trump hillary sanders michelle obama

CONVENTION FATTA A MAGLIE: “SI PUÒ CONCLUDERE, COME FANNO BUONA PARTE DEI GIORNALI AMERICANI, E PIETOSAMENTE A RIMORCHIO I GIORNALI ITALIANI, CHE LA CONVENTION DEMOCRATICA SIA STATA UNA GRAN SERATA? NO, È STATA TURBOLENTA E RABBIOSA. I DEMOCRATICI SONO NEL CASINO TOTALE MA I MEDIA COLLUSI DICONO CHE STANNO ANDANDO ALLA GRANDE”

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

michelle obama alla convention democraticamichelle obama alla convention democratica

 

Qualche dubbio che ci sia una complicità studiata a tavolino tra il Comitato nazionale democratico, una presidenza di tutte donne e tutte amiche e collaboratrici storiche dei Clinton, emissari della Casa Bianca, uomini di HIllary Clinton e una parte delle televisioni e dei giornali americani?

 

michelle obama alla convention democratica michelle obama alla convention democratica

Leggersi le famose mail messe in giro alla vigilia della convention di Philadelphia da Assange il vendicatore, ma poi decidere che stupirsene sarebbe ridicolo, bastava seguire un sito come Politico.com per capire che si decidevano a tavolino calunnie, complimenti e iniziative da sposare,; le mail però dimostrano il piano, e infatti il presidente del comitato, Debbie Wasserman Schultz, è stata costretta a dimettersi , insomma la convention è iniziata senza il suo capo e responsabile, cacciata per dimostrata indegnità, insomma è cominciata proprio male.

 

michelle obama alla convention democratica  michelle obama alla convention democratica

Che cosa è successo lunedì sera a Filadelfia? Davvero che tutto si è ricomposto, è alla fine c'è stata una trionfale parata di stelle, di quelle che il partito repubblicano sì sogna, leggere per credere? Non è andata così, la serata è stata a tratti terribile, piena di contestazioni furibonde, i delegati legati a Bernie Sanders che urlavano gli stessi slogan contro Hillary Clinton che abbiamo ascoltato a Cleveland alla convention repubblicana, “chiudetela in prigione”, indossavano le stesse magliette, non riuscivano proprio ad accettare che il loro capo, il socialista scapigliato nel quale avevano riposto speranze di cambiamento rabbioso, fosse sul palco ad appoggiare la Clinton e l'intero establishment democratico anche dopo e nonostante le mail diffuse tra sabato e domenica da wikileaks, che hanno rivelato una costante e continua iniziative di boicottaggio di Sanders a favore della Clinton messo in opera dalla Presidenza del comitato elettorale Democratico.

 

 convention democratica 2016 convention democratica 2016

Dopo fischi selvaggi e contestazioni fuori e dentro la convention, Sanders è riuscito a pacificare la folla, ma soprattutto i democratici hanno buttato in campo Michelle Obama ed Elizabeth Warren, first lady e pasionaria. La prima ha riscosso solo applausi, la sua insopportabile ricetta salutista, vegana, pacifista e ottimista piace a tutti, ma la Warren, che è un icona della sinistra democratica non clintoniana, si è beccata la sua bella dose di fischi al grido di “ci hai tradito, noi ci fidavamo di te”.

 

trump convention9trump convention9

Parliamoci chiaro, per tutta la prima parte della serata bastava nominare HiIlary per scatenare l'ira di una parte della platea, e anche ora che quella contestazione sembra bloccata, è molto difficile credere che quella gente voterà a novembre compatta per la Clinton e non per qualcun altro, se andrà a votare.

 

Ed è molto difficile credere che non abbia un peso per l'elettorato la cacciata e l'ignominia del capo del partito, che si è dovuta scusare tra le lacrime per il suo comportamento fraudolento a favore della Clinton, ed è uscita scortata dalla polizia in mezzo a furibondi tentativi di raggiungerla per contestarla. La leadership democratica non ha dato prova prima di comportamento corretto, poi di essere in grado di tenere a bada e sotto controllo l'arena di Filadelfia.

