trump guido george lombardi

CHIEDIMI CHI E’ DONALD TRUMP - DA MICHAEL JACKSON AI SOLDI PER AMANDA KNOX, L’AMICO ITALIANO GUIDO GEORGE LOMBARDI RACCONTA IL NEO-PRESIDENTE USA - E’ STATO ISPIRATO DA BERLUSCONI, DI CUI MI CHIESE INFORMAZIONI NEL 2003 E 2004, QUANDO ERA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Francesco Semprini per la Stampa

 

TRUMP GUIDO GEORGE LOMBARDITRUMP GUIDO GEORGE LOMBARDI

«Qui è più tranquillo, la Torre è impraticabile». Guido «George» Lombardi ci aspetta in un bistrot sulla 57 a a due passi dalla Trump Tower, dove vive a un paio di piani dal presidente eletto. Nato in Italia ma da 45 anni residente in Usa, è un fedelissimo di Donald. Mentre parliamo maneggia senza sosta i suoi iPhone, ce ne mostra uno: «È Flynn, stiamo mettendo a punto un paio di cose». Il rapporto con «Don» è antico, incontri mondani, beneficenza, e qualche affare immobiliare.

 

La (terza) moglie, triestina, ha un certo feeling con la slovena Melania: «Ci siamo trasferiti alla Trump Tower anni fa, e poco dopo abbiamo preso casa in Florida vicino al suo Mar-a-lago». Da lì è stato un crescendo.

 

«Amanda è innocente» Il primo «contatto» per un aiuto è di alcuni anni fa, quando il tycoon si appassionò al caso Amanda Knox e «fidandosi dell' istinto si era schierato col partito degli innocentisti». Ha pagato di tasca sua parte delle spese legali, ma soprattutto ha permesso ai Knox di raggiungere la notorietà che gli ha consentito di ottenere sostegno e finanziamenti. «Purtroppo da parte di Amanda non è arrivato neppure un ringraziamento, Don ne è amareggiato».

TRUMPTRUMP

 

Jacko e la fontana Michael Jackson era vicino di casa di Trump e ogni volta che lo andava a trovare rimaneva incantato da una fontana con degli angioletti: «Lo ispirava per i suoi brani». Il tycoon gli disse: «Se ti piace vai quando vuoi, lascio aperta la porta per te». Così Jackson quando voleva si recava a casa sua, non aveva nemmeno bisogno di bussare, per lui la porta era sempre aperta.

 

Le domande su Berlusconi Il presidente in pectore era incuriosito da Silvio Berlusconi, «di cui mi chiese informazioni nel 2003 e 2004, quando era presidente del Consiglio. Era intrigato dal fatto che un miliardario si fosse lanciato in politica con tutti i rischi del caso». Con una lettera scritta di suo pugno Trump aveva invitato l' ex premier per Natale a Palm Beach: «Era il 2005-2006, non venne, aveva un bel da fare in Italia, però Berlusconi lo ha ispirato in qualche modo.

 

DONALD TRUMP NEL FILM GHOST CANT DO ITDONALD TRUMP NEL FILM GHOST CANT DO IT

«Parla di Cina, vincerai» «Nel 2008 ho fatto conoscere a Trump quelli del Tea Party». Ci fu un raduno in Florida: «Fu il suo primo bagno di folla». Il tycoon sapeva che McCain avrebbe perso, e il Gop non avrebbe appoggiato una sua candidatura, così provò una mossa alla Ross Perot nel 1992, correre da indipendente con l' appoggio del Tea Party. «Iniziò la battaglia coi "birther", io glielo sconsigliai, anche lui lo ammette oggi». Quattro anni dopo ci riprova, era in cerca di qualcosa che avrebbe fatto presa alla pancia degli americani: «La Cina è perfetta vai a colpo sicuro».

 

La discesa in campo Lombardi è uno dei primi che è andato a trovare Trump subito dopo l' annuncio della sua discesa in campo: «Davvero vuoi fare questa cosa?». «Lo faccio sul serio anche se mi costa 200 milioni, perderanno tutti», mi rispose. Gli dissi «Donald devi vincere perché Hillary non solo nomina il giudice della Corte suprema ma ha anche 100 giudici federali pronti a spolparti». Quella notte non dormì sereno: «Decisi di aiutarlo, capii che il linguaggio di Trump risuonava non solo nella pancia dell' America, ma anche tra grandi città e minoranze».

 

Gli invisibili Uno dei segreti del successo del tycoon è racchiuso nei smartphone dell' amico italiano. È la comunità dei gruppi pro-Trump, con cui tiene i rapporti da giugno 2015: è la campagna non ufficiale del candidato repubblicano. Sono circa 500 gruppi, il più grosso è «Citizens for Trump», 150 mila solo su Facebook. Poi ci sono gli «Italiani per Trump», «Donne per Trump», «Serbi per Trump» (Clinton li ha bombardati) «Ebrei per Trump», «latini» «Rolling thunder», i «veterani biker». Elettori non registrati nelle liste repubblicane e quindi fuori dai radar. «Li gestisco attraverso 30 chat». Un bacino di voti ombra che ha scardinato il Paese.

GUIDO GEORGE LOMBARDIGUIDO GEORGE LOMBARDI

 

Il cantiere della politica Trump il malessere degli americani lo ha percepito sul campo. «Don per tanto tempo si è diviso tra ufficio e cantieri dove parlava con gli operai di argomenti tecnici, ma anche di politica e questioni personali». Ha imparato il loro linguaggio.

 

«Anche Obamacare ha capito che era un disastro parlandone con la sua gente, non dalle statistiche». Da presidente come sarà? «Come sui cantieri, attento ai dettagli, la sua sarà un' amministrazione diversa da Clinton, da Obama e anche da Bush. Trump vuole sapere tutto, pretende da chi gli è vicino la sua stessa attenzione ai dettagli. E con Putin come sarà?: «La vera fiducia si conquista sul campo».

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