alice weidel marine le pen

C’E’ UNO SPETTRO CHE SI AGGIRA PER L’EUROPA: L’IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA (CHE HA PORTATO AL BOOM DEI PARTITI NAZIONALISTI DI LE PEN E AFD). IN GERMANIA, IN PARTICOLARE, L’ALTERNATIVE FUR DEUTSCHLAND, FONDATO NEL 2013 DA ACCADEMICI TEDESCHI COME PARTITO PRINCIPALMENTE EUROSCETTICO, CAMBIA PELLE NEL LUGLIO DEL 2015 QUANDO PREVALE LA SUA ALA PIÙ NAZIONALISTA E POPULISTA, TRASFORMANDOLO IN UN PARTITO ANTI-IMMIGRAZIONE E XENOFOBO – LE TEORIE DELLO SCRITTORE FRANCESE RENAUD CAMUS SULLA SOSTITUZIONE ETNICA E IL BOTTO ELETTORALE DI MARINE LE PEN. E ANCHE IN POLONIA E UNGHERIA… - IL LIBRO

 

Estratti del libro di Domenico Petrolo “La stagione dell’identità. Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare”, FrancoAngeli

 

 

In Francia, l’immigrazione è un tema al centro del dibattito da anni, anche per la presenza di una numerosa comunità musulmana che ha alimentato tensioni legate a identità, laicità e sicurezza. Come Salvini, anche Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha costruito la sua fortuna elettorale denunciando l’immigrazione incontrollata come minaccia all’identità francese.

alice weidel marine le pen

 

Senza mai citarlo direttamente, ha ripreso i temi chiave dell’opera Le Grand Remplacement (La grande sostituzione) con cui lo scrittore francese Renaud Camus nel 2011 teorizzò che le popolazioni europee sarebbero state sostituite dagli immigrati di origine africana e di fede musulmana e l’identità europea sarebbe stata cancellata.

 

Ciò sarebbe stato possibile a causa del calo demografico, dei forti flussi migratori, del cedimento all’Islam e della complicità dell’élite.

 

Nelle tesi di Camus non vi era nulla di scientifico e la teoria suscitò lo scetticismo di molti storici e sociologi.

 

 

alice weidel marine le pen

 

Il concetto, tuttavia, ha avuto un grande appeal e ha conquistato molte menti e molti cuori. Secondo un sondaggio dell’Ifop (Institut francais d’opinion publique) del 2021 il 53% degli intervistati riteneva plausibile lo scenario della sostituzione etnica.

 

In Germania, l’Alternative fur Deutschland (AfD), fondato nel 2013 da accademici tedeschi come partito principalmente euroscettico, cambia totalmente pelle nel luglio del 2015 quando prevale la sua ala più nazionalista e populista, trasformandolo in un partito anti-immigrazione e xenofobo.

 

Poche settimane dopo l’AfD coglie l’occasione per opporsi con fermezza alla decisione della cancelliera tedesca, Angela Merkel, di accogliere quasi un milione di profughi siriani che scappavano dalla guerra. Resterà celebre il “Wir schaffen das”, “Ce la faremo” (Bild, 2015), pronunciato dalla Merkel nel commentare lo sforzo del popolo tedesco.

Domenico Petrolo - La stagione dell’identita

 

La sua scelta susciterà un’ammirazione profonda in tutto il mondo, ma in pochi mesi il clima interno al Paese sarà destinato a cambiare.

 

La notte di Capodanno tra il 31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016, nei pressi del Duomo di Colonia, luogo dei festeggiamenti della festa di fine anno, numerose donne vengono aggredite sessualmente, subiscono molestie e furti da gruppi di uomini che agiscono in modo coordinato.

 

Nei giorni seguenti al Capodanno vengono presentate circa 1.200 denunce, di cui circa 500 per molestie sessuali. Le vittime raccontano di gruppi di uomini stranieri che le accerchiavano, toccandole e derubandole in mezzo alla folla.

 

Le indagini portano ad identificare molti sospetti di origine nordafricana o mediorientale, di cui in realtà solo una piccola parte era arrivata in Germania come rifugiato dalla Siria nel 2015. La maggior parte di loro era già presente in Germania da più tempo, come richiedenti asilo o come irregolari.

 

Questo episodio ebbe un impatto enorme in Germania diventando un punto di non ritorno per la politica tedesca. I tedeschi, sconcertati, iniziarono a chiedersi a chi avessero aperto la loro porta.

alice weidel

 

L’AfD criticò aspramente la Merkel per la sua scelta di aprire le frontiere ad un’immigrazione che a suo dire metteva a rischio le donne tedesche, i valori e l’identità del Paese.

 

Nonostante il governo provò a ricorrere ai ripari modificando le leggi per rendere più facile espellere gli stranieri condannati per reati sessuali, la vicenda di Colonia cambio l’atteggiamento dei tedeschi verso l’accoglienza ed in molti di loro si consolidò la convinzione di un legame tra immigrazione e criminalità.

 

Alle elezioni del 2017 l’AfD ebbe un exploit e divenne il terzo partito nazionale, nel corso del 2025 e del 2026 diverse volte è risultato la prima forza nei sondaggi.

 

La Merkel ancora oggi, nelle poche interviste che concede, si trova a difendere la scelta compiuta nell’agosto del 2015.

 

Anche in Paesi come la Polonia e l’Ungheria, dove la presenza di immigrati è meno numerosa, la retorica anti-immigrati è diventata centrale.

 

alice weidel e tino chrupalla

Il premier ungherese Viktor Orban ha costruito recinzioni lungo i confini e promosso campagne con messaggi del tipo “Se vieni in Ungheria, non puoi rubare i nostri posti di lavoro”.

 

A differenza della Merkel, Jaroslaw Kaczynski, leader del partito polacco Prawo i Sprawiedliwosc (PiS), di fronte alla crisi migratoria siriana del 2015 pronunciò un discorso durissimo contro i rifugiati, sostenendo che avrebbero portato con loro parassiti e malattie molto pericolose, già scomparse in Europa da anni, rappresentando così per i polacchi non solo una minaccia economica e culturale, ma anche biologica.

 

I rifugiati musulmani che provenivano dall’Africa e dal Medio Oriente, secondo il leader del PiS, avrebbero infettato la sana società polacca.

 

Erano le elezioni parlamentari dell’ottobre del 2015 e Kaczynski stava costruendo una campagna elettorale sulla difesa dei valori cattolici, dei confini e dell’identità cristiana della Polonia. Il PiS da lì a poco avrebbe vinto le elezioni con il 37,5% dei consensi e avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari.

ALICE WEIDEL DI AFD SE LA RIDE DOPO IL NO DEL BUNDESTAG A FRIEDRICH MERZ

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI