carlo azeglio e franca ciampi

CIAMPI E INCIAMPI - L’UOMO DELL’EURO NON CAPIVA NULLA DI CAMBI, UN FUNZIONARIO DELL’AMBASCIATA AMERICANA A ROMA NEL 1978: “IN BANKITALIA ARRIVA UN GOVERNATORE IMPREPARATO” - BECHIS: “E INFATTI IL CAMBIO OTTENUTO ALLORA COME UNA GRANDE VITTORIA, QUELLE 1936,27 LIRE PER UN EURO, FECE IMPROVVISAMENTE DIVENTARE POVERA LA GRAN PARTE DEGLI ITALIANI”

CARLO AZEGLIO E FRANCA CIAMPICARLO AZEGLIO E FRANCA CIAMPI

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

La classificazione era "rigorosamente confidenziale", come capita alle informative importanti per la segreteria di Stato Usa. Il fonogramma partì dall' ambasciata americana di Roma il 29 giugno 1978, diretto al segretario di Stato Usa dell' epoca, Cyrus Vance.

 

All' interno un piccolo scoop: «Guardate che fra due settimane, il 16 luglio, cambierà il direttore generale della Banca d' Italia. Se ne andrà in pensione Mario Ercolani, e il suo posto verrà preso da Carlo Azeglio Ciampi, che lavora alla banca centrale italiana dal 1946 e che dal 1976 è vicedirettore generale, dopo esserne stato segretario generale e capo dell' ufficio studi».

 

A parte la notizia, anche un mini ritratto di Ciampi, «un esperto di economia reale, e in particolare di ristrutturazioni aziendali». E un' avvertenza: «A differenza di Ercolani, Ciampi non è preparato sulle questioni internazionali, e capisce assai poco di cambi.

 

CIAMPI CARLICIAMPI CARLI

Per questo speriamo che verrà promosso alla guida del settore estero e del mercato dei cambi, Carlo Santini, assai più ferrato di lui su queste materie».

 

L' uomo che non capiva nulla di cambi secondo gli americani sarebbe passato alla storia d' Italia proprio per avere costretto il suo paese e anche gran parte dei paesi europei a cambiare la lira con l' euro.

 

Nel giorno della scomparsa di Ciampi con la retorica che tradizionalmente accompagna ogni commemorazione, quasi tutti lo celebrano come «il padre dell' euro» o il grande uomo che «portò l' Italia nell' euro». Io invece vorrei celebrare oggi - proprio oggi nel giorno dell' addio a Ciampi - quel milite ignoto: l' anonimo funzionario dell' ambasciata americana a Roma che come un soldatino devoto lanciò l' allerta al suo governo: «Attenzione, in Banca d' Italia sta per arrivare al vertice uno che non capisce nulla di cambi».

 

Onore e gloria al milite ignoto americano, che capì per tempo che quella era proprio la persona a cui non mettere in mano il "dossier euro". Ci vide giusto, perché se c' è una cosa che sbagliò due volte in un colpo solo fu proprio quella.

CIAMPI PRESIDENTECIAMPI PRESIDENTE

 

Due volte, perché l' Italia ha ancora tutte aperte le ferite di quella decisione di entrare nell' euro fin dalla prima fase.

 

E perché il cambio ottenuto allora come una grande vittoria, quelle 1936,27 lire per un euro, fece improvvisamente diventare povera la gran parte degli italiani.

 

CIAMPI MINISTROCIAMPI MINISTRO

INTUIZIONE SBAGLIATA Fossi un biografo di Ciampi, in onore alla sua memoria e considerando anche le buone cose fatte nella sua vita, non dedicherei più di due righe a quell' infortunio tecnico. Forse farei pure finta di dimenticare che fu lui a guidare la trattativa tecnica per la riammissione della lira nello Sme con quel rapporto di cambio con il marco che fece da base ineludibile di riferimento al successivo cambio con l' euro.

 

 

MILLE LIRE CIAMPIMILLE LIRE CIAMPI

È vero che Ciampi fu un pasdaran della nuova moneta, di cui non aveva intuito nemmeno lontanamente i guai che ne sarebbero derivati. Proprio alla vigilia dell' entrata in vigore incontrò da presidente della Repubblica al Quirinale un gruppo di giovani accompagnati da Walter Veltroni (che era sindaco di Roma), cui disse con lievità: «Si presenteranno sicuramente dei problemi, ma non saranno problemi insormontabili. Il ritorno ai centesimi dopo tanti decenni sarà, inizialmente un impiccio. Ricordo ancora, quando avevo la vostra età, i centesimi, di come la paghetta ci veniva data in centesimi. Ricordo che dieci centesimi erano una bella moneta di rame, i venti centesimi era un nichelino e così via, fino alla mezza lira e alla lira». Leggerezza che dimostra come Ciampi aveva sottovalutato e non di poco i problemi che sarebbero nati con l' ingresso nell' euro e quel disgraziato cambio che fu ottenuto.

 

CIAMPI GOVERNATORECIAMPI GOVERNATORE

LA PROPAGANDA La propaganda dell' epoca spiegava che con l' euro l' Italia sarebbe stata più credibile di fronte ai partner europei, e che la moneta avrebbe messo un freno obbligato anche ai vizi della finanza pubblica di Roma: sarebbe stato credibile il risanamento, sarebbe cresciuta di più l' economia, si sarebbe finalmente ridotto il debito pubblico.

 

Che tutto questo sia falso è ben evidente a tutti dopo 14 anni di euro: il risanamento delle finanze pubbliche non è avvenuto, il debito pubblico è cresciuto a livelli record, l' economia è perennemente in profonda depressione e l' Italia anno dopo anno è meno competitiva all' interno del mercato europeo. Solo recentemente abbiamo appreso grazie a Der Spiegel e alla pubblicazione di una sorta di GermanLeaks, il contenuto di quelle trattative condotte da Ciampi con la Germania di Helmut Kohl, e che i tedeschi considerano le decisioni prese in quel momento delicato la rovina sia nostra che loro.

carlo azeglio ciampi sullo yacht di merlonicarlo azeglio ciampi sullo yacht di merloni

 

Sappiamo che Ciampi predisse a loro e agli olandesi che in quel modo il debito pubblico italiano sarebbe calato al 60% del Pil al massimo entro il 2010, e che i tedeschi sapevano bene fin dall' inizio come quella fosse affermazione truffaldina.

 

Sappiamo che mentre qui si celebrava il risanamento dell' economia italiana compiuto da Ciampi con Romano Prodi, il resto delle cancellerie europee considerava le misure prese «pura operazione cosmetica, piena di trucchi contabili». Fu solo perché la Francia minacciò di non entrare nell' euro se non veniva ammessa subito anche l' Italia, che Kohl cedette. E cedendo fece pagare all' Italia un biglietto di ingresso che l' avrebbe rovinata per lustri.

CIAMPI PREMIERCIAMPI PREMIER

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