1. “DERIVATI? ERANO IN INGLESE, NON CAPIVAMO”! L’ULTIMA, OSCENA, RIDICOLA DIFESA DELLA REGIONE PIEMONTE SPUTTANATA DA ANTONIO RIZZO (SUPERBONUS): “I VARI MERCEDES BRESSO SAPEVANO BENISSIMO COSA STAVANO FACENDO QUANDO SOTTOSCRISSERO I CONTRATTI DERIVATI CON LE TRE BANCHE MERRIL LYNCH, DEXIA ED INTESA SAN PAOLO. LO SO PERCHÉ NE PARLAI PRIMA CON L'ASSESSORATO SUSTA, CHE AVEVA DELIBERATO L'OPERAZIONE, E POI CON PAOLO PEVERARO CHE GLI ERA SUCCEDUTO NELL'INCARICO” 2. ANCORA: “GLI ASSESSORI ED IL PRESIDENTE DELLA REGIONE NON ERANO SPROVVEDUTI, SAPEVANO BENISSIMO QUELLO CHE STAVANO FACENDO ANCHE PERCHÈ LO SPONSOR DELL'OPERAZIONE ERA ENRICO SALZA, PRESIDENTE DEL SAN PAOLO E GRANDE SPONSOR DELLE GIUNTE TORINESI DI CENTROSINISTRA. IL GIOCO ERA SEMPRE LO STESSO: SPOSTARE I DEBITI ALLE GENERAZIONI FUTURE E SPENDERE IL PIÙ POSSIBILE PER MANTENERE IL CONSENSO”

1. DERIVATO ALLA PIEMONTESE
Superbonus (Antonio Rizzo) per Dagospia

La Regione Piemonte sapeva benissimo cosa stava facendo quando sottoscrisse i contratti derivati con le tre banche Merril Lynch, Dexia ed Intesa San Paolo. Lo so perché ne parlai prima con l'assessorato Susta, che aveva deliberato l'operazione, e poi con Paolo Peveraro che gli era succeduto nell'incarico. Peveraro era inoltre stato assessore al bilancio del Comune di Torino dove aveva già sottoscritto derivati per centinaia di milioni con perdite enormi e relative ristrutturazioni.

Tutto si può dire della Regione Piemonte tranne che fossero degli sprovveduti, Mercedes Bresso da Presidente del Provincia aveva anche lì sottoscritto derivati per un centinaio di milioni con Merrill Lynch ottenendo di spostare in avanti i pagamenti dei mutui contratti con la Cassa Depositi. Allo stesso modo il derivato della Regione Piemonte sposta in avanti i debiti della Regione come spiegò Nicola Porro su Il Giornale (
http://www.ilgiornale.it/news/gara-sospetta-prestito-inutile-finanza-creativa-piemonte.html).

Dal 2017 la Regione si troverà a pagare 100 milioni di ammortamento invece dei 10 che paga attualmente, una stangata non sopportabile per le casse della più malmessa delle Regioni del Nord.

Gli assessori ed il Presidente sapevano benissimo quello che stavano facendo anche perchè lo sponsor dell'operazione era Enrico Salza, presidente del San Paolo e grande sponsor delle giunte torinesi di centrosinistra. Il gioco era sempre lo stesso: spostare i debiti alle generazioni future e spendere il più possibile per mantenere il consenso.

Ora il Presidente Cota pretende di non pagare le banche che hanno realizzato il derivato adducendo che "i contratti erano in inglese e l'assessore dell'epoca non li capiva". In realtà l'assessore e la Presidente furono più volte messi in guardia dal dirigente al bilancio di allora, dalle banche e dai giornali ma preferirono andare avanti incuranti, anzi la Bresso querelò anche Nicola Porro (denuncia poi ritirata). Cota non ha evidentemente il coraggio di chiedere i danni agli amministratori precedenti e preferisce tentare l'impervia strada di non pagare le banche che hanno solo fatto il proprio lavoro.

In ogni caso i debiti della Regione esploderanno a partire dal 2017, Cota lo sa o fa finta di non saperlo come i suoi predecessori? Di certo lui è tutti gli amministratori locali che hanno a che fare con i derivati posso dormire sonni tranquilli, se il Ministero delle Finanze mantiene la massima opacità sui conti anche gli Enti Locali possono farlo, pagheranno i posteri e solo loro, gli amministratori hanno la scusa di non conoscere l'inglese!


