di maio m5s

UN LUIGINO DA BALCONCINO - FULVIO ABBATE: “DI MAIO E I SUOI, OSSIA LA SUA CLAQUE MINISTERIALE, HANNO FATTO USO DIRETTAMENTE DEL BALCONCINO DI PALAZZO CHIGI PER ANNUNCIARE LA ‘MANOVRA DEL POPOLO’ - SEMBRA ANCHE DI SCORGERE IL FANTOCCIO DEL MINISTRO TRIA, IDEALMENTE VIRTUALMENTE, APPESO IN TESTA IN GIÙ. IL MESSAGGIO HA LA STESSA EVIDENZA LUGUBRE DI CERTI PROCLAMI DEL FASCISMO NEI SUOI GIORNI TERMINALI, ALMENO QUANDO LUIGI PAVENTA IL GHIGNO”

Fulvio Abbate per https://www.huffingtonpost.it

 

fulvio abbate

La storia italiana sovente e volentieri si affaccia al balcone. Il rimando a Mussolini e scontato, ma val la pena citarlo perche Luigi Di Maio ha fatto molto meglio. Se Palazzo Venezia era molto lontano dal centro del potere, il vice premier e i suoi, ossia la sua claque ministeriale, hanno fatto uso direttamente del balconcino di Palazzo Chigi, lo stesso che fino a oggi, salvo memoria contraria, aveva ospitato nient'altro che le aste delle bandiere. Ieri sera, giu, in basso, c'era la manifestazione dei parlamentari, cui a breve si sono aggiunti, diligenti, anche i ministri salariati dello stato a guida Movimento 5 Stelle e, va da se, della Casaleggio Associati.

 

Ce l'hanno fatta, la "manovra del popolo" e realta, il 2,4 brilla ora al centro del tricolore, come gia un tempo lo stemma sabaudo, Leo Longanesi in verita sosteneva che dovesse campeggiare il motto "Tengo famiglia", ma anche cosi non siamo molto lontani dal vero, la fama di retorica sovranista dell'utente medio grillino e al momento soddisfatta, "Avete visto? Avete visto?", sembra suggerire Di Maio, e in questa sua asserzione c'e soddisfazione ma anche un monito a chi riteneva che il suo partito fosse subalterno, messo all'angolo dall'alleato Salvini, se non condannato a un vero e proprio "facesitting" da parte della Lega colma di argomenti, autoritarismo convincente presso un popolo che non vede poi cosi male il fascismo nazionale endogeno.

 

DI MAIO FESTEGGIA IL DEF

Li a piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi sembra anche di scorgere il fantoccio del ministro Tria, idealmente virtualmente, appeso in testa in giu, come in un'apoteosi del festa-farina e forca pentastellata. Il messaggio ha la stessa evidenza lugubre di certi proclami del fascismo nei suoi giorni terminali, almeno quando Luigi paventa il ghigno. La cerimonia del balcone segna dunque un punto di svolta anche nel linguaggio plastico del cerimoniale politico del governo odierno, Di Maio si riprende la scena, impalla Salvini momentaneamente, e compie un atto d'arroganza e insieme di propaganda.

 

Dai, un po' di storia in questo caso non guasta: il Pci, implicitamente mostrandosi forza di governo, scendeva in piazza dopo che le Brigate Rosse assassinavano il sindacalista comunista Guido Rossa, oppure, tornando ai balconi, i suoi dirigenti si mostravano affacciati in via delle Botteghe Oscure giusto la notte di vittoria elettorale, e lo facevano con sobrieta, mai un Togliatti, neppure da primo ministro, si sarebbe sporto con sicumera a Palazzo Chigi. E ancor meno lo avrebbero fatto le grisaglie davvero ministeriali democristiane, giusto Berlusconi dal suo Palazzo Grazioli, ma in quel caso si trattava di una variante spettacolare.

di maio festeggia per il def

 

Ora i blazer di Di Maio e dei suoi ministri, in nome della "manovra del popolo" ( si sappia che nei social il suddetto Popolo ha subito vestita la maiuscola sovranista) si mostrano ed esultano, quasi catarticamente, la stessa apoteosi, metti, di quando a Napoli si compie il miracolo dello scudetto, tra V di vittoria e un pugno chiuso da ring pugilistico ben sollevato; pochi minuti prima, ordinata e ordinaria processione, come nella gita al santuario, i parlamentari, gia allertati e convocati, avanzano verso la piazza del 2,4 %, appunto riconsacrata per la circostanza, manifestazione, corteo, sfilata cosi spontanea da portarci a immaginare un Casalino li dietro l'angolo a distribuire loro le bandiere del MoVimento, come prontamente farebbero i bengalesi con gli ombrelli in vendita al primo sentore di pioggia.

