wolfgang schaeuble schauble -3

L’EREDITA’ DI SCHAUBLE: UN “BAIL IN” PER GLI STATI – NELL’ULTIMO CONTRIBUTO DA MINISTRO DELLE FINANZE, SUGGERISCE IL CONSOLIDAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO PER I PARTNER EUROPEI CHE CHIEDONO AIUTO: TAGLIO IMMEDIATO DEI TITOLI PUBBLICI (LA STESSA REGOLA PREVISTA PER GLI AZIONISTI DELLE BANCHE CON IL “BAIL IN”). E SPERCULA MARIO DRAGHI: “WHATEVER IT TAKES”...

 

Federico Fubini per il Corriere della Sera

 

Era la sua ultima occasione e non l' ha sprecata. Nel gesto, prima ancora che nel suo contenuto, è racchiuso il messaggio che Wolfgang Schäuble ha voluto lasciare al resto d' Europa: io vado, ma le mie politiche restano. Le presento da solo, senza aspettare neppure la Francia. E prevarranno.

MACRON SCHAUBLE

 

Non è la prima volta che il ministro delle Finanze tedesco uscente, ieri all' ultimo incontro con i colleghi europei, decide di sorprendere l' Eurogruppo con un' accelerazione. Nel 2015 lo fece quando presentò un «non paper» (documento informale) che di fatto proponeva l' espulsione della Grecia dall' unione monetaria sotto forma di «sospensione». Non funzionò solo perché l' amministrazione di Barack Obama intervenne con forza su Angela Merkel e la cancelliera dovette sconfessare il suo ministro delle Finanze. Non sarebbe stato l' ultimo sacrificio chiesto a Schäuble, perché di recente Merkel lo ha invitato a lasciarsi promuovere alla presidenza del Bundestag, in modo da lasciare il posto ai futuri alleati di governi liberali.

 

wolfgang schaeuble schauble 1

La differenza è che stavolta il «non paper» di Schäuble ha il pieno appoggio della cancelliera, anche nel prossimo mandato da leader. Washington, sotto Donald Trump, è presa da troppi problemi per notare cosa fa la Germania in Europa. E quel testo uscito ieri dalla cartella di Schäuble non è molto meno radicale di quello che, espellendo la Grecia, avrebbe trasformato l' area euro in un club in cui un Paese può sanzionarne un altro nel modo finanziariamente più duro.

 

L' intransigenza stavolta è anche nella frase di esordio: «La responsabilità di bilancio e il controllo sui bilanci stanno insieme, whatever it takes ». A qualunque costo. Sono le stesse parole che Mario Draghi usò nel 2012 quando, attraverso di esse, arrestò il panico dei mercati sulla tenuta dell' euro e dei debiti di Italia e Spagna. Il presidente della Banca centrale europea disse proprio questo: preserveremo la moneta unica, « whatever it takes».

 

DRAGHI SCHAUBLE 4280-a789-2fddfc41b407

Questa volta invece quell' ammonimento va in senso contrario. Il messaggio è che il primo strumento di governo dell' area euro è la creazione del rischio finanziario estremo per chi non è in linea. La Germania propone «un meccanismo di ristrutturazione dei debiti dotato di prevedibilità, per garantire una corretta condivisione degli oneri fra lo Esm (il fondo salvataggi dell' area euro) e i creditori privati».

 

In altri termini, come spiegato più volte dal «Corriere» (4 febbraio e 24 agosto 2016, 8 e 16 settembre 2017), Berlino vuole che si applichino sui titoli di Stato meccanismi simili a quelli che riguardano già le banche in dissesto: quando c' è un intervento di salvataggio, gli investitori in titoli di Stato devono subire perdite in modo da ridurre l' ammontare del prestito di emergenza del fondo salvataggi europeo. L' obiettivo esplicito per la Germania è introdurre un fattore di disciplina che spingerebbe i governi a ridurre i debiti.

 

schauble MERKEL

L' obiettivo implicito sembra invece di ridurre l' esposizione tedesca a futuri salvataggi simili a quelli di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro. Berlino prevede infatti che i rimborsi dei titoli di Stato siano rinviati se un governo chiede aiuto all' Europa. Quindi, «gli investitori dovrebbero contribuire» (cioè subire perdite esplicite sui titoli di Stato) se l' emergenza non passasse.

 

DRAGHI HANDELSBLATT

Su queste idee la Commissione Ue non si è pronunciata, ma in un colloquio con il «Corriere» lo ha fatto giorni fa il suo direttore generale Economia e finanza Marco Buti: «È fuori discussione», ha detto. Buti respinge in pieno queste proposte. Esplicitare la prospettiva di perdite sui titoli di Stato può infatti, quando un' economia frena, acuire la percezione del rischio fra gli investitori e dunque far impennare i tassi d' interesse sul debito. A quel punto i governi reagirebbero con una stretta di bilancio, che però rischierebbe di rallentare ancora di più l' economia.

 

Invece di ridursi, il debito in proporzione al reddito salirebbe ancora di più, inducendo nuove strette di bilancio. È la spirale già vissuta in Europa nel 2011 e 2012, ed è per questo che il « whatever it takes » di Schäuble pare l' opposto speculare di quello di Draghi. Lo è al tal punto da diffondere l' impressione che qualcuno in Germania intenda spingere alcuni Paesi verso un default nell' euro, in modo da non doversi più preoccupare dei debiti degli Stati deboli.

 

MARCO BUTI

L' altra proposta di fondo presentata da Schäuble non è meno intransigente: almeno parte della vigilanza sui bilanci degli Stati passa al fondo salvataggi, ribattezzato «Fondo monetario europeo» e dotato del potere di regolari ispezioni e raccomandazioni. Questo organo è controllato dai governi, il diritto di voto sulle sue deliberazioni è proporzionale al reddito dei singoli Stati e solo chi ha più del 20% delle quote ha diritto di veto: in sostanza, solo Parigi e Berlino. Si sancirebbero così nell' area euro differenze fra livelli diversi di sovranità politica dei Paesi in base al censo. Nella speranza che i governi più influenti non usino il loro potere per far fare agli altri solo ciò che trovano più conveniente per sé.

 

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…