lotta continua - meme su giorgia meloni e matteo salvini by edoardo baraldi

L’OPA DI GIORGIA MELONI ALLA LEGA NON E’ SOLO UNA QUESTIONE ELETTORALE: VUOLE FAR FUORI SALVINI - SE ALLE EUROPEE LA LEGA, CHE E’ GIA’ SPARITA AL CENTRO SUD, ANDASSE SOTTO IL 10%, SI APRIREBBE UNA RESA DEI CONTI LETALE PER L’EX TRUCE DEL PAPEETE - LA SORA GIORGIA SPERA IN UN CARROCCIO GUIDATO DA ZAIA O FEDRIGA PER POTER, IN TANDEM CON GIORGETTI, GUIDARE IL GOVERNO FINO A FINE LEGISLATURA SENZA I DISPETTI DEL SUO PIU’ ACERRIMO NEMICO…

Estratto dell’articolo di Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

salvini meloni

Le vicende giudiziarie che lambiscono il quartier generale leghista e la famiglia “acquisita” del segretario Salvini - complice la quasi parentela con il pregiudicato Denis Verdini - l’affare degli appalti Anas e dello spoils system selvaggio hanno fiaccato i vertici di un partito che già non gode di ottima salute. I dieci anni di leadership, festeggiati pochi giorni fa, pesano e si notano tutti.

 

[…] la preoccupazione che attanaglia in questi giorni il vicepremier e i suoi uomini è quel 7-8 per cento che la gran parte dei sondaggi nazionali registrano da qualche settimana, il 9 i più ottimisti. […] tracollo impietoso nel resto del Paese. Il fatto è che la Lega di Matteo Salvini è pressoché scomparsa dalla mappa geografica italiana sotto la “linea gotica”. […] l’ex primo partito italiano è precipitato in alcuni casi sotto il 5 per cento. Il progetto Lega nazionale è ufficialmente fallito.

SALVINI MELONI

 

I sondaggi che ha in mano il governatore campano Vincenzo De Luca darebbero la formazione di Salvini appunto a cavallo del 4, a Bari […] un impietoso 4,6 […] in Sicilia, […] è andata in scena una fuga di consiglieri e amministratori. Il Ponte salviniano, se ci fosse, oggi unirebbe due disastri politici a lui riconducibili. Questi dati sono planati sulla scrivania dello studio di Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi. E, stando a chi le è vicino e la consiglia, avrebbero ispirato le ultime mosse della presidente del Consiglio. Alcune in apparenza incomprensibili. Come il colpo di scena della bocciatura finale del Mes.

 

salvini meloni

Per non dire delle chiusure in tema di immigrazione, succursale albanese inclusa. Ma soprattutto, quei sondaggi sarebbero alla base di una scelta proiettata sulle Europee: la candidatura della premier da capolista di FdI in tutte le circoscrizioni. Con l’intento di spingere al massimo dei suoi giri il motore del partito, per assestare una sorta di colpo di grazia agli alleati-avversari, ridotti a “vassalli”, e garantirsi una navigazione ancora più blindata negli anni a seguire.

 

salvini in spiaggia

Più che accreditarsi quale futuro punto di riferimento di un’area moderata vasta, interlocutrice credibile del Partito popolare europeo e perfino grande elettrice del prossimo presidente della Commissione, Meloni appare più impegnata in una campagna elettorale […] con lo scopo di scavalcare a destra l’alleato Salvini. Una vera e propria “opa”, la sua.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI BY CARLI

L’obiettivo potrebbe essere duplice […] prosciugare il bacino elettorale della Lega, quanto meno in tutte le regioni italiani del Centrosud e […] nella roccaforte del Nordest. […] il secondo e più subdolo obiettivo sarebbe quello di assestare una spallata definitiva alla leadership di Matteo Salvini: il vicepremier che […] non ha perso occasione per distinguersi, prendere le distanze, criticare, puntualizzare, fare il controcanto, insomma.

 

Aprire una resa dei conti finale nella Lega, allora, potrebbe essere l’esito del tracollo elettorale di un partito che - va ricordato alle Europee del maggio 2019 aveva raggiunto il suo picco storico, col 34,3 per cento. Ridimensionata poi alle Politiche del settembre 2022 con un già catastrofico 8,9 per cento e la perdita del 70 per cento dei consensi. Se quel risultato peggiorasse ulteriormente nel giugno prossimo, allora si aprirebbero nuovi scenari. Meloni siede in riva al fiume. Consapevole che una scalata alla leadership da parte di Luca Zaia o di Massimiliano Fedriga, i governatori più accreditati alla successione, col supporto di Giancarlo Giorgetti al governo, regalerebbe a lei un futuro meno turbolento […]

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…