DA CANI DA GUARDIA A CAGNOLINI AL GUINZAGLIO - MARCO LILLO SUL “FATTO” LANCIA IL SASSO: IN CONFERENZA STAMPA MONTI DRIBBLA LE DOMANDE SULLE SPESE ASSURDE DEL DIRETTORE DELL’AGENZIA DEL TERRITORIO GABRIELLA ALEMANNO (TRA CUI CENE E UOVA DI STRUZZO DECORATE) E I GIORNALISTI, “ANCELLE GAUDENTI”, RIDONO COMPIACENTI E COMPIACIUTI DI STARE DALLA PARTE DEL POTERE - SUI QUOTIDIANI TUTTI ELOGIANO LA THATCHER CHE VOLLE RISPARMIARE 19 STERLINE PER UN’ASSE DA STIRO, MA DEI CONTI DELL’ALEDANNO IN GONNELLA NEMMENO UNA TRACCIA…

Marco Lillo per "il Fatto quotidiano"

Non mi sono mai stati simpatici i cronisti politici che volano in giro per il mondo insieme a presidenti e ministri, mangiano in comitiva e si scambiano battutine pettegole su fatti che mai racconteranno ai loro lettori, appagati solo dal privilegio di conoscerli.

Per un breve periodo della mia vita ho vissuto ai margini di quel circo come giovane inviato di una radio. Non ho mai visto un cronista mettere in difficoltà un politico con una domanda vera in conferenza stampa. I colleghi di solito aspettavano con ansia il proprio momento per apparire arguti e brillanti. Il loro obiettivo non era una risposta che profumasse di notizia ma un cenno di apprezzamento dal potente di turno da mostrare come un trofeo ai colleghi presenti.

Mi ha sempre sorpreso la cupidigia dei presunti cacciatori che amano farsi preda. Quando mi trovo per sbaglio a Montecitorio e li vedo passeggiare in Transatlantico a braccetto con il ministro indagato per mafia o con il sottosegretario che si è venduto nella notte, osservo con attenzione i loro sguardi paraculi e complici.

Il potere dovrebbe temere la stampa mentre invece i due mondi si strusciano come gatti sfruttandosi a vicenda. Ciascuno è convinto di fregare l'altro ma in realtà entrambi fregano il lettore e l'elettore. La cronaca politica ha un ruolo fondamentale in un paese democratico ma a me, per come è fatta oggi, sembra un mestiere antico come la prostituzione e necessario come il becchino, non un bel mestiere.

Ne ho avuto l'ennesima conferma osservando il video della conferenza stampa di fine anno di Mario Monti. Il nostro Stefano Feltri ha posto una domanda precisa che ne conteneva al suo interno tre. Se Monti avesse risposto tutti i giornali avrebbero avuto una notizia da comunicare ai lettori. Feltri chiedeva in sostanza:

1) Cosa ha intenzione di fare Mario Monti, ministro dell'economia e quindi competente direttamente su nomina e revoca, con il direttore dell'Agenzia del Territorio dopo aver letto quello che ha scritto il Fatto sulle sue note spese?
2) Cosa intende fare Monti nella vicenda della procedura di assegnazione delle concessioni delle slot machine, altro settore rimesso al suo controllo diretto, che stanno per essere donate ai re del gioco senza l'esborso di un solo euro?
3) Cosa intende fare per impedire alla Regione Lazio di pagare vitalizi scandalosi ai propri consiglieri?

Monti non ha risposto a una sola di queste domande e ne è uscito scartando di lato con imbarazzo celato dall'ironia. Potevamo aspettarcelo, ha fatto lo stesso sull'accordo con la Svizzera per il rientro dei capitali, sul beauty contest e sulle altre rare domande poste dai colleghi. Meno scontata era la reazione dei giornalisti presenti. Al primo accenno di ironia di Monti sul suo interesse alle "uova di struzzo" hanno cominciato a ridacchiare, pronti immediatamente a solidarizzare con il premier. Quella risata è per me l'ennesima conferma del vizio genetico del giornalismo politico italiano, un po' troppo politico e poco giornalismo.

Si dirà che è un'inezia, che in quella conferenza si parlava di temi ben più alti e che i colleghi non avevano nemmeno letto sul Fatto (anche se era il titolo di apertura in prima pagina) le notizie sull'enorme cifra (oltre un milione di euro) spesa dall'agenzia diretta da Gabriella Alemanno in cene, oggettistica e convegni per rappresentanza e comunicazione. Si dirà che qualcuno avrà pensato si trattasse solo dei 3000 euro spesi per le uova.

Eppure io penso che dietro quella risata ci sia di più: c'è la voglia repressa dei colleghi di stare dall'altra parte. I giornalisti che ridacchiavano dandosi mentalmente di gomito con il potere non sono, non vogliono essere e non saranno mai un contropotere rispetto al capo dell'esecutivo, qualunque sia la maggioranza che lo sostiene. Quei giornalisti non si sentono e non vogliono diventare cani da guardia del potere. Non hanno nessuna intenzione di marcare stretto il Governo per tutelare gli interessi dei cittadini controllando l'uso dei soldi pubblici.

La conferma è nei loro articoli nei giorni seguenti: ampio spazio all'humour di Monti in merito alle "uova di struzzo", nessuna spiegazione sullo sperpero dei soldi pubblici e sull'antefatto e sulle note spese e fatture per oltre un milione di euro, delle quali le uova erano solo l'esempio più divertente e inquietante.

Le ancelle gaudenti del potere non hanno ritenuto di spiegare ai lettori perché l'oscura Agenzia del territorio debba spendere 42 mila euro per sponsorizzare Cortinaincontra più altri 800 euro per far mangiare miss Alemanno e il fratello sindaco con altri commensali dopo il convegno. Né hanno parlato delle migliaia di euro pagati allo chef Filippo La Mantia e alla Bottega di Montecitorio dalla direttrice di quel catasto che a breve aumenterà le rendite e quindi le tasse ai cittadini.

In compenso sui giornali dei giorni seguenti c'erano paginate con tutti i dettagli e persino le fotocopie delle note spese di un politico. Ovviamente non era italiano ma inglese. Le note spese non erano quelle odierne di Miss Gabriella Alemanno ma quelle del 1981 di Miss Margaret Thatcher, la lady di ferro che aveva preteso di pagare da sola il suo asse da stiro quando era premier. Nonostante Il Fatto avesse messo a disposizione sul sito internet centinaia di pagine di note spese originali dell'Agenzia del Territorio, nessuno quotidiano ha pensato a fare un banale collegamento tra le due notizie.

E invece un collegamento c'è: se in Gran Bretagna un premier deve pagarsi persino l'asse da stiro da 19 sterline mentre in Italia l'oscuro direttore del Catasto può sperperare 64 mila euro per sponsorizzare il meeting di Rimini di CL, 8 mila euro per fare pubblicità sulla rivista Tempi di Luigi Amicone, 1300 euro per comprare 12 bicchieri di vetro soffiato, 3 mila euro per decorare le uova di struzzo e quasi 2 mila euro per sponsorizzare la commedia sociale britannica "We want sex", la colpa è anche di quelle risatine in conferenza stampa.

 

Marco LilloGABRIELLA ALEMANNO CON FIGLIO EDOARDO DANIELA MEMMO GABRIELLA ALEMANNO RAFFAELLA LEONE E GABRIELLA ALEMANNO LELLA GOLFO E GABRIELLA ALEMANNO GABRIELLA ALEMANNO CLAUDIO STRINATI GABRIELLA ALEMANNO Mario Monti spiega la fase due Margaret Thatcher

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