2. DERIVATI, «ERANO IN INGLESE, NON CAPIVAMO»
L'ULTIMA DIFESA DELLA REGIONE PIEMONTE - L'EX GIUNTA BRESSO DECISE DI FINANZIARSI EMETTENDO SUL MERCATO 1,8 MILIARDI DI BOND, PROTEGGENDOSI CON STRUMENTI "DERIVATI"

Arcangelo Rociola per Corriere Economia - corriere.it

Contratti troppo complessi per essere compresi. In inglese per giunta che, sarà pure la lingua degli affari e della globalizzazione, ma Oltremanica non sempre può trovare amministratori in grado di masticarla adeguatamente. Non in Piemonte per esempio. Ed è questa la linea difensiva che, secondo l'agenzia di stampa Bloomberg, la regione ha deciso di adottare a Londra, dove in tribunale le si oppongono le banche Dexia e Intesa Sanpaolo.

LA STORIA - I fatti risalgono al 2006. Allora la giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso decise di finanziarsi emettendo sul mercato 1,8 miliardi di obbligazioni. Per proteggersi da eccessive variazioni dei tassi di interesse dei titoli di debito, la regione firmò con le banche Merrill Lynch, Dexia e Intesa Sanpaolo alcuni contratti di derivati, strumenti di ingegneria finanziaria che scommettono sulle variazioni del mercato cercando di limitare le perdite in caso di impennata dei tassi di interesse.

La regione Piemonte però la sua "scommessa" l'ha persa, trovandosi a pagare interessi molto alti sui propri bond. Dal gennaio 2012 ha smesso però di pagare le rate alle tre banche sostenendo di essere stata truffata. Secondo la regione, gli istituti di credito non avrebbero fatto tutto il necessario affinché quei contratti fossero compresi prima della firma. Con Merrill Lynch il 25 giugno è stato trovato un accordo privato. La cifra non è stata resa pubblica, ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni. Dexia e Intesa invece chiedono alla regione l'immediato pagamento dei 36 milioni dovuti. La regione fa muro. Prima ha tentato di fare causa alle banche in sede amministrativa.

IL PROCESSO A LONDRA - Ma il Tar si è detto non competente in materia. Poi il trasferimento della causa nella City. Secondo quanto riporta Bloomberg nelle carte depositate a Londra i legali dell'ente scrivono che quel contratto in Italia non era valido, e conteneva clausole nascoste che hanno permesso alle banche guadagni irregolari. Oltre al fatto che l'allora assessore al Bilancio «parlava un inglese molto limitato e non ci si poteva aspettare che leggesse e capisse l'accordo che stava mettendo in atto».

I CASI ANALOGHI - Il peso dei derivati nei bilanci ancora preoccupa molti enti pubblici. In Puglia, in Sicilia, nel Lazio , ma anche in grandi comuni come Milano. E lo scontro con le banche è arrivato nei tribunali.

Nel 2010 i magistrati di Bari avevano chiesto ai banchieri di Merrill Lynch che i contratti comprendano «un allegato in lingua italiana con l'indicazione esplicita del valore equo alla data di sottoscrizione e la descrizione analitica degli elementi di base nei quali è scomponibile il portafoglio finanziario», nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzava il reato di truffa aggravata ai danni della regione Puglia (e anche in quel caso l'ex assessore regionale al Bilancio, Rocco Palese, si giustificò adducendo la presunta complessità della lingua inglese).

Lo scorso febbraio invece il tribunale di Milano ha condannato in primo grado quattro grandi banche straniere (Deutsche Bank, Depfa Bank, Ubs e Jp Morgan) per aver truffato il comune che, secondo i giudici, non aveva le competenze adeguate per comprendere i contratti che aveva sottoscritto.

 

 

ANTONIO RIZZO Merrill Lynchlogo intesa san paolo Regione PiemonteEnrico Salza NICOLA PORROCota e Mercedes Bresso al seggio Mercedes Bresso e Roberto Cota

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?