 

Adesso Di Maio e sceso, si e incarnato, si e fatto capopopolo tra i suoi deputati e senatori, e mostra soddisfazione evidente, un'implicita spettacolare risposta anche, perche no, a Salvini che finora gli ha occupato la scena, lo ha sadicamente "impallato" con i suoi argomenti da fascismo portatile rionale, e intanto rieccolo il fantoccio di Tria, sempre idealmente, virtualmente, deposto, anzi, sembra di vederlo trascinato dalle auto blu dei Toninelli, dei Fraccaro, dei Bonafede. Forse c'e anche il simulacro dell'ex ministra Fornero.

di maio festeggia per il def con i parlamentari m5s

 

Avete visto, infami, che ve lo stiamo dando il reddito di cittadinanza? E voi che non ci credevate! Quelli della Ragioneria generale volevano inchiodarci sulla linea del bagnasciuga dell'1,9, e noi siamo invece avanzati fino al 2,4. Adesso e chiaro chi comanda qui, adesso e chiara la volonta del popolo, e non saranno quelli di Bruxelles a decidere come debba essere disposto il pallottoliere dei nostri conti. Cosi, sia pure per sommi capi, il sottotesto dell'accaduto, demagogia 2.0 che si concede un proprio arengario, un proprio posto al sole, ed ecco anche la quarta sponda del "governo del cambiamento".

 

Abbiamo navigato a vista, certo, ma alla fine avete visto dove vi ho portato, sembra ancora dire adesso esplicitamente Di Maio ai suoi deputati che gli stanno intorno e sorridono, se e vero, come abbiamo saputo, che il giorno prima, in una sorta di un Gran Consiglio segreto e insonorizzato, proprio il vicepremier, con tono degno di un celebre caporale d'onore, aveva detto ai suoi gallonati: non eravate niente, sono io che vi ho fatto diventare ministri, e dunque non rompete le scatole, e dunque sorridete e in alto la bandiera. Quasi un ritorno ai grami primi giorni dei gazebo, che pretende ora una sorta di orgoglio da "antemarcia".

di maio festeggia per il def con i parlamentari m5s 1

 

Non occorre essere grandi semiologi come Roland Barthes, per fare caso a un Di Maio senza cravatta, idem i suoi, retorica iraniana, dove la cravatta e appunto segno di non appartenenza al Popolo. "Per la prima volta nella storia c'e un governo che mantiene le promesse," si concede Di Maio e chissa se ci crede anche lui. Infine un "Ciao, ragazzi!". Dove quel "ragazzi" riassume in un unico blocco indistinto ("Famo er blocco?", suggeriscono al mercato di Porta Portese per venderti tutto il banco) ministri, deputati, senatori e perfino gli inviati dei giornali guardati a vista ora con diffidenza ora con intento ruffiano, da possibil compari.

 

luigi di maio 3

La sensazione finale e che quando lui e i suoi pronunciano l'acronimo Def non sappiano esattamente di cio che stanno parlando, un ircocervo estraneo alla dialettica semplificata di un movimento che si nutre ora di analfabetismo istituzionale o di improvvisazione, s'intende con tono piccato, d'altronde il dittatore dello Stato libero di Bananas di Woody Allen insegna: il minuto dopo la presa del potere e doveroso imporre che la biancheria intima sia indossata a vista sugli abiti. Cosi si fa nei sistemi plebiscitari, cosi si fa quando si concede un reddito reddito di cittadinanza, e dunque, sempre implicitamente, ritorna il "vaffa". Rivolto all'Europa. Altrimenti non sarebbe "la manovra del popolo", di piu, del Popolo.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…