolo, se non era forte lui di suo, Berlusconi, chi allora?

 

Ma anche Matteo Renzi non è certo stato zitto: «I poteri forti mi vogliono sostituire? Ci provino. Io insisto, non mollo. Io non li omaggio e questa è la reazione». L’ underdog per antonomasia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha incrociato le lame: «L’obiettivo è dimostrare ai poteri forti che il potere più forte è il popolo italiano». Ed Elly

 

giuseppe conte francesco rutelli goffredo bettini roberto gualtieri foto mezzelani gmt024

Schlein ora butta là, senza fare nomi: «Questa destra grida al complotto ogni giorno contro i poteri forti, ma la verità è che i poteri forti se li è portati in casa». Matteo Salvini vorrebbe dimenticare di aver rivendicato per sé i pieni poteri nell’estate sventurata del Papeete, ma intanto gridava: «Per l’Italia devono decidere gli italiani, non la Merkel e non le banche, bisogna respingere l’assalto dei poteri forti». Giuseppe Conte non si fa parlare dietro: «Siamo una forza politica scomoda ai poteri forti». Subito rintuzzato da Salvini: «Ma quale avvocato del popolo, è l’avvocato dei poteri forti».

 

Va da sé che adesso bisogna provare a dirlo chi diavolo sono i poteri forti. La Treccani la prende larga con la definizione: potere in grado di condizionare fortemente, grazie ai mezzi e alle possibilità di cui dispone. E vedi un po’. Una volta, nel secolo breve, c’era il Salotto buono. Mediobanca distribuiva le carte, intorno c’erano le grandi famiglie industriali, Agnelli e Pirelli per tutti, le banche, il tutto legato a filo doppio con il potere politico.

 

massimo d alema giuseppe conte goffredo bettini e la sorella fabia dario franceschini

Poi ancora i grandi partiti di massa e il capitalismo di Stato, timoniere dell’economia. Quindi la crisi di Tangentopoli e la magistratura. Adesso i giganteschi fondi d’investimento, l’Europa tutta, la Bce, le reti internazionali più o meno occulte. Ma pure il Deep State , con lo strapotere della macchina burocratica, i grand commis, la massoneria, i cosiddetti cappuccioni, la rete con i mille rivoli dei social, l’intelligenza artificiale, i gruppi di pressione, interni ed esteri, e c’è chi ci mette pure i sindacati. Un bel guazzabuglio.

 

Per arrivare dove? «Dai potenti vengono gli uomini più malvagi», pare che avvertisse Socrate. «Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi», vaticinava Seneca. Concludeva Jean de La Fontaine: «Ogni potere è debole, a meno che non sia unito».

giuseppe conte goffreo bettini andrea riccardi andrea orlando giuseppe conte goffredo bettini foto di baccogiuseppe conte goffredo bettini andrea riccardi foto di baccomassimo d alema giuseppe conte goffredo bettini dario franceschini 2

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