O LA BORSA O LAVITOLA - DALL’ORDINANZA DEL GIP SPUNTANO I PRIMI STRALCI D’INTERCETTAZIONI: IL DIRETTORE DELL’“AVANTI” PARLA CON TARANTINI: METTIAMO BERLUSCONI “CON LE SPALLE AL MURO, IN GINOCCHIO, TENIAMOLO SULLA CORDA” - AGLI ATTI ANCHE UNA TELEFONATA DEL BANANA SULL’UTENZA PANAMENSE DI LAVITOLA: “SONO STUFO DI QUESTO PAESE DI MERDA, ME NE VADO” - SPUNTANO ANCHE DEBBIE CASTANEDA “AMICA” DEL CAVALIERE INFOJATO E PAOLO POZZESSERE, DIRETTORE COMMERCIALE DI FINMECCANICA…

1 - ESTORSIONE A BERLUSCONI: LAVITOLA, 'TENERLO SULLA CORDA'...
(ANSA)
- "Appaiono incontrovertibili ed univoche le lunghe conversazioni telefoniche intercettate tra Lavitola e Tarantini dalle quali si evince chiaramente come in particolare il Lavitola si prefigga di tenere sulla corda il presidente Berlusconi fino a metterlo "con le spalle al muro", o di metterlo "in ginocchio, "andargli addosso", "tenerlo sulla corda" - "tenerlo sotto pressione".

E' quanto si legge nell'ordinanza del gip di Napoli sulla presunta estorsione al premier. Secondo il giudice "il tenore e il significato" delle "espressioni letteralmente utilizzate da Lavitola nel corso delle conversazioni", risultano "inequivocabili e sintomatici della logica e della prospettiva ricattatoria che muove Lavitola e i coniugi Tarantini".

2 - IN ATTI TELEFONATA CON PREMIER...
(ANSA)
- Il direttore dell'Avanti Valter Lavitola aveva "una interlocuzione privilegiata (per la facilità e familiarità dei rapporti)" con Marinella Brambilla segretaria del premier Silvio Berlusconi. Per gli inquirenti napoletani "questa facilità e frequenza di interlocuzione con la Brambilla costituisce il naturale corollario di quella 'speciale vicinanza' che Lavitola risulta intrattenere con Silvio Berlusconi".

E' quanto si sottolinea nell'ordinanza di custodia emessa oggi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione al premier". La vicinanza di Lavitola al premier "non pare giustificata - scrive il gip - da incarichi politici o istituzionali di Lavitola né da una sua collocazione nella galassia aziendale o nell'ambito familiare del Berlusconi: il Lavitola ufficialmente è solo l'editore de l'Avanti! attraverso la società International Press nonché imprenditore nel settore del commercio di pesce".

A provare tale vicinanza sono diverse conversazioni telefoniche, tra cui una fatta dal premier a Lavitola sull'utenza panamense utilizzata da quest'ultimo. Ci sono inoltre agli atti conversazioni con terzi nel corso delle quali gli interlocutori si riferiscono ai frequenti contatti di Lavitola con Berlusconi.

Nell'ordinanza sono citate, tra le altre, quelle "con Paolo Pozzessere, direttore commerciale della Finmeccanica e di quest'ultimo con Debbie Castaneda, modella colombiana ed 'amica' di Berlusconi", come si legge nel provvedimento. Oppure quella con tale Roberto Guercio, nel corso della quale quest'ultimo gli chiede di attivarsi con Berlusconi per un intervento sul presidente albanese Berisha.

Vi sono inoltre telefonate con stretti collaboratori del presidente del Consiglio, che "rivestono posizioni di alta responsabilità istituzionale".

3 - LO SFOGO DI BERLUSCONI A LAVITOLA, ME NE VADO VIA ...
(ANSA)
- "Tra qualche mese me ne vado ...vado via da questo paese di merda...di cui...sono nauseato...punto e basta...". E' lo sfogo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conversazione intercettata la sera del 13 luglio scorso sull'utenza panamense di Valter Lavitola, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Napoli sulla presunta estorsione al premier.

Secondo il gip di Napoli - che ha disposto l'arresto dello stesso Lavitola, di Giampaolo Tarantini e della moglie per estorsione a Berlusconi - la conversazione in questione è "rilevante" in quanto attesta la "speciale vicinanza" tra il premier e Lavitola e la "natura dei rapporti" tra i due, "rivelandosi Lavitola impegnato sostanzialmente quale attivo e riservato 'informatore' su vicende giudiziarie che, benché riguardanti terzi, appaiono di specifico e rilevante interesse dello stesso Berlusconi".

Viene quindi riportato il contenuto della conversazione nella quale, scrive il gip, "al di là del merito delle considerazioni che provengono dal Lavitola, è soprattutto di procedimenti giudiziari che egli discorre, riferendosi in particolare a quello condotto qui a Napoli sulla cosiddetta 'P4' nonché ad altri potenziali procedimenti riguardanti fatti accaduti a Bari e di cui il Lavitola sembra avere notizie".

E' Berlusconi a contattare Lavitola sull'utenza panamense di quest'ultimo alle ore 23 e 14 del 13 luglio facendosi introdurre da un tale 'Alfredo'.

La telefonata dura più di 13 minuti, durante i quali si parla di vari argomenti, in particolare di vicende giudiziarie. E' in questo contesto che si coglie l'amarezza del premier. "...anche di questo - dice Berlusconi, a proposito di alcuni aspetti della vicenda P4 - non me ne può importare di meno... perché io ...sono così trasparente..così pulito nelle mie cose..che non c'é nulla che mi possa dare fastidio..capito?..io sono uno..che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato...quindi..io sono assolutamente tranquillo...a me possono dire che scopo..é l'unica cosa che possono dire di me...é chiaro?..quindi io..mi mettono le spie dove vogliono..mi controllano le telefonate..non me ne fotte niente...io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei...da un'altra parte e quindi...vado via da questo paese di merda...di cui...sono nauseato...punto e basta...".

 

LavitolaTARANTINI SILVIO BERLUSCONI Debbie Castaneda

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