van der bellen e hofer

“CI SONO STATI BROGLI” - IN AUSTRIA LA DESTRA PRESENTA IL RICORSO CONTRO IL RISULTATO FINALE DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI VINTE DAL “VERDE” VAN DER BELLEN - I DUE CONTENDENTI ERANO SEPARATI DA UN MISERO 0,7% (SOLO 31 MILA VOTI)

Giuseppe Di Lorenzo per www.ilgiornale.it

 

VAN DER BELLEN E HOFERVAN DER BELLEN E HOFER

Subito dopo la conclusione degli scrutini alle elezioni austriache si erano sollevate rumorose proteste da parte della destra guidata da Norbert Hofer. L'Fpo, dopo essere stato in vantaggio per fino alla fine, era stato superato allo sprint finale dal candidato dei verdi, Alexander Van der Bellen. Troppi pochi i voti che hanno diviso i due contendenti al trono d'Austria. Troppo breve quella distanza misurata in appena 0,7%. Una manciata di preferenze, 31mila austriaci che hanno scelto l'ecologia al nazionalismo.

 

Norbert Hofer  Norbert Hofer

Qualcosa puzzava sotto il naso del parito di Norbert Hofer. Tanto che oggi l'Fpo, per mano de suo presidente, Heinz-Christian Strache, ha presentato ricorso ufficiale contro il risultato finale delle ultime presidenziali. Servirà a qualcosa? Chissà. Di sicuro la decisione conferma che le ombre sono più delle luci.

 

LA VITTORIA ECOLOGISTA CON I VOTI PER CORRISPONDENZA

Il candidato della destra, infatti, era in vantaggio sull'avversario Van der Bellen. A decidere la sfida erano stati solo i voti per corrispondenza, per intenderci i voti dei cittadini all'estero. Uno smacco. L'Europa salvata per posta, è stato detto nei giorni successivi alle elezioni del 22 maggio. Ma per l'Fpo più che le lettere, a "difendere" il vecchio continente dall'onda nera sarebbero state manine svelti che hanno ben pensato di truccare il voto.

Norbert HoferNorbert Hofer

 

IL GIALLO DELLE ELEZIONI IN AUSTRIA

I folcolai di protesta tra gli elettori viennesi, infatti, erano stati alimentati da alcune notizie pubblicate dai media locali che avevano registrato anomalie nella registrazione dei voti presidenziali In particolare, nel collegio "Waidhofen an der Ybbs" l'affluenza al voto era stata incredibilmente gonfiata. Nei documenti ufficiali del ministero, infatti, risultavano più votanti degli aventi diritto.

 

VAN DER BELLEN VAN DER BELLEN

Un'affluenza, assurda, del 146,9%: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che potevano presentarsi al collegio elettorale. A far infuriare l'ultradestra il fatto che a trionfare in quel collegio è stato proprio l'attuale presidente, Van der Bellen, collezonando il 52,7% (6.621 voti) contro il 47,3% del candidato di destra, Hofer (5.938 voti).

 

IL CASO DI LINZ E LE SCHEDE AUMENTATE

Quello del collegio di Waidhofen an der Ybbs non è stato l'unico caso. L'Fpo, infatti, ha protestato anche per presunte (ma smentite) irregolarità nel collegio di Linz e per quella che sembra la moltiplicazione delle schede e dei voti. Heinz-Christian Strache ha fatto notare che gli elettori "per corrispondenza" siano aumentati in poche ore di 20mila unità.

VAN DER BELLEN VAN DER BELLEN

 

I dati ufficiali prima della chiusura delle urne, diffusi dalla commissione elettorale, dicevano che sarebbero arrivate 740mila schede. Poi sono diventate per miracolo 760mila. Non solo. Ci si aspettava che almeno 40mila di queste sarebbero state nulle. Ma poi sono state tutte validate. Senza eccezione alcuna (o quasi).

