GUERRIGLIA SULLA LEGGE ELETTORALE: LA MAGGIORANZA SI PREPARA A BALLARE! IL NODO RESTA QUELLO DELLE PREFERENZE. MELONI, PRESSATA DALLA BASE DI FRATELLI D'ITALI VUOLE REINTRODURLE, MA FORZA ITALIA (SULLA SPINTA DI MARINA BERLUSCONI) LE GIUDICA INACCETTABILI – FRATELLI D’ITALIA PREPARA IL BLITZ IN COMMISSIONE (DOVE IL VOTO E’ PALESE): LA SINISTRA E’ PRONTA A SOSTENERE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE PER ISOLARE FORZA ITALIA E COSTRINGERE TAJANI A FAR SALTARE LA RIFORMA – PER EVITARE STRAPPI I MELONIANI PUNTANO A CONVINCERE GLI AZZURRI AD ACCETTARE UN COMPROMESSO SU UN MECCANISMO CHE PREVEDE CAPILISTA BLOCCATI E PREFERENZE PER TUTTI GLI ALTRI CANDIDATI. DIFFICILE PERÒ CHE TAJANI LO APPROVI…
Tommaso Ciriaco per repubblica.it - Estratti
Tutto è pronto per la guerriglia sulla legge elettorale. Esploderà molto presto. La scintilla sarà un blitz che, si apprende, la destra sta pianificando. E che la sinistra, in queste ore, ha fiutato e intende denunciare. A ballare sarà soprattutto la maggioranza. In una partita a scacchi i cui effetti promettono uno scontro dagli esiti imprevedibili.
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
I fatti, innanzitutto. Servono a inquadrare quanto sta per succedere. Tutto nasce da una “soffiata” arrivata ai vertici del melonismo qualche giorno fa, che si può riassumere così: il campo largo si prepara a boicottare la riforma della legge elettorale sul nodo delle preferenze. Ad incunearsi su uno dei punti critici della legge, che è poi il principale terreno di scontro su cui manca ancora un’intesa nel centrodestra. Qual è la strategia della sinistra, dunque? Votare in commissione a favore di un emendamento sulle preferenze che Fratelli d’Italia sarebbe di fatto costretta a presentare per tenere fede a un impegno dichiarato pubblicamente da Giorgia Meloni.
Una precisazione, a questo punto: in commissione il voto è palese. I meloniani, promotori dell’iniziativa, sarebbe vincolati al voto a favore, la Lega probabilmente pure. Con il sostegno del Pd e di altri settori dell’opposizione, le preferenze avrebbero possibilità concrete di essere approvate senza il concorso di Forza Italia. A quel punto, Antonio Tajani potrebbe essere spinto a far saltare la legge, per di più a causa di un meccanismo che FdI sostiene formalmente, ma preferirebbe comunque evitare di introdurre.
Da questa consapevolezza, nasce la volontà di portare avanti il blitz. La tattica del centrodestra, quella studiata nelle ultime ore per contrastare le mosse del campo largo, passa dalla scelta di cambiare l’attuale proposta di riforma non con emendamenti mirati, ma con un nuovo testo base sostitutivo. Recepirà tutte le modifiche su cui c’è l’accordo — dall’aumento della soglia per il premio al 42% fino all’abolizione del ballottaggio — ma non dovrebbe includere il nodo sulle preferenze. Perché la destra sceglie questa strada? Perché in questo modo sarebbe libera di saltare il voto sugli emendamenti in commissione e mandare la legge in Aula senza mandato al relatore. (...)
La verità è che i meloniani vogliono tagliare i tempi. E in questa storia, la fretta è una variabile fondamentale. Ma non è tutto. La destra preferisce occuparsi di preferenze direttamente in Aula anche per un’altra ragione. Il regolamento dell’emiciclo prevede il voto segreto: una soluzione ottimale che consentirebbe alle forze di governo di non lasciare impronte sull’eventuale bocciatura delle preferenze. Eviterebbe lo strappo pubblico di FI, ma manderebbe comunque sotto la maggioranza, su un emendamento di Fratelli d’Italia.
(...) Per questo, Fratelli d’Italia preme in queste ore per convincere gli azzurri ad accettare almeno un compromesso su un meccanismo che prevede capilista bloccati e preferenze per tutti gli altri candidati. Difficile però che Tajani lo approvi, secondo fonti berlusconiane. Il finale non è scontato.


