“IL ‘NON CONDIVIDO E NON CONDANNO’ DELLA MELONI È UN SEGNO DI DISAGIO E DEBOLEZZA POLITICA” – LO STORICO GIANNI OLIVA: “LA POSIZIONE ESPRESSA DALLA PREMIER SU QUANTO STA ACCADENDO IN IRAN E IN MEDIO ORIENTE RICORDA UN ALTRO ‘PONZIOPILATISMO’ STORICO. IL FAMOSO ‘NÉ ADERIRE NÉ SABOTARE’ INVENTATO DAI SOCIALISTI ITALIANI NEL 1915 DI FRONTE ALLA DECISIONE DI ENTRARE IN GUERRA. OGGI SIGNIFICA LASCIARE IL PAESE IMPREPARATO ALLE EVENIENZE E MAGARI COSTRINGERLO A DECISIONI AFFRETTATE SOTTO IL RICATTO DELL'URGENZA. CHE COSA SUCCEDERÀ SE GLI STATI UNITI CHIEDERANNO DI UTILIZZARE LE LORO BASI IN ITALIA? SE QUALCHE MISSILE IRANIANO COLPIRÀ UNA NOSTRA SEDE DIPLOMATICA IN OMAN O NEGLI EMIRATI?”
Estratto dell’articolo di Gianni Oliva per “La Stampa”
«Non condivido e non condanno»: la posizione espressa in un'intervista televisiva dalla premier Meloni su quanto sta accadendo in Iran e in Medio Oriente ricorda troppo da vicino un altro "ponziopilatismo" storico per non suggerire raffronti. Si tratta del famoso "né aderire né sabotare", lo slogan inventato dai socialisti italiani nel 1915 di fronte alla decisione del Re e del Governo di entrare in guerra.
[...] i socialisti scelsero una formula vuota, che salvava le apparenze ideologiche senza ostacolare il processo. Ma che cosa significava "né aderire né sabotare" per il contadino in divisa, mobilitato nelle trincee del Carso, cui veniva dato l'ordine di andare all'assalto?
Rifiutare (quindi sabotare) e andare di fronte al plotone di esecuzione per diserzione? Oppure lanciarsi all'attacco (e quindi aderire) smentendo le convinzioni pacifiste? Ci sono situazioni estreme in cui non esiste una terza via: quando scoppia un conflitto la zona grigia dell'astensione scompare.
La scelta ambigua del socialismo del 1915 lasciò i militanti in divisa senza indicazioni e determinò non solo la marginalizzazione del partito, ma anche le facili accuse di "disfattismo" con le quali si cercò di attribuire alla scarsa combattività dei soldati la disfatta di Caporetto.
La situazione internazionale di oggi non ha certamente nulla di comparabile con quella di cento anni fa, ma il denominatore comune dell'obbligo di "scegliere" si ripropone.
BANDIERA TRA LE MACERIE - GUERRA IN IRAN
"Non condivido e non condanno" è una palese manifestazione di disagio e di debolezza politica che paralizza l'iniziativa. Rinviare appellandosi al fatto che "non si cono sufficienti elementi di conoscenza per esprimersi", ricordare che tra i Paesi europei solo la Spagna è stata netta, trincerarsi dietro il rinvio alle colpe della Russia per aver terremotato il sistema delle relazioni internazionali (come ha fatto la presidente del Consiglio) significa lasciare il Paese impreparato alle evenienze e magari costringerlo a decisioni affrettate sotto il ricatto dell'urgenza.
Che cosa succederà se gli Stati Uniti chiederanno di utilizzare le loro basi in Italia? Se vorranno il concorso della nostra Marina o Aviazione nelle operazioni? Se qualche missile iraniano colpirà una nostra sede diplomatica in Oman o negli Emirati?
IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI
La risposta della premier e dei suoi ministri, sinora, è stata ineccepibile nella forma ed evasiva nella sostanza: "deciderà il Parlamento". Certo. Ma il tema è: quale indicazione di voto sarà data ai parlamentari del Centro Destra? Voteranno "si" o voteranno "no"? Perché non c'è un'altra posizione possibile.
Dire "non condanno e non condivido" significa mettersi a rimorchio degli avvenimenti, adeguarsi alle decisioni prese da altri, farsi risucchiare da una guerra non voluta ma neppure contrastata: esattamente come il "né aderire né sabotare" di cent'anni fa.
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

