IMPOVERIRSI CON RENZIE – I NUMERI DICONO CHE STA FACENDO PEGGIO DI LETTANIPOTE – PITTIBIMBO FA RIMPIANGERE IL PREDECESSORE SUL PIL, SUL DEBITO, SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALE E SULLA DISOCCUPAZIONE

Franco Bechis per "Libero Quotidiano"

 

matteo renzi arriva in smart all incontro con letta matteo renzi arriva in smart all incontro con letta

A Matteo Renzi non piacciono i numeri dell’economia. Non ha perso occasione per dirlo, anche con qualche spacconata di troppo (come nell’intervista ad Alan Friedman in cui ha sostenuto che un punto di Pil su o giù fa poca differenza). L’ultima volta la sua antipatia per i numeri ha occupato quasi metà della sua relazione davanti alla direzione Pd. Quel giorno erano usciti i dati sulla disoccupazione, che per qualche aspetto sembravano positivi per l’Italia (il tasso generale era sceso di 0,3 punti a 12,3%).

 

Renzi ha voluto fare il falso modesto: «Fra noi c’era chi pensava di celebrare il successo con tanto di comunicati stampa. Li ho frenati, perchè non è una variazione dovuta al decreto Poletti che ci fa brindare. Abbiamo bisogno di più».

 

letta letta

Già che c’era il premier ha messo le mani avanti anche su dati ben più negativi,quelli del debito pubblico che sta volando di record in record: «È un dato che dipende dal ciclo economico europeo. Dieci anni fa erano 4 i paesi ad avere un debito superiore al Pil.Oggi la media dell’area dell’euro è superiore al Pil...».Come dire: se tutti fanno debiti, ovvio che anche il debito pubblico italiano cresce, non è colpa mia, ma del ciclo economico.

 

GIULIANO POLETTI GIULIANO POLETTI

A parte la bugia detta sul debito pubblico dei18 Paesi dell’area dell’euro (che non è affatto superiore al loro Pil,ma è al 93,8% del Pil dell’area), il metodo Renzi è corretto: per capire se la cura di Matteo sia giusta o meno basta proprio confrontare gli ultimi dati dell’economia italiana con il dato medio dell’area dell’euro e vedere se alla stessa voce otto mesi o un anno fa la differenza Italia-Europa era la stessa, se si è migliorato il rapporto o se si è peggiorato.Nel caso di invarianza vuole dire che effettivamente l’economia italiana anche se negativa dipende dal ciclo dell’area dell’euro. Se i dati migliorano, significa che la cura Renzi è azzeccata e anti-ciclica.

 

Se i dati peggiorano, inutili giri di parole: in economia Renzi sta facendo danni. Libero ha fatto quel confronto Italia- Ue mettendo in rapporto i risultati di Renzi con quelli del suo predecessore, Enrico Letta su quattro voci fondamentali del ciclo economico: andamento del Pil, crescita del debito pubblico, produzione industriale e disoccupazione. Il risultato è una bocciatura clamorosa: su tutte e quattro le voci Renzi ha fatto peggio di Letta,che lui accusava di immobilismo.

 

giancarlo padoan giancarlo padoan

Secondo i dati più recenti di Eurostat sia sul debito pubblico che sulla disoccupazione che sul Pil e la produzione industriale l’Italia si è allontanata dalla media dei 18 paesi dell’Unione europea aderenti all’euro più di come l’aveva lasciata Letta allo stesso Renzi. Applicando lo stesso metro usato all’epoca dall’ex sindaco di Firenze, bisognerebbe ora dire #Matteostaisereno. Ma ecco i dati, che indicano il terzo fallimento consecutivo delle politiche economiche di un governo italiano.

 

Perchè se con Renzi l’Italia si è allontanata di più dall’Europa rispetto a Letta, era già accaduto che si allontanasse di più con Letta rispetto a Monti e con Monti rispetto all’ultimo governo Berlusconi. Il risultato grottesco è che più l’Italia dice di volere fare i compiti a casa che le chiede l’Europa, più si allontana dall’Europa.Ma ecco i numeri del nuovo fallimento. PIL L’ultimo dato Eurostat è relativo al primo trimestre 2014: il Pil dell’area dell’euro è cresciuto di 0,9 punti percentuali.

