mattarella meloni

GLI ITALIANI VOTANO POI DECIDE MATTARELLA - UGO MAGRI AVVISA: “L'UNICA VERA CERTEZZA È CHE, CON L'ITALIA SBILANCIATA A DESTRA, MATTARELLA SARÀ RIGIDO, ANZI INTRATTABILE, QUANDO SONO IN GIOCO QUESTIONI NON NEGOZIABILI COME LA COLLOCAZIONE OCCIDENTALE DELL'ITALIA, IL SUO ANCORAGGIO EUROPEO, IL RISPETTO DEI VALORI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI. SFIDARLO SU QUESTI TERRENI SAREBBE UN AZZARDO DAGLI ESITI INCERTI - IL FUTURO DIPENDERÀ DALLA POSTURA DELLA MELONI, DAL GRADO DI RISPETTO CHE MOSTRERÀ VERSO GLI ORGANI DI GARANZIA, DA COME SI RAPPORTERÀ ALLE ISTITUZIONI, SE ABBAGLIATA DAL SUCCESSO TENTERÀ LA GRANDE SPALLATA, UNA ROTTAMAZIONE MAI OSATA FINORA”

Ugo Magri per “la Stampa”

 

mattarella meloni 2

Giorgia Meloni, sullo slancio della vittoria, sogna un presidente eletto dal popolo. Però sul Colle c'è ancora il guardiano delle «vecchie» regole, Sergio Mattarella. È con lui che la destra dovrà vedersela, a cominciare dal passaggio più delicato: la gestazione del prossimo governo.

 

Come si regolerà il garante della Costituzione quando dovrà conferire l'incarico? Punterà senza indugio sulla leader dei Fratelli d'Italia, che già si sente sulla sedia di Super Mario e, forte del 26 per cento, griderebbe allo scandalo se la scelta cadesse su nomi diversi dal suo? Altra domanda: il capo dello Stato si lascerà imporre la lista dei ministri o farà valere le proprie prerogative qualora gli venissero proposti nomi a vario titolo «impresentabili»?

 

sergio mattarella mario draghi

Come reagirebbe se questa destra estremista, arrembante, sicura di sé tentasse di delegittimarlo? Più in generale: quale tipo di convivenza si annuncia tra i nuovi padroni del Parlamento e un Garante dotato di vasti poteri, che gode anch' egli di salda popolarità nel Paese?

 

L'unica vera certezza è che, con l'Italia sbilanciata a destra, Mattarella farà Mattarella. Resterà il personaggio che abbiamo imparato a conoscere da otto anni a questa parte. Rigido, anzi intrattabile quando sono in gioco questioni non negoziabili come la collocazione occidentale dell'Italia, il suo ancoraggio europeo, il rispetto dei valori costituzionalmente garantiti.

mattarella meloni

 

Sfidarlo su questi terreni sarebbe un azzardo dagli esiti incerti. I vincitori dovrebbero fare i conti con lui perché il Colle rimane inespugnabile, perfino a prova di impeachment (l'ultima parola spetterebbe alla Consulta). Immaginare Mattarella tremebondo e pronto alla fuga sarebbe un tantino fuori della realtà. Al tempo stesso però rifugge il protagonismo. Lo lascia volentieri ai capipartito. Interviene solo se tirato per i capelli. Nelle quattro crisi che s' è trovato a gestire, il presidente ha usato sempre lo stesso metro.

 

giuseppe conte sergio mattarella

Ha conferito l'incarico a chi, sommando le forze della coalizione, era in grado di formare un governo. Ogni volta che s' è aggrumata una maggioranza, Mattarella ne ha preso atto quasi con sollievo; ne ha battezzate di ogni colore: rosse, giallo-verdi, giallo-rosse, infine policrome o arcobaleno con il governo delle larghe intese. Tutto fa ritenere che pure stavolta userà lo stesso identico metro.

 

Dunque: una volta accertato che l'unica maggioranza possibile sarà quella di centrodestra, che Silvio Berlusconi e Matteo Salvini rispetteranno i patti, che convergeranno sulla Meloni senza farle sgambetti, nulla lascia immaginare un Mattarella intenzionato a mettersi di traverso. Sarebbe una sorpresa se, preso atto che tutto quadra, rifiutasse a Giorgia le chiavi di Palazzo Chigi.

 

giorgia meloni applaude mattarella

Idem se negasse a lei la stessa leale collaborazione che ha segnato i suoi rapporti con Matteo Renzi prima, con Paolo Gentiloni poi, quindi con Giuseppe Conte, infine con Mario Draghi. Chi a destra ne dubita si nutre di pregiudizi. Poi, si capisce, «it takes two to Tango», per danzare bisogna essere in due; dunque il futuro dipenderà dalla postura della Meloni, dal grado di rispetto che mostrerà verso gli organi di garanzia, da come Giorgia si rapporterà alle istituzioni, se abbagliata dal successo tenterà la grande spallata, una rottamazione mai osata finora.

 

matteo renzi

Al governo andrà una leader conservatrice però rispettosa dei valori repubblicani, legata all'Occidente e ancorata in Europa, oppure una maggioranza sovranista, anti-Ue e magari un po' putinista? Questi dubbi, raccolti in alto loco, non hanno ancora avuto risposta.

È fuori strada chi immagina che Meloni si sia fatta viva col Quirinale per spiegare come si muoverebbe, cosa farebbe una volta insediata a Palazzo Chigi, rassicurando il capo dello Stato sulle sue buone intenzioni.

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA

Durante la campagna elettorale un chiarimento del genere sarebbe stato precoce e forse anche irrituale: Mattarella non l'ha cercato, lei non l'ha offerto. Fonti bene al corrente sono categoriche al riguardo. Ce ne sarà comunque occasione nelle prossime settimane, anche prima delle consultazioni ufficiali previste tra un mese, dopo che il nuovo Parlamento si sarà riunito giovedì 13 ottobre, una volta eletti i presidenti della Camera e del Senato. E magari ci sarà anche modo di accertare se davvero il Grande Fratello americano, come corre voce nei giri diplomatici, vedrebbe di buon occhio un governo guidato dalla Meloni però senza l'ipoteca rappresentata dal Cav e dal Capitano. Le elezioni sono alle spalle, il futuro è ancora tutto da scrivere.

sergio mattarella riceve il governo

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