maria elena boschi mozione di sfiducia alla camera

BOSCHI IN TRINCEA: ''SE MIO PADRE HA SBAGLIATO, PAGHERÀ. MA NEI SUOI CONFRONTI NESSUN FAVORITISMO DEL GOVERNO, E NOI NON ABBIAMO AVUTO PLUSVALENZE'' - ''SONO INVIDIOSI DI UNA MINISTRA A 34 ANNI - LA MIA UNA FAMIGLIA CONTADINA - NON SIANO I TALK SHOW A GIUDICARE MIO PADRE'' - FASSINA VOTERÀ LA MOZIONE DI SFIDUCIA CON SINISTRA ITALIANA

1. BOSCHI, VOTO SULLA SFIDUCIA: "SE CI FOSSERO FAVORITISMI, SAREI LA PRIMA A DIMETTERMI"

Da www.repubblica.it

 

maria elena boschi mozione di sfiducia alla camera maria elena boschi mozione di sfiducia alla camera

"Se mio padre fosse stato davvero favorito nella vicenda di Banca Etruria, sarei la prima a dimettermi. Ma sono state dette un sacco di falsità: è in corso un attacco politico contro il governo e la mia famiglia". Alla Camera la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi replica con forza e determinazione contro la sfiducia chiesta dal Movimento Cinque Stelle per il presunto conflitto d'interessi nella vicenda della Banca Etruria, di cui suo padre è stato vicepresidente. L'aula ascolta in silenzio il suo discorso, intervallato solo da qualche applauso della maggioranza, e giudicato da molti "ineccepibile".

 

Il governo fa quadrato intorno alla ministra: al suo fianco tutti gli esponenti dell'esecutivo. L'unica sedia vuota è quella al centro, normalmente occupata dal presidente del Consiglio, che non è presente. Proprio per segnare la distanza da un dibattito che "non sta né in cielo né in terra", Matteo Renzi anche oggi è a Bruxelles per il consiglio Ue. Il premier, che ha affidato all'Agenzia anticorruzione di Raffaele Cantone gli arbitrati sul crac delle 4 banche popolari, è convinto che la demagogia "non paga né per il Paese né in termini di voti" ed è impegnato a girare pagina dall'assedio politico-mediatico sul caso banche.

Boschi: la Camera vota la sfiducia

 

maria elena boschi mozione di sfiducia alla cameramaria elena boschi mozione di sfiducia alla camera

Il dibattito in Aula. Il documento di sfiducia dei Cinque Stelle viene illustrato da Davide Crippa, che denuncia i rapporti del padre del ministro, ma anche di altri parenti di lei con Banca Etruria, che definisce "la banca di famiglia". Mentre Beppe Grillo sul suo blog scrive:  "Banca Etruria: il ministro Boschi è azionista, il padre è vicepresidente, il fratello e la cognata dipendenti. La Boschi non è un ministro, è un conflitto di interessi ambulante! W poi speculazioni finanziarie, decreti ad hoc, strani rialzi azionari, procure che vogliono vederci chiaro, traffici con Londra. 431 milioni di euro bruciati, 12.500 famiglie sul lastrico, anziani truffati, epiloghi tragici. Che altro per rassegnare le dimissioni?". Poi lancia su Twitter l'hashtag #boschiacasa.

maria elena boschi i grillini chiedono la sfiduciamaria elena boschi i grillini chiedono la sfiducia

 

La difesa della ministra da parte del Pd invece, è affidata prima ad Andrea De Maria, poi a Walter Verini. "Questa mozione di sfiducia è del tutto infondata e serve solo per screditare una persona anche con argomenti sessisti", afferma De Maria esprimendo alla ministra "solidarietà e vicinanza umana e politica", sostenendone "il lavoro serio, appassionato e determinato". Mentre Verini parla di "barbarie politica", respingendo a nome di tutto il partito "questa sfiducia ad personam che è solo un atto di propaganda per le opposizioni".

maria elena boschi banca etruriamaria elena boschi banca etruria

 

"Non avremmo voluto partire da una mozione di sfiducia - spiega poi Giovanni Paglia di Sinistra Italiana  annunciando il voto favorevole alla mozione di sfiducia -  forse non era nemmeno la soluzione più giusta, ma noi volevamo che il ministro venisse a riferire in aula, invece così non è stato".

 

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  9fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 9

La replica di Boschi. La ministra per prima cosa riepiloga i fatti. "Se tutte le accuse che mi vengono rivolte fossero vere, sarei la prima a dimettermi. Mio padre è stato destituito dal suo incarico dal governo, è stato sanzionato dalla Banca d'Italia: nei suoi confronti non c'è stato nessun favoritismo. Sono orgogliosa di far parte di un governo che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze e favoritismi. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c'è spazio per doppie misure e favoritismi. Ma non lo giudica un talk show". Poi aggiunge: "Lasciatemelo dire con il cuore. Io amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui. E sono fiera di essere la prima della famiglia ad essersi laureata". 

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  8fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 8

 

E continua: "Mio padre è di origine contadina e ogni giorno si faceva 5 chilometri a piedi per andare a scuola. Questa è la storia semplice e umile della mia famiglia, non le maldicenze uscite in questi giorni". Quanto al possesso delle azioni della banca, specifica: "Possedevo 1557 azioni di Banca Etruria, del valore di circa un'euro ciascuna, che ora sono carta straccia in seguito al decreto Salva Banche. Anche mia madre e i miei fratelli avevano pacchetti azionari, che ora non valgono più nulla. Dire che Banca Etruria fosse la 'banca di famiglia' è una falsità".

