giorgia meloni - conferenza stampa di inizio anno 2024

“STO A MORÌ, REGÀ” – LA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO DI GIORGIA MELONI VISTA DA FABRIZIO RONCONE: “SLANG ROMANESCO E COMPLICITÀ. MELONISMO DA COMIZIO IN PUREZZA. COMPRESA LA CORSETTA” – “DISSENTE, RINTUZZA, SI FA IMBRONCIATA, DI COLPO SORRIDE, PRIMA DI TORNARE NEL CANTUCCIO DEL VITTIMISMO CHE OGNI TANTO LE AFFIORA PREPOTENTE DALLA PANCIA, CON IL SOLITO MANTRA CHE NOI DI DESTRA, NOI DI UNA VITA ALL’OPPOSIZIONE..." - "S’ACCORGE DI AVER DETTO FORSE QUALCOSA DI TROPPO E ALLORA DI COLPO GLISSA, VA VIA IN DRIBBLING, MENTRE IL SITO DAGOSPIA, IN TEMPO REALE, INSINUA SUBITO: ‘MA CON CHI CE L’HA? FIUTA ARIA DI ‘GOMBLOTTO’? E DA PARTE DI CHI?” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

fabrizio roncone foto di bacco

Pensieri scabrosi. Ma quanto mancherà alla fine? E lei, scusa, dov’è andata? Sfrigolano le sinapsi dei cronisti in questa conferenza stampa fuori liturgia, posticipata due volte l’anno scorso e che adesso, qui nell’aula dei Gruppi parlamentari, va avanti ormai già da oltre tre ore, […] alcuni di noi sono perfettamente bolliti e […] hanno perso la cognizione del tempo e della scena, da dove lei, la premier Giorgia Meloni, s’è intanto assentata per andare al bagno: «... Sto a morì, regà».

 

Botta di empatia assoluta. Slang romanesco e complicità. Melonismo da comizio in purezza.

 

GIORGIA MELONI

Compresa la corsetta con cui s’è allontanata, signora mia, un attimo e torno (bella mossa, pensa Patrizia Scurti, seduta in prima fila, mentre annuisce compiaciuta, lei che della premier è amica fidata e temuta segretaria, portavoce e consigliera, confidente e guardia del corpo, psicologa e ambasciatrice, ombra e ombrello).

 

Giacca color crema e maglietta bianca, capelli biondi e freschi di parrucchiere, quattro sorsi d’acqua in tutto, il microfono spesso impugnato stretto, la Meloni affronta con la stampa un match molto atteso e molto insidioso, e utilizza registri svariati, rovistando in un cappello traboccante mestiere: risponde con argomentazioni ostinate [...], è oggettiva e faziosa, rimuove interrogativi scomodi e rivendica successi, [...] e poi dissente, rintuzza, si fa imbronciata e di colpo sorride, mette su quella sua aria ammiccante [...] prima di tornare nel cantuccio del vittimismo che ogni tanto le affiora prepotente dalla pancia, con il solito mantra che noi di destra, noi di una vita all’opposizione, noi che, per esempio in Rai, stiamo solo cercando di riequilibrare una certa idea di servizio pubblico dominato, per troppo tempo, dalla sinistra.

 

 

LA VIGNETTA DI MANNELLI SULLA CONFERENZA STAMPA DI GIORGIA MELONI

Sensazione netta: questo appuntamento [...] è stato preparato con estrema cura. Per ogni possibile domanda è stata elaborata una risposta scegliendo con cura verbi, aggettivi, sostantivi: ci sono situazioni in cui non puoi sbagliare niente.

 

È un tipo di lavoro a cui, di solito, si dedicano sempre gli staff di tutti i premier: stavolta, invece, ci hanno lavorato essenzialmente la sorella della premier, la potente Arianna, e il superpotente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Sono le due persone di cui Giorgia si fida ancora e tanto, in un governo e in un partito, Fratelli d’Italia, dove ha capito che fa bene a non fidarsi più di nessuno [...].

 

giorgia meloni conferenza stampa di fine anno 1

[...] Poi sospira: e ci spiega che, su questa vicenda le sono state attribuite frasi — in cui risultava molto preoccupata — che non ha mai detto, né pensato (vabbé). Però a Gaia Tortora de La7 conferma che non è ricattabile.

 

E aggiunge: «Penso che qualcuno, in questa Nazione, abbia pensato di poter dare le carte... Ora credono che mi spaventi, davanti a certi attacchi. Ma io non sono una che si spaventa facilmente. Preferisco cento volte andare a casa».

 

S’accorge di aver detto forse qualcosa di troppo e allora di colpo glissa, va via in dribbling, mentre il sito Dagospia, in tempo reale, insinua subito, con prontezza: «Ma con chi ce l’ha? Fiuta aria di “gomblotto”? E da parte di chi?».

 

PATRIZIA SCURTI E ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI GIORGIA MELONI

A questo punto, sugli appunti c’è uno scarabocchio: la Meloni, comunque, non sbrocca. No, davvero: anche quando le arrivano domande ruvide (pochine, in verità), non alza i toni. Qualche giornalista accetta il consiglio di Adalberto Signore, presidente dell’Associazione stampa parlamentare — «Domande brevi, grazie» — qualcuno si esibisce in brevi editoriali, poi ecco un paio di domande che ti chiedi come possano essere venute in mente (va bene tenersi buona la premier, però c’è un limite).

 

giorgia meloni conferenza stampa di fine anno 3

Si alza Max Scafi del Giornale, principe dei quirinalisti, e le suggerisce di fare «qualcosa di centro», per esempio di candidare Mario Draghi alla presidenza della Commissione europea, riflettendo — giustamente — che buona parte dell’attuale elettorato dei Fratelli è composto da moderati.

 

Poi arriva il turno di Simone Canettieri del Foglio e ci mette un po’ di pepe, alludendo a un certo «familismo». La Meloni non sbrocca, ma un filo s’irrigidisce. «Questa storia inizia a stufarmi». La sorella a capo del partito, e poi il marito della sorella, il leggendario ministro Lollobrigida, quello che fa fermare i Frecciarossa: illazioni. Come anche quest’idea che sia circondata da gruppi dirigenti assai modesti. «A me non risulta».

 

giambruno meloni

Da segnalare un momento tenerezza. «Tra il ruolo di premier e mia figlia Ginevra? Sceglierei, ovviamente, mia figlia». Domande sul mitico Giambruno? («Cosa? Ma sei matto?»).

giorgia meloni conferenza stampa di fine anno 6GIORGIA MELONI ANDREA GIAMBRUNO giorgia meloni conferenza stampa di fine anno giorgia meloni conferenza stampa di fine anno 2023 7MELONI - LOLLOBRIGIDA - GIAMBRUNO - PARENTI SERPENTI

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”