IL PASSATO TI TRAPASSA - MARCOLINO INTRAVAGLIA GLI URLATORI DI SDEGNO CHE PARLANDO DELLE VIOLENZE BLACK BLOC DIMENTICANO DI AVER LANCIATO IL SASSO (E NASCOSTO IL MANGANELLO) - “FERRARA DA SESSANTOTTINO IMPUGNAVA MANICI DI PICCONE PER MENARE GLI OCCUPANTI DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO. MARONI, CHE HA PARLATO DEI POLIZIOTTI PICCHIATI, È STATO CONDANNATO A 4 MESI E 20 GIORNI PER AVER MENATO AGENTI DELLA DIGOS. ED ERA IMPUTATO CON BOSSI, CALDEROLI PER AVER ORGANIZZATO LA GUARDIA NAZIONALE PADANA ARMATA DI TUTTO PUNTO”…

Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

Siccome in Italia siamo specializzati nel passare dalla tragedia alla farsa, va di moda lo sport di "prendere le distanze dalla violenza". Anche se non si sono mai commessi atti di violenza né si conosce alcuno che ne abbia commessi. Io, per esempio, mi autodenuncio: mai frequentato black bloc. Se vedo Er Pelliccia armato di estintore, ne prendo le distanze, onde evitare di beccarmelo in testa. Quindi non vedo da chi dovrei prendere le distanze, né perché. Eppure ogni volta che esplode qualche caso di violenza politica, scopro di esserne un mandante morale.

Lo dissero, col mio nome e il mio cognome, Sallusti e Cicchitto quando un matto tirò un souvenir in faccia a B. L'ha ripetuto l'altroieri senza nominarmi il Giornale, elencando i "cattivi maestri" che armerebbero la mano ai black bloc: i miei amici di Libertà e Giustizia e MicroMega. Il Foglio, alla lista degli "ipocriti agitatori", aggiunge anche il Fatto, e se lo dice Ferrara c'è da credergli: lui da sessantottino veniva giù da Valle Giulia col bastone in mano e da comunista impugnava manici di piccone per menare gli occupanti dell'Università di Torino.

Del resto la giaculatoria del "prendere le distanze" ce la siamo ciucciata dopo tutte le manifestazioni pacifiche degli ultimi dieci anni, dal Palavobis ai Girotondi ai V-Day di Grillo. L'altroieri i tre tenori Cazzullo, Battista e Ostellino, i Vavà-Didì-Pelé del monito pompieresco, invitavano pensosi chiunque li leggesse a prendere le distanze dalla violenza. Chi non lo fa diventa ipso facto "indulgente", "giustificazionista", praticamente complice, forse mandante. Tesi curiosa, almeno da parte di Ostellino, che un mese fa definiva "delazione" l'invito dell'Agenzia delle Entrate a denunciare gli evasori fiscali.

Denunciare chi brucia un cassonetto è un dovere civico, invece denunciare chi ruba milioni alla collettività è spionaggio. Poi ci sono i politici: quanto a violenza, hanno una coda di paglia talmente lunga (molti han trattato con la mafia e candidato picchiatori neri e rossi degli anni ‘70) che prendono le distanze da tutto e tutti, anche da chi tampona con l'auto sottocasa.

Il Giornale e Libero invocano pene esemplari per Er Pelliccia, quello che lancia l'estintore a due metri rischiando di darselo sui piedi (il reato dovrebbe essere getto pericoloso di cose, 1 mese di arresto o 206 euro di multa) e, quel che è peggio, mostra il doppio dito medio. Noi giustizialisti siamo d'accordo, anche perché, a dar retta al Giornale e a Libero, Bossi e la Santanchè girerebbero coi moncherini.

Belpietro vuole intercettare i black bloc. Perfetto. Speriamo che non dicano, come B. a Lavitola, "facciamo la rivoluzione, ma vera, portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di Giustizia di Milano, assediamo Repubblica", sennò l'ergastolo non glielo leva nessuno. Si auspica pure il gabbio per gli incappucciati. Bene, si proceda: ma come la mettiamo con i piduisti B. e Cicchitto e con tutti gli onorevoli massoni? Il ritorno alla legge Reale ha i suoi pro e i suoi contro.

Fra i contro, il fatto che non basta autorizzare i fermi preventivi (peraltro già previsti, come le misure di prevenzione: obbligo di firma, divieto o obbligo di dimora etc.): bisogna prima individuare chi sta per commettere un reato. Cioè avere servizi di intelligence che funzionino, magari evitando che perdano tempo a trattare con la mafia. Invece qui sono tutti bravi a vantarsi di conoscere i violenti uno a uno, il giorno dopo. Mai, purtroppo, il giorno prima.

Ieri Maroni ha intrattenuto il Senato con un peana ai poliziotti picchiati. Sacrosanto il peana, un po' meno il pulpito. Maroni è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per aver picchiato alcuni agenti della Digos. Ed era imputato con Bossi, Calderoli e altri noti pacifisti per aver organizzato la Guardia nazionale padana armata di tutto punto, almeno finché il governo B. depenalizzò l'"associazione paramilitare a scopo politico" e li salvò tutti. Qualcuno ha preso le distanze?

 

Maroni oppone resitenza alla Digos Ignazio La Russa a Milano durante il giovedi nero ALEMANNO E GASPARRI DURANTE UNOCCUPAZIONE ALLA SAPIENZA Giuliano Ferrara nel a Valle Giulia GIULIANO FERRARA NEL 1977 DAVANTI ALL'UNIVERSITA' DI TORINO SCARICA MANICI DI PICCONE PER DARE L'ASSALTO AGLI OCCUPANTI DI LOTTA CONTINUA E AUTONOMIA

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