 

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  6fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 6

Spiegando, infine, come non ha mai incassato plusvalenze per le 1557 azioni possedute in Banca Etruria, sottolinea: "Il grande conflitto di interesse raccontato al Paese sono 369 euro mai incassati". E conclude: "Chi pensa che attaccando me si indebolisca il governo, dico lasciate perdere perchè questo governo è attrezzato per vincere gli attacchi e portare avanti il cambiamento. Andremo avanti senza arroganza".

 

Il voto. I numeri parlamentari sono inequivocabili: a votare contro saranno M5S, Lega e Sinistra Italiana mentre Fi non parteciperà al voto per non mostrare le crepe interne. Il capogruppo Renato Brunetta spiega la decisione degli azzurri: "Usciremo dall'Aula perché le sfiducie ad personam ci ripugnano" e "per noi un conflitto d'interessi si trova nell'intero governo, a cominciare dal premier. Sulla vicenda banche c'è stata un'opacità spaventosa e solo ora le pentole si scoperchiano".

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  4fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 4

 

Immediata la reazione del Carroccio: "Se Forza Italia non voterà la sfiducia al governo, ci incazziamo e ci sarà da rivedere tutto, anche la coalizione Lega-Fi-Fdi per le amministrative", avverte il segretario federale  Matteo Salvini, oggi a Mosca per "incontri politici".

 

 

2. COSÌ BOSCHI AFFRONTA LA PROVA DELL’AULA: NOI NON SIAMO I BERLUSCONI D’AREZZO

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

«Ci dipingono come i Berlusconi di Arezzo, invece siamo una famiglia semplice che ha origini contadine». Ecco l’immagine che Maria Elena Boschi proverà a cancellare oggi, quando parlerà in Aula per spazzar via la nuvola di sospetti che ha gettato un’ombra sul governo. Costretta a metterci la faccia, la ministra delle Riforme passa al contrattacco: «Preoccupata? Macché, io sono tranquillissima».

boschi leopolda boschi leopolda

 

La mozione di sfiducia individuale presentata dal M5S l’ha umiliata nel momento di massimo consenso, come conferma il calo nei sondaggi. Eppure la numero due dell’esecutivo si sente forte dei numeri e giura di non temere brutte sorprese. Dalla sua parte il Pd compatto e una maggioranza che Ettore Rosato definisce «più larga del governo». Contro di lei Cinquestelle, leghisti e Sinistra italiana, che ha scelto la linea dura: «Sfiducia». Fuori dai giochi resterà Forza Italia, costretta a non partecipare al voto per nascondere l’abisso tra la linea colpevolista di Brunetta e quella innocentista di Romani.

maria elena boschi versione banksymaria elena boschi versione banksy

Con l’hashtag #BoschiACasa, Grillo sprona il Parlamento a prendere atto che «la fiducia degli italiani non c’è più».

 

Ma lei, 34 anni e un largo fronte di rapporti politici trasversali, continua a dirsi «serena, determinata a uscirne a testa alta». Nei venti minuti che le spettano per la replica, cercherà con forza di scrollarsi dalle spalle «l’abnorme conflitto di interessi» denunciato da Saviano. Se la mozione sarà respinta con ampio margine, Renzi dichiarerà chiuso il caso e proverà a voltare pagina. Salvo sviluppi giudiziari...

renzi con il padre suo e di boschi e rosi di banca etruria stile amici mieirenzi con il padre suo e di boschi e rosi di banca etruria stile amici miei

 

Il bis al Senato non ci sarà. Boschi ha fatto verificare da tecnici che «mai una sfiducia individuale è stata votata sia al Senato che alla Camera, è la prassi». Dunque la richiesta di dimissioni sarà discussa solo a Montecitorio. «E tanto peggio per il M5S, se ha sbagliato a presentarla» chiosano nel suo entourage, celando la tensione per il prevedibile show di leghisti e grillini.

 

renzi vincino boschirenzi vincino boschi

L’avvocatessa ha trascorso una «giornata normale» tra ritocchi alla Stabilità e un convegno sulle riforme. Poi si è chiusa a limare il suo intervento, dosando attacco e difesa e scardinando l’impianto della mozione con cui Grillo la impegna a «rassegnare immediatamente le dimissioni». Per lei la richiesta è «campata in aria e del tutto strumentale», costruita con il solo intento di indebolire il governo: «Sono totalmente estranea alle vicende di Banca Etruria, non c’è stato da parte mia alcun interesse personale».

 

Quando il cdm approvò il decreto legge che ha trasformato le banche popolari in società per azioni lei non era presente, ribadirà oggi, assicurando che non c’è alcun nesso tra il suo ruolo al governo, la speculazione finanziaria e l’incarico del padre in banca Etruria: «Nessun favoritismo, nel modo più assoluto. E poi Pier Luigi Boschi è stato vicepresidente solo per otto mesi...». Oltre a difendere il decreto «salvabanche», ribadirà che le sue 1.500 azioni della banca aretina, per un migliaio di euro, «sono state azzerate, come per tutti».

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  1fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 1

 

Agli amici Maria Elena ha confidato di sentirsi «ferita» per l’«assedio» ai genitori: «C’è un accanimento incredibile contro di noi». E chissà se è vero che, quando il «babbo» fu chiamato a Banca Etruria, lei non era convinta, ma non lo frenò: «Ha 67 anni, cosa potevo dirgli? Ora mi fa soffrire che sia lui a scusarsi con me... Non deve rimproverarsi nulla, ha fatto solo il suo dovere».

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...