RENZI CHE NON TORNANO – PERFINO LA GRECIA È USCITA DALLA RECESSIONE E ORA L’ITALIA È L’UNICO PAESE OCSE CHE È SIMULTANEAMENTE IN RECESSIONE E IN DEFLAZIONE – L’UNICA VERA OPPOSIZIONE A RENZI ARRIVA PROPRIO DALL’ECONOMIA

Federico Fubini per “la Repubblica

 

matteo renzi otto e mezzomatteo renzi otto e mezzo

Per una volta, l’ordine dei fattori si presenta invertito. La Commissione Ue conferma le previsioni dell’Italia per il 2015, mentre rivede in peggio quelle formulate poche settimane fa dal governo tedesco. L’anno prossimo la Germania doveva crescere del 2% in base alle previsioni di Bruxelles di primavera scorsa, dell’1,3% secondo le stime di Berlino di poche settimane fa, ma ora la Commissione stessa le taglia ancora all’1,1%.

 

Nel frattempo l’Italia va anche peggio, naturalmente, ma la Commissione almeno mostra di condividere le valutazioni del governo: entrambi convengono che l’anno prossimo la crescita dovrebbe arrivare allo 0,6%. Fin qui le buone notizie. Quando però si va a vedere perché questa ripresa dovrebbe arrivare, qualche dubbio torna. Dovrebbe venire da fuori, si legge nella nota di Bruxelles: non da nuovi consumi o investimenti degli italiani, ma da un aumento della domanda di beni e servizi dal resto del mondo.

Mario Draghi a NapoliMario Draghi a Napoli

 

Benché l’euro più debole aiuti, non è chiaro come e perché ciò accadrà. Il principale cliente del made in Italy è la Germania, che nel 2015 frenerà per una ragione ben precisa: volge al termine il grande ciclo di ordini dai Paesi emergenti, Cina in testa, di impianti, treni o centrali nei quali l’economia tedesca è specializzata. Spesso le imprese italiane sono entrate in questa catena globale come fornitrici delle loro controparti in Baviera, o in Assia. Ma ora l’Asia ha perso molto del suo appetito per quei prodotti tedeschi ricchi di made in Italy.

 

In Cina il debito totale del governo, delle imprese e delle famiglie è esploso dal 140% del Pil nel 2008 al 220% oggi, e paga interessi molto sopra alla crescita stessa dell’economia. Per qualche anno, il compratore di ultima istanza dell’export europeo dovrà rallentare. La Germania ne soffrirà e per l’Italia non è una buona notizia.

 

Questa vicenda, inevitabilmente, finirà per avere riflessi interni e può dare a Matteo Renzi qualche motivo per dubitare della sua stessa forza. Oggi il premier appare sul punto di consolidare un dominio definitivo sul sistema politico. Resta forte nei sondaggi. L’opposizione oggi appare senza idee, pronta a collaborare con la maggioranza in cambio della speranza di qualche favore personale, oppure troppo estrema per essere credibile. Mai come oggi il premier sembra padrone della situazione, persino aiutato dalle critiche da sinistra a conquistare elettori di centrodestra. Eppure questo premier ha trovato un avversario di cui non riesce a prevedere le mosse.

 

Ieri la Commissione ha detto che vede l’Italia in recessione fino alla fine di quest’anno, mentre persino la Grecia ne è uscita. La disoccupazione è ai massimi e, sempre secondo Bruxelles, ci resterà nel 2015 anche se la ripresa arrivasse. A torto o a ragione, molte banche italiane sono emerse dagli esami della Bce avvolte da un alone di sospetto. È probabile che non sia del tutto credibile la promozione in blocco delle loro concorrenti tedesche, ma l’ultima indagine sul credito dell’Eurotower rivela miglioramenti quasi ovunque in area euro e un peggioramento in Italia.

angela merkel magnaangela merkel magna

 

I crediti deteriorati nei bilanci delle banche in questo Paese si aggirano attorno ai 350 miliardi, ma nell’inverno scorso si è smesso di parlare della reazione più ovvia, come fosse un tabù: un veicolo con garanzie pubbliche - chiamiamolo bad bank che asporti le sofferenze dai bilanci degli istituti e aiuti a far ripartire il credito.

 

L’Italia ormai è il solo Paese dell’Ocse simultaneamente in recessione e in deflazione. Della riforma del lavoro per ora è più chiara l’efficacia nel fomentare i conflitti a sinistra che il contenuto. In queste condizioni la ripresa minaccia di tardare, il debito di salire ancora e i mercati di non avere nel 2015 la pazienza che hanno dimostrato nel 2014.

 

In questi anni il Paese è stato tenuto a galla in gran parte da Draghi e dall’impegno della Bce ad agire. Ora però la Bundesbank sta agitando contro il presidente italiano dell’Eurotower un’inaudita campagna di discredito personale, avendo perso contro di lui tutti gli argomenti. Non è chiaro che la Bce potrà di nuovo aiutare l’Italia, non prima che l’emergenza torni di nuovo a punti estremi. Renzi, il solo premier d’Europa (quasi) senza opposizione politica, ne ha trovata una forse anche più temibile: l’economia. Magari potrebbe occuparsene un po’ di più.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...