TERREMOTO A LONDRA – IL MINISTRO DELLA SALUTE BRITANNICO, WES STREETING, SI È DIMESSO E LANCIA LA SFIDA AL TRABALLANTE PREMIER, KEIR STARMER, PER LA GUIDA DEL LABOUR – DOPO LA DISFATTA DELLA ELEZIONI AMMINISTRATIVE, IL PRIMO MINISTRO SI È INCOLLATO ALLA POLTRONA E PROVA A RESISTERE – STREETING, ESPONENTE DELLA DESTRA LABURISTA, IN UNA LETTERA APERTA SOSTIENE DI AVER “PERSO FIDUCIA” NELLA LEADERSHIP DI STARMER E CHE “SAREBBE DISONOREVOLE” PER LUI RESTARE AL SUO POSTO: “È ORMAI CHIARO CHE NON SARAI TU A GUIDARE IL PARTITO ALLE PROSSIME ELEZIONI” – IN CAMPO POTREBBERO SCENDERE ANCHE L’EX VICEPREMIER, LA “ROSSA” ANGELA RAYNER, E…
STREETING SI DIMETTE DA MINISTRO E LANCIA LA SFIDA A STARMER
(ANSA) - LONDRA, 14 MAG - Sfida alla leadership di Keir Starmer lanciata all'interno del Labour britannico dopo la disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio: il ministro della Sanità, Wes Streeting, 43 anni, indicato dai media come esponente della destra laburista, ha annunciato oggi le sue dimissioni, largamente anticipate, formalizzando per primo la candidatura a spodestare il premier come capo del partito di maggioranza e del governo.
In una lunga lettera aperta inviata allo stesso Starmer, Streeting sostiene di aver "perso fiducia" nella leadership del primo ministro e che "sarebbe disonorevole" per lui restare al suo posto.
Rivendica poi alcuni risultati raggiunti dal governo attuale, sottolineando peraltro soprattutto i successi accreditati al suo dicastero sul fronte del rilancio della sanità pubblica. Invita quindi il premier a un ripensamento sul rifiuto a dimettersi o a fissare un termine per le sue dimissioni, sollecitandolo a farsi da parte per "facilitare" il percorso verso una nuova leadership.
"E' ormai chiaro - scrive - che non sarai tu a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni politiche e che i parlamentari del Labour e i sindacati affiliati vogliono un dibattito su ciò che verrà dopo: una battaglia di idee, non fra personalità o meschini scontri di corrente". "Dovrà essere un dibattito ampio - chiosa il ministro dimissionario - con la migliore varietà possibile di canditati. Io spero che tu vorrai facilitarlo".
STARMER LA FAIDA INTERNA
Estratto dell’articolo di Marco Varvello per “La Stampa”
RE CARLO III LEGGE IL PROGRAMMA DEL GOVERNO BRITANNICO ALLA CAMERA DEI LORD
Ineffabile formalismo inglese: re Carlo terzo, corona imperiale in testa e mantello di ermellino sulle spalle, ha aperto la nuova sessione parlamentare presentando il corposo programma di un governo che già nei prossimi giorni potrebbe cadere. La secolare immutabile cerimonia mostra tutto il suo anacronismo in questo clima di crisi politica latente e pronta a esplodere.
Contrasto stridente tra il sontuoso spettacolo della carrozza trainata dai cavalli, la regina di bianco vestita, i paggi, gli squilli di tromba e la realtà di un premier e di un esecutivo che sembrano avere le ore contate, feriti a morte dal disastroso risultato delle elezioni locali.
[...] Anche la voce stanca del sovrano ha tradito la sua preoccupazione istituzionale, mentre elencava i 37 disegni di legge che il governo intenderebbe varare entro l'anno.
[...] Tra i Laburisti la debole leadership di Starmer e le sconfitte elettorali hanno rimesso in moto le correnti interne, aprendo le porte allo sport preferito dalla sinistra di mezzo mondo: la lotta fratricida.
[...] Nulla però è sicuro. Se è vero che quattro "ministers" (equivalgono ai nostri sottosegretari) hanno già rassegnato l'incarico unendosi alla novantina di deputati che chiedono a Starmer di andarsene, non si è visto però uno stillicidio di dimissioni di pezzi da novanta del governo.
Fu questo il sistema adottato ad esempