donald trump xi jinping steve bannon

MAKE CHINA GREAT AGAIN! – IL MONDO “MAGA” SI RIBELLA AI SALAMELECCHI DI TRUMP E XI JINPING! STEVE BANNON, EX IDEOLOGO DEL PRIMO MANDATO DEL TYCOON E GRANDE TEORIZZATORE DELLA GUERRA A PECHINO, SBRAITA: “CHINA FIRST, AMERICA LAST” (CINA PRIMA, AMERICA ULTIMA) – ELETTO DAI COLLETTI BLU FRUSTRATI PER LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE PER RIPORTARE LE FABBRICHE IN AMERICA, TRUMP ORA FA AFFARI CON IL “NEMICO”, PORTANDOSI DIETRO I BIG DELL’INDUSTRIA A STELLE E STRISCE FELICI DI CONTINUARE A DELOCALIZZARE E SFRUTTARE LA MANODOPERA ASIATICA A BASSO COSTO

XI AVVERTE TRUMP SUL RISCHIO TAIWAN

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

steve bannon alla cpac 2026

[…] Trump vuole l’aiuto della Cina sull’Iran e dice che Xi gliel’ha offerto, ma Pechino lo farà senza nulla in cambio? Nonostante le divergenze, il tono è stato positivo fino al banchetto serale, dove Xi ha citato lo slogan Make America Great Again: «Il grande rinnovamento della nazione cinese e l’America di nuovo grande vanno mano nella mano».

 

Ma il mondo Maga non è del tutto d’accordo: Steve Bannon, nel suo show War Room , definisce molti degli imprenditori giunti a Pechino con Trump «China First, America Last» (Cina prima, America ultima). […]

 

IL MOMENTO CHE HA CONFERMATO CHE TRUMP AVEVA TRADITO IL MAGA

Sintesi dell’articolo di James Ball  per “The I Paper”

 

xi jinping donald trump foto lapresse

Donald Trump aveva costruito le sue campagne presidenziali sull’idea di mettere “l’America al primo posto”, accusando il resto del mondo – e in particolare la Cina – di aver approfittato degli Stati Uniti attraverso accordi commerciali sfavorevoli che avrebbero danneggiato l’industria americana e i lavoratori.

 

Tornato alla Casa Bianca, aveva promesso dazi massicci sulle importazioni e il rilancio della manifattura nazionale, presentandosi come il difensore dell’America operaia contro Pechino e contro le élite economiche e tecnologiche del Paese.

 

Lei Jun e elon musk a pechino - cena per la visita di donald trump in cina

La visita ufficiale di Trump in Cina, però, rischia di incrinare quell’immagine costruita negli anni. Il presidente americano è stato accolto a Pechino con grande solennità: tappeti rossi, cerimonie militari e giovani schierati con bandiere statunitensi e cinesi.

 

Un’accoglienza studiata nei dettagli, che secondo James Ball in un articolo pubblicato da “The I Paper” ha mostrato un Trump visibilmente compiaciuto e affascinato dalla scenografia preparata da Xi Jinping.

 

L’obiettivo del viaggio è raggiungere un accordo con la Cina, ma il presidente americano arriva al vertice in una posizione indebolita. La Corte Suprema statunitense non ha infatti sostenuto i suoi piani tariffari, privandolo di quello che era stato il principale strumento della sua guerra commerciale con Pechino.

 

xi jinping donald trump foto lapresse

Inoltre, gran parte dei negoziatori professionisti del Dipartimento di Stato è stata allontanata, mentre la gestione della diplomazia internazionale è stata affidata soprattutto a Steve Witkoff e Jared Kushner, già impegnati su altri fronti come il Medio Oriente.

 

A colpire è anche la composizione della delegazione al seguito di Trump. Sull’Air Force One erano presenti alcuni dei più importanti nomi della tecnologia e della finanza globale: Elon Musk, Tim Cook e dirigenti di BlackRock, Blackstone, Citigroup, Visa, Mastercard, Goldman Sachs e Meta. Una presenza che appare in contrasto con la retorica anti-establishment e anti-Big Tech utilizzata da Trump durante la campagna elettorale del 2024.

 

SFIDA PER L INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA USA E CINA

Per anni, ricorda “The I Paper”, le accuse dei suoi avversari politici – che lo descrivevano come un miliardario distante dagli interessi dei lavoratori – non hanno scalfito il suo consenso, perché Trump riusciva comunque a presentarsi come estraneo alle élite tradizionali. Oggi però una parte dell’elettorato repubblicano mostra segni di crescente delusione: il costo del carburante aumenta nonostante le promesse di ridurlo, gli Stati Uniti sono coinvolti in conflitti che Trump aveva assicurato di voler evitare e molti sostenitori iniziano a dubitare che le cose stiano andando secondo i piani.

 

In questo contesto, l’immagine di un presidente accolto con tutti gli onori dalla Cina e accompagnato da una delegazione di grandi amministratori delegati rischia, per alcuni elettori, di apparire come un tradimento delle promesse fatte all’America che si sentiva dimenticata.

xi jinping e donald trump a pechino foto lapresseelon musk a pechino foto lapresse xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse.

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