emiliano fittipaldi - elly schlein

MI SI NOTA DI PIÙ SE VADO O NON VADO? – ELLY SCHLEIN, INTERVISTATA DA FITTIPALDI SU “DOMANI”, NEGA DI ESSERE IN IMBARAZZO AD ANDARE ALLA MANIFESTAZIONE DI OGGI A ROMA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, NONOSTANTE IL MANIFESTO DELLE ORGANIZZATRICI PARLI ESPRESSAMENTE DI ISRAELE COME “STATO COLONIALE” E DI “GENOCIDIO” DEL POPOLO PALESTINESE - “PROVERÓ AD ANDARCI, MA IN MATTINATA SONO A PERUGIA”. LA SEGRETARIA MULTIGENDERE DEL PD SI SENTE A SUO AGIO A STARE FIANCO A FIANCO CON L’ASSOCIAZIONE “NON UNA DI MENO”, CHE NON HA NEMMENO MENZIONATO IL POGROM DEL 7 OTTOBRE?

Estratto dell’articolo di Emiliano Fittipaldi per “Domani”

 

ELLY SCHLEIN

Segretaria Elly Schlein, l’ha colpita la reazione che c’è stata nel paese di fronte alla morte di Giulia Cecchettin? Cosa può fare la politica per contrastare il fenomeno dei femminicidi e la cultura patriarcale sottostante a questo crimine?

La politica può e deve fare di più contro la mattanza quotidiana di donne e di ragazze. Non basta la rabbia, la condanna, l’indignazione. Dobbiamo fare ancora molto per la prevenzione per il contrasto alla violenza di genere. È stata appena approvata in Senato, con l’appoggio di quasi tutti i partiti, una legge che affina gli strumenti del Codice rosso.

 

MANIFESTO MANIFESTAZIONE FEMMINISTE 25 NOVEMBRE 2023

Ma sappiamo già che non è sufficiente. Il Pd ha tenuto un’assemblea di ascolto dei centri antiviolenza: non si può prescindere dalla loro esperienza e dalla loro conoscenza per costruire un percorso credibile.

 

Prevenzione significa anche formare gli operatori, le forze dell’ordine, le autorità giudiziarie. Ma servono le risorse necessarie. Alla presidente Meloni ho chiesto di trovare un terreno comune per far fare un salto in avanti al paese, perché non ci sia mai più una donna che, quando denuncia, non sia presa sul serio dallo stato.

 

[…] Tra lei e Meloni c’è stata una telefonata sulla battaglia da fare. Cosa vi siete dette?

EMILIANO FITTIPALDI - ELLY SCHLEIN

Per il momento abbiamo ottenuto una prima apertura sulla formazione, ma mancano investimenti adeguati. Sull’educazione all’affettività, che consideriamo strumento fondamentale, siamo ancora distanti: al Senato non è stato approvato un ordine del giorno delle opposizioni. Le ho proposto una legge che renda l’educazione all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici, non facoltativa o extracurriculare come previsto dal piano del ministro Valditara.

 

GIORGIA MELONI INCONTRA LE OPPOSIZIONI PER IL SALARIO MINIMO

[…] Alcuni leader non andranno al corteo di Non una di meno (oggi a Roma e Messina, ndr). Forse sono in imbarazzo per la piattaforma delle associazioni (in primis “Non Una di Meno”), che chiedono che l’Italia smetta di «schierarsi in aperto supporto dello stato coloniale di Israele, che appoggia di fatto il genocidio in corso del popolo Palestinese». Lei ci andrà?

Il Pd ha sempre partecipato al corteo del 25 novembre, la giornata contro la violenza maschile sulle donne, e parteciperà anche quest’anno. Io la mattina sarò a Perugia (al congresso di Sinistra italiana, ndr), cercherò di arrivare a Roma nel pomeriggio.

ELLY SCHLEIN GIORGIA MELONI

 

Il Pd non ha alcun imbarazzo, perché ha una posizione chiara sul conflitto nel Medio Oriente: chiediamo il cessate il fuoco umanitario e di liberare gli ostaggi senza condizioni. E aiuti umanitari per il popolo palestinese, che viveva in condizioni drammatiche anche prima dell’attacco terroristico del 7 di ottobre. Nessuna ambiguità. E non accettiamo di farci trascinare nelle polemiche.