 

Gli elettori di destra chiedevano a gran voce il ricorso contro il risultato uscito dalle urne. Norbert Hofer disse di aver accettato il verdetto. Ma poi, evidentemente, ci ha ripensato. E così adesso sarà un giudice, forse, a decidere se l'Europa è davvero stata salvata per posta. O da un broglio elettorale.

HEINZ CHRISTIAN STRACHEHEINZ CHRISTIAN STRACHEVAN DER BELLENVAN DER BELLEN

Ultimi Dagoreport

ernesto galli della loggia giorgia meloni

DAGOREPORT - FAZZOLARI E' PER CASO IL NUOVO DIRETTORE DEL "CORRIERE"? - IN UNA PRIMA PAGINA CHE NASCONDE LE MENZOGNE DI GIORGIA MELONI, SPUTTANATA DA MACRON, BRILLA UN EDITORIALE VERGOGNOSO DI GALLI DELLA LOGGIA CHE SI DOMANDA: "SE LA GERMANIA (DI AFD) HA DAVVERO FATTO I CONTI CON IL SUO PASSATO NAZISTA. IN ITALIA, INVECE, UN PARTITO CHE PURE HA LE SUE LONTANE ORIGINI NEL FASCISMO GOVERNA DA TRE ANNI IN UN MODO CHE SOLO I COMICI (DUNQUE PER FAR RIDERE…) GIUDICANO UNA MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA" - L’EX MAOISTA, POI TERZISTA, QUINDI BERLUSCONIANO, 5STELLE, INFINE MELONIANO  DEVE STUDIARE UN PO’, INVECE DI CAMBIARE PARTITO A OGNI CAMBIO DI GOVERNO. NEL DOPOGUERRA IN GERMANIA, GLI EX NAZISTI RIENTRARONO NEL CONTESTO SOCIALE E OTTENNERO POSTI DI POTERE NELLE INDUSTRIE PIÙ AVANZATE FINO ALLA CONTESTAZIONE DEL '68, SIMBOLEGGIATA DALLO SCHIAFFONE RIFILATO DALLA STUDENTESSA BEATE KLARSFELD AL CANCELLIERE (EX NAZISTA) KURT KIESINGER – IN ITALIA LA DESTRA ALLA FIAMMA DI FINI FU SDOGANATA DAL GOVERNO BERLUSCONI, DOVE IL MINISTRO DELLA GIOVENTU' ERA GIORGIA MELONI. COSA CHE IL GALLI OMETTE ESSENDO ORA COLLABORATORE DEL GOVERNO DUCIONI PER IL SETTORE SCUOLA...

andrea orcel unicredit

DAGOREPORT - IL RISIKO DELLE AMBIZIONI SBAGLIATE - COME PER IL GOVERNO MELONI, ANCHE ANDREA ORCEL NON IMMAGINAVA CHE LA STRADA PER LA GLORIA FOSSE TUTTA IN SALITA - IL RAFFORZAMENTO IMMAGINATO DI UNICREDIT, PER ORA, È TUTTO IN ARIA: IL MURO DI GOLDEN POWER DELLA LEGA HA RESO MOLTO IMPROBABILE LA CONQUISTA DI BANCO BPM; BERLINO RITIENE “INACCETTABILE” LA SCALATA ‘’NON AMICHEVOLE” DI UNICREDIT ALLA SECONDA BANCA TEDESCA COMMERZBANK; LE MOSSE DI NAGEL E DONNET GLI DANNO FILO DA TORCERE; CREDIT AGRICOLE, CHE HA UN CONTRATTO IN SCADENZA PER LA GESTIONE DEL RISPARMIO CHE RACCOGLIE UNICREDIT, HA UN ACCORDO CON BPM, DI CUI E' PRIMO AZIONISTA. E IL CDA DI UNICREDIT NON È PIÙ QUELLA FALANGE UNITA DIETRO AL SUO AZZIMATO CONDOTTIERO. COME USCIRE DAL CUL-DE-SAC? AH, SAPERLO…