MARIO MONTI CON EMPY MARIO MONTI CON EMPY

 

Quello italiano è sceso di 0,5 punti percentuali. L’Italia è indietro rispetto all’Ue18 di 1,4 punti percentuali. Nell’ultimo trimestre 2013 il Pil di quell’area di Europa era cresciuto di 0,4 punti percentuali. Quello italiano era cadutodi0,9punti percentuali. La distanza fra Italia e Ue18 era di 1,3 punti percentuali. Con Renzi rispetto a Letta dunque la distanza Italia-Europa è aumentata di 0,1 punti percentuali.  

 

DEBITO-PIL

È uno degli indicatori più rilevanti per il rispetto dei trattati europei (da quello di Maastricht al temuto fiscal compact).Anche in questo caso gli ultimi dati Eurostat sono relativi al primo trimestre 2014. La media del debito-Pil dell’area dell’euro è come ricordato 93,8%. Quella debito- Pil dell’Italia è 135,6%.Dopo i primi mesi di Renzi dunque l’Italia è distante dalla media Ue18 di ben 41,8 punti percentuali.

DEBITO PUBBLICO 
DEBITO PUBBLICO

 

Alla fine del quarto trimestre 2013 (quando c’era Letta) il rapporto debito-Pil nell’area dell’euro era del 92,7%, in Italia del 132,6%.L’Italia era distante dalla mediaUe18di39,9punti.Quelladistanza negativa con Renzi si è allargata rispetto all’eredità di Letta di ben 1,9 punti percentuali. Con alcune cifre questo drammatico dato è ancora più chiaro: fra la fine di Letta e i primi mesi di Renzi il debito pubblico Ue 18 è aumentatodi62miliardi di euro. Di questi 52 sono dovuti all’Italia, e 10miliardi agli altri 17paesimessi insieme. Se poi si considera che il Pil europeo è aumentato e quello italiano no, ildato è clamorosamente negativo per Renzi. Uno dei peggiori di questi ultimi lustri.

 

PRODUZIONE INDUSTRIALE

 DEBITO PUBBLICO DEBITO PUBBLICO

Il dato Eurostat più recente è relativo al mese di maggio 2014.Per l’Ue 18 è stato negativo di 1,1 punti (-1,1%). Il dato italiano è andato un po’ peggio: -1,2%. Significa che l’Italia ha fatto peggio dell’area dell’euro di 0,1%. L’ultimo dato di produzione industriale attribuibile a Letta è quello di gennaio 2014. In quel caso la produzione industriale Ue 18 era cresciuta dello 0,1%e quella italiana dell’1%. L’Italia aveva fatto meglio dell’area dell’euro di 0,9 punti percentuali. Con Renzi rispetto a Letta l’Italia ha aumentato la sua distanza dall’area dell’euro di un punto percentuale, passando da fase positiva a fase negativa.Altro insuccesso evidente.

 

DISOCCUPAZIONE

È il dato più fresco, diffuso da Eurostat lo scorso 31 luglio. Era quello con cui Renzi faceva il modestone: per l’Italia è migliorato, grazie al decreto Poletti, ma non è il caso di stappare champagne. Giusto, perchè in questo caso il decreto Poletti non c’entra un fico secco. Ma è proprio la congiuntura europea ad aiutare l’Italia: il tasso di disoccupazione scende ovunque nell’area dell’euro.

 

Fabrizio Saccomanni Fabrizio Saccomanni

E scende più che in Italia. Vediamo come prima i confronti con Letta. A giugno2014 il tasso di disoccupazione Ue 18 era dell’11,5%.Quello italiano del 12,3%. L’Italia faceva peggio dell’Europa di 0,8 punti percentuali. Al31 dicembre 2013 il tasso di disoccupazioneUe18 era12%, quello dell’Italia era del 12,7%. L’Italia faceva peggio dell’Europa di 0,7 punti percentuali. Ma quella distanza fra Italia e area dell’euro era minore di 0,1 punti con Letta rispetto a Renzi.

 

Peggio ancora se il confronto viene fatto sullo stesso mese dell’anno. A giugno 2013 il tasso di disoccupazione Ue 18 era del 12%. Quello dell’Italia era del 12,2%. La distanza fra Italia e Ue18 era appenadi 0,2 punti percentuali. In un solo anno è quadruplicata. Ce ne è abbastanza per rottamare senza indugio anche la Renzinomics

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