 

trump conventiontrump convention

A un certo momento l'hanno buttata in musica, è partito Paul Simon, e mai “bridge over troubled water” è sembrato così adatto allo spirito del tempo. Certo Sanders è stato abile a sopportare i fischi e i boati e a buttare nell'arena l'odiato Trump come elemento unificante. Certo, la regia preparata prima del gran casino era sapiente, e “America” di Simon è stata accompagnata da un bel filmato di immagini della vita americana che hanno tirato su di morale la platea; ma non c'è niente in comune tra il discorso di Michelle Obama, tutta una rassicurazione politically correct, e le ansie di Sanders e della Warren sul Paese dove dominano disuguaglianza e ingiustizia, che avrebbe addirittura bisogno di una rivoluzione.

susan sarandon alla convention democraticasusan sarandon alla convention democratica

 

Si può concludere, come fanno buona parte dei giornali americani, e pietosamente a rimorchio i giornali italiani, che sia stata una gran serata? No di certo, è stata ben più turbolenta e rabbiosa della prima serata a Cleveland, dove una minoranza di delegati si è provata a far fuori cambiando le regole il nominato; come twitta Donald Trump: i democratici sono nel casino totale ma i media collusi dicono che stanno andando alla grande, quel che invece dicono le mail e che il sistema corrotto è vivo e vegeto”..

Difficile dire fin da ora quali effetti avrà sugli elettori lo scandalo ulteriore delle mail.

sarah silverman alla convention democraticasarah silverman alla convention democratica

 

La Clinton dice di non saperne niente, certamente è come se ci fosse una aura di nebbia, di ambiguità costante, di decisione presa altrove là dove si puote, intorno alla sua campagna elettorale, inutile negarlo. Ieri a Filadelfia la gente le gridava “Wall stret wall street” come un insulto. E le mail suonano come conferma delle accuse di Trump sul sistema corrotto, fornendo materiale su siti come Politico.com, tv come CBS, che hanno complottato attivamente per modificare informazioni in accordo col Comitato Democratico elettorale.

 

paul simon alla convention democraticapaul simon alla convention democratica

In Italia non ci fa un baffo, l'abitudine a questo tipo di corruzione e collusione è totale, per gli americani è diverso. Non che abbiano più le certezze di un tempo sull'informazione, ma continuano a stupirsi a scandalizzarsi. A fine convention sarà più facile capire se Hillary Clinton ha recuperato e potrà usufruire del vantaggio che abitualmente spetta al candidato appena laureato dalla convention.

obama non posso essere piu orgoglioso di mia moglieobama non posso essere piu orgoglioso di mia moglie

 

Certamente Donald Trump di quel vantaggio ha usufruito e ieri non c'era sondaggio dei principali organi di rilevazione che non lo desse addirittura in vantaggio: più 1 per la CBS, più 3 per la Cnn, più 4 per il Los Angeles Times, più 2 per Gravis, più 1 per Rasmussen; voci dissonanti solo la Reuters, che dà più 4 alla Clinton, l'Economist, pure più 4.

 

Prendiamo il sondaggio molto dettagliato della Cnn: 44 a 39 per lui, in un match a quattro nel quale va un 9 per cento a Gary Johnson e un 3 per cento a Jill Stein, il che vuol dire che Trump guadagna 6 punti dopo la convention, e che può vantare un sostegno molto più forte tra gli indipendenti, il 43 per cento dei quali dice che la convention di Trump a Cleveland li ha convinti ad appoggia, mentre il 41 non si è convinto.

michelle obama alla convention democratica 9michelle obama alla convention democratica 9

 

Prima della convention gli indipendenti erano divisi: 34 a Clinton 31 a Trump, e gli outsider Johnson & Stein avevano rispettivamente il 22 e il 10. Ora però il 46 dice che sta con Trump, il 28 con la Clinton, il 15 con Johnson e il 4 con Stein. Il sondaggio riflette anche una bella separazione tra bianchi, perché tra quelli laureati la Clinton va intorno al 44 per cento, mentre i non laureati passano dal 51 al 62 con Trump dopo la convention. Su economia e terrorismo Trump è molto avanti, double digit, sopra 10 per cento di vantaggio.

michelle obama alla convention democratica 8michelle obama alla convention democratica 8

 

Ma la convention, sempre stando al mega sondaggio di CNN, è stata molto utile al candidato repubblicano per modificare pregiudizi sulla sua immagine personale. Una maggioranza del 52 per cento dice ora che vuoi diventare presidente per il bene della nazione non per il suo guadagno personale, della Clinton lo pensa solo il 44.