 

[…] La legge di Bilancio è stata rimandata dall’Europa e bocciata dall’Fmi, che ne ha criticato la visione corta e i rischi di una mancata crescita. Lei, fosse stata premier, che ricette economiche avrebbe proposto?

La finanziaria è iniqua e colpisce tutte le generazioni. Noi abbiamo presentato una manovra alternativa, contenuta in oltre mille emendamenti depositati al Senato. Abbiamo indicato tutte le coperture.

 

ELLY SCHLEIN

Sulla sanità i numeri sono nero su bianco. Con le altre opposizioni chiediamo di mettere 4 miliardi in più dall’anno prossimo, per sbloccare le assunzioni: mancano 30 mila medici e 70mila infermieri. Chiediamo di mettere 600 milioni sulla non autosufficienza, e attenzione alla salute mentale. Meloni dice che correggerà alcuni aspetti: stiamo ancora aspettando. Abbiamo proposto il salario minimo, lo potremmo approvare domani a costo zero.

 

Anche una parte degli elettori di destra sembrerebbe favorevole al salario minimo. Il no di Meloni è ormai una questione di principio?

Direi che è una questione ideologica. Fatto sta che alla destra sembra star bene che ci siano 3,5 milioni di lavoratori con stipendi da fame. […]

 

elly schlein e giuseppe conte alla manifestazione del pd a piazza del popolo

Nonostante flop e polemiche, i sondaggi indicano una maggioranza ancora solida. Andiamo verso le Europee, il Pd è inchiodato al 18 per cento. Cosa manca al centrosinistra non riesce a presentarsi ancora come un’alternativa credibile alle destre?  Con il M5S su molti punti sembrate ancora molto distanti e conflittuali.

A leggere quello che dicevano i sondaggi, io non avrei mai vinto le primarie del Pd. Penso che la manifestazione di piazza del Popolo ha dimostrato che c’è una grande partecipazione popolare al nostro nuovo progetto. E, in otto mesi, da parte mia non c’è stata nessuna polemica contro un altro leader di opposizione: non è un caso, è una scelta.

 

ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE IN VERSIONE BARBIE E KEN - MEME BY GRANDE FLAGELLO

Certo che ci sono alcune difficoltà. Ma se la nostra gente ci vede litigare, non viene nemmeno a votare. Io sento questa responsabilità. Ma credo che le destre siano battibili se siamo uniti: l’esempio è quello di Foggia, con la vittoria di Maria Aida Episcopo. Il Pd non ha presunzione o arroganza, ma è la prima forza dell’opposizione: non c’è un’alternativa senza di noi.

 

A Foggia però ha vinto una sindaca vicina al M5s, e in Sardegna la candidata presidente scelta, Alessandra Todde, è del Movimento, tra l’altro senza primarie. Non siete troppo generosi con Giuseppe Conte?

Stiamo lavorando per costruire delle candidature credibili, molte sono del Pd. In ogni appello pubblico chiedo alle opposizioni di lavorare insieme sui programmi. In Abruzzo le opposizioni sono unite. Questa è la strada.

 

[…] Da qualche tempo all’interno delle correnti del Pd il fuoco di fila contro di lei sembra attenuato. In molti temono sia una pace armata, e che se alle Europee non prendesse il 23 per cento lei dovrà lasciare la guida del partito.

Melvin Schlein - padre di Elly Schlein

Facciamo uno sforzo per tenere insieme la nostra comunità su argomenti concreti. Non sono mai stata appassionata alle asticelle, non ci interessa di competere con le altre opposizioni sullo zero virgola, ma per aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Alle Europee si gioca il futuro del continente.

 

I nazionalisti lavorano contro il Next Generation Eu, la transizione ecologica e l’accoglienza. Meloni e Salvini pensino ad attuare il Pnrr, 200 miliardi che rischiamo di perdere perché non è una loro bandierina. Noi combatteremo per la transizione ecologica, per un’Europa della solidarietà e contro i paradisi fiscali per le multinazionali. Proviamo a mettere l’occhio lì e smettiamo di accanirci con chi arriva con i barconi.

ELLY SCHLEIN - MEME BY EDOARDO BARALDI GIORGIA MELONI VS ELLY SCHLEIN elly schlein a piazza del popoloelly schlein chiara valerio

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...