giorgia meloni

MANOVRA IN RETROMARCIA – GIORGIA MELONI FA FINTA DI CASCARE DAL PERO E STOPPA LA NORMA SUL PRELIEVO AUTOMATICO SUI CONTI CORRENTI DEGLI ITALIANI: “NON SE NE PARLA, QUESTA NORMA NON PASSA”. L’ALTOLÀ È ARRIVATO IERI SERA, DOPO UNA GIORNATA DI PRESSING DI LEGA E FORZA ITALIA – E ANCHE SULLE PENSIONI, SI CERCA DI LIMARE L’ARRIVO DI QUOTA 104 (MA SE SI MANTENGONO TUTTE ‘STE PROMESSE, SI RISCHIA UNA VORAGINE NEI CONTI PUBBLICI, GIÀ ZAVORRATI DAL SUPERBONUS)

giorgia meloni foto di chi 4

Alessandra Chini per l’ANSA

 

Giorgia Meloni blocca la norma sul prelievo dai conti correnti. "Non se ne parla, questa norma non passa": le parole della premier - viene raccontato - subito dopo aver letto la misura. Uno stop che arriva in serata, dopo il pressing della Lega ma anche di Forza Italia per modificare la misura.

 

"Non ci sarà nessuna incursione nei conti correnti", aveva assicurato Matteo Salvini mentre da Palazzo Chigi si spiegava che si trattava comunque solo di un'ottimizzazione di strumenti digitali già esistenti senza "alcun accesso diretto ai conti correnti da parte dell'Agenzia delle entrate per recuperare le imposte non pagate".

 

GIORGIA MELONI

 

La manovra è dunque ancora aperta e in attesa dell'approdo in Parlamento, tra domani e sabato. Nelle ipotesi circolate proprio la misura sui pignoramenti aveva già subito rivisitazioni: il pignoramento telematico, nelle riscritture dei testi, scattava solo oltre i mille euro di debito con il fisco.

 

GIORGIA MELONI AL CONSIGLIO EUROPEO

Ora però sarebbe proprio destinato a sparire. Che la coperta sia corta è chiaro a tutti ma il partito di Salvini si fa sentire e chiede anche "uno sforzo in più" sulle pensioni così come gli azzurri insistono su cedolare secca sugli affitti brevi. Sul fronte previdenziale nelle ultime versioni delle misure viene escluso l'anticipo alla fine del 2024 dell'adeguamento alla speranza di vita per chi va in pensione a prescindere dall'età. L'ipotesi circolata nelle ultime ore sarebbe infatti quella di tornare al 2027.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - PONTE SULLO STRETTO E LEGGE FORNERO - VIGNETTA BY OSHO

Così come sarebbe sfumato anche il rischio di un intervento sul turn over nella pubblica amministrazione: l'articolo, che nelle prime indiscrezioni circolava solo come titolo, non figurerebbe negli ultimi testi. Arriva invece un tetto di 50mila euro per i titoli di Stato che si potranno escludere dal calcolo dell'Isee e cambia ancora il tax credit per il cinema con una stretta che porta addirittura fino all'esclusione dall'agevolazione per le imprese non indipendenti o non europee.

 

Si lima ancora, dunque. E anche sulle pensioni è la stessa ministra del Lavoro Marina Calderone a far sapere che "ci si lavora". Su questo come su altri fronti anche sotto il pressing degli alleati di maggioranza. Tacciono i Fratelli d'Italia anche in nome della real politik. C'è il peso della complessa situazione internazionale e le scelte fatte - è il ragionamento di alcuni esponenti del partito della premier - hanno comportato per tutti dei risultati ma anche dei sacrifici.

 

marina elvira calderone foto di bacco

"Cosa dovremmo dire noi di come è finita sugli extraprofitti delle banche?", dice ad esempio un parlamentare meloniano facendo capire che quello finora trovato è comunque un punto di compromesso che sarebbe complesso scardinare. Gli azzurri, intanto, con Antonio Tajani promettono battaglia sugli aumenti della cedolare secca per gli affitti brevi mentre con Giorgio Mulè, ricordano che "Forza Italia è storicamente contro l'aumento della pressione fiscale" e dunque "una volta letta la manovra nella sua versione definitiva, occorrerà eventualmente intervenire" sulla misura sul pignoramento".

 

Dall'altro lato la Lega che ha sempre fatto dello stop alla legge Fornero e di Quota 41 una propria battaglia ma si deve al momento confrontare con Quota 104. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di mantenere quota 103 ma con un ricalcolo contributivo.

 

GIORGIA MELONI AL CONSIGLIO EUROPEO

"L'obiettivo è il superamento della legge Fornero", ribadisce il vicesegretario leghista Andrea Crippa e "uno step bisogna farlo e quindi già in questa legge di bilancio bisogna che il centrodestra faccia vedere che sulle pensioni si interviene nella direzione che ha detto in campagna elettorale". Intanto, però, arriva qualche dettaglio in più su uno dei cavalli di battaglia della Lega: il Ponte sullo Stretto.

 

Per la realizzazione dell'infrastruttura e in attesa di reperire ulteriori fonti di finanziamento per "ridurre l'onere a carico del bilancio dello Stato", viene autorizzata la spesa complessiva di 11,6 miliardi fino al 2032, di cui 780 milioni il prossimo anno. In vista dell'approvazione del progetto definitivo del Ponte, da parte del Cipess (il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) entro il 2024, la spesa viene quindi ripartita in 780 milioni per il 2024, oltre un miliardo per il 2025 e per il 2026 e così via fino ai 260 milioni del 2032.

matteo salvini giorgia meloni

giorgia meloni foto di chi 1marina calderone GIORGIA MELONI AL SENATO GIORGIA MELONI - ABU MAZEN

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