 

È aumentato dal 38 al 43 il numero di coloro che lo ritengono onesto e degno di fiducia, dal 32 al 39 di coloro che sarebbero orgogliosi di averlo come presidente. Circa la metà degli intervistati dice che Trump è in contatto con i problemi che l'americano comune affronta nella sua vita quotidiana. Nonostante le pesanti critiche dei democratici e dei media sul messaggio della convention repubblicana, ritenuto triste, cupo e profondamente divisivo, la percentuale di coloro che dicono che invece tra un po' lo unirà quel paese è salita dal 34 prima della convention al 42 subito dopo.

michelle obama alla convention democratica 3michelle obama alla convention democratica 3

 

Infine il messaggio pesante per Hillary Clinton alla vigilia del discorso di accettazione della nomination: il 68 per cento dice che non è onesta e degna di fiducia e questo è il suo peggior risultato in un anno di sondaggi. Del discorso di Trump un 18 per cento pensa che sia stato tremendo ma un 40% l'ha ritenuto eccellente e circa la metà degli elettori ha detto che comunque riflette il modo in cui loro si sentono su come vanno le cose in America oggi.

 

michelle obama alla convention democratica 13michelle obama alla convention democratica 13

Il capo della campagna della Clinton, Roby Mook, non ha gradito i risultati di CNN, dice che si tratta soltanto di una folla di arrabbiati, e che è la vera valutazione si potrà dare quando tutte e due le convention saranno finite, che è vero. Ma i dati stanno là: e sono tutti positivi nonostante il coro di critiche per alcune frasi troppo simile a un discorso di Michelle Obama, Melania Trump è passata da un gradimento del 27 al 43; Mike Pence, il candidato vicepresidente, è passato da un 26 e un 39 per cento, l'intemerata contro Trump di Ted Cruz gli è costata un crollo del 63 per cento dell'immagine di candidato presidenziale. Per la verità c'è ancora una grossa fetta di repubblicani da conquistare perché il 45 per cento dei repubblicani continua a dire che avrebbero preferito qualcun altro come nominato invece di Trump.

michelle obama alla convention democratica 2michelle obama alla convention democratica 2

 

Nel caldo soffocante di Filadelfia si attende Obama, e poi Bill Clinton: è il turno degli uomini forti intorno a Hillary, e c'è anche l'asso nella manica, per la verità un po' spompato, di Michael Bloomberg, ex sindaco di New York e candidato dalle speranze frustrato, che ha deciso di passare dall'altra parte in odio a Trump. Rivalità d'affari newyorchesi, e qualche risentimento personale, più che ideale politico.

 

giovani durante discorso di bernie sanders alla convention democraticagiovani durante discorso di bernie sanders alla convention democratica

Sono contributi pesanti, ma rivelano anche che Trump, nel bene e nel male è il candidato di sé stesso, non deve niente a nessuno; la Clinton deve sempre qualcosa a qualcuno, e a qualche imbroglio che altri coprono. E la domanda è sempre la stessa, quella che inetti inviati politically correct, amichetti slurslurp non si faranno mai. Davvero il partito democratico non avrebbe potuto trovare un candidato più presentabile?

elizabeth warren alla convention democraticaelizabeth warren alla convention democraticademi lovato alla convention democraticademi lovato alla convention democratica michelle obama michelle obamabernie sanders alla convention democratica 2bernie sanders alla convention democratica 2bernie sanders alla convention democraticabernie sanders alla convention democraticabill clinton applaude michellebill clinton applaude michelledimostranti davanti alla convention democraticadimostranti davanti alla convention democraticadimostranti pro sandersdimostranti pro sanderseva longoria alla convention democraticaeva longoria alla convention democratica

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