orcel giorgetti

DAGOREPORT – GIORGETTI SI CONFERMA UN SUPPLÌ CON LE UNGHIE: ALL’INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DI UNICREDIT PER LA MODIFICA DEL DECRETO GOLDEN POWER CHE BLINDA L'OPS SU BPM, BANCA CARA ALLA LEGA, CHI HA INCARICATO IL MINISTRO DI CAZZAGO? STEFANO DI STEFANO, DIRETTORE GENERALE DELLE PARTECIPAZIONI DEL MEF, MA ANCHE COMPONENTE DEL CDA DI MPS. INSOMMA, LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO... – CALTA C’È: LA GIRAVOLTA DEL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SULL'OPERAZIONE MEDIOBANCA-BANCA GENERALI…

guzzetti bazoli meloni fazzolari e caltagirone scannapieco giuseppe francesco gaetano dario cdp giorgia

DAGOREPORT - AVVISATE ‘’PA-FAZZO CHIGI’’ CHE IL GRANDE VECCHIO DELLE FONDAZIONI BANCARIE, GIUSEPPE GUZZETTI, HA PRESO IL BAZOOKA - L’INDOMABILE NOVANTENNE NON NE PUÒ PIÙ DI VEDERE CASSA DEPOSITI E PRESTITI (DI CUI LE FONDAZIONI HANNO IL 30%) RIDOTTA A CAGNOLINO SCODINZOLANTE DEI FRATELLI DI FAZZOLARI: AFFONDATA LA NOMINA DI DI CIOMMO ALLA PRESIDENZA DEL CDA DEL FONDO F2I - MA IL CEFFONE PIÙ SONORO AL SOVRANISMO BANCARIO DEL GOVERNO DUCIONI È STATO SFERRATO DAL TERRIBILE VECCHIETTO CON LA VENDITA DELLA QUOTA DELLA FONDAZIONE CARIPLO IN MPS, IL CAVALLO DI TROIA DEL FILO-GOVERNATIVO CALTAGIRONE PER ESPUGNARE, VIA MEDIOBANCA, GENERALI – STRATEGIE DIVERSE SUL RISIKO TRA GUZZETTI E IL SUO STORICO ALLEATO, IL GRANDE VECCHIO Di BANCA INTESA, “ABRAMO” BAZOLI…

giorgia meloni incontra george simion e mateusz morawiecki nella sede di fratelli d italia sergio mattarella frank walter steinmeier friedrich merz

DAGOREPORT –LA CAMALEONTE MELONI NON SI SMENTISCE MAI E CONTINUA A METTERE IL PIEDINO IN DUE STAFFE: IERI HA INCONTRATO NELLA SEDE DI FDI IN VIA DELLA SCROFA L’EURO-SCETTICO E FILO-PUTINIANO, GEORGE SIMION, CHE DOMENICA POTREBBE DIVENTARE IL NUOVO PRESIDENTE ROMENO. UN VERTICE CHE IN MOLTE CANCELLERIE EUROPEE È STATO VISTO COME UN’INGERENZA – SABATO, INVECE, LA DUCETTA DEI DUE MONDI INDOSSERÀ LA GRISAGLIA PER PROVARE A INTORTARE IL TEDESCO FRIEDRICH MERZ, A ROMA PER LA MESSA DI INIZIO DEL PONTIFICATO DI PAPA LEONE XIV, CHE E' GIÀ IRRITATO CON L’ITALIA PER LA POSIZIONE INCERTA SUL RIARMO EUROPEO E SULL’AZIONE DEI "VOLENTEROSI" A DIFESA DELL'UCRAINA - MENO MALE CHE A CURARE I RAPPORTI PER TENERE AGGANCIATA L'ITALIA A BRUXELLES E A BERLINO CI PENSANO MATTARELLA E IL SUO OMOLOGO STEINMEIER NELLA SPERANZA CHE LA MELONI COMPRENDA CHE IL SUO CAMALEONTICO EQUILIBRISMO E' ORMAI GIUNTO AL CAPOLINEA (TRUMP SE NE FOTTE DEL GOVERNO DI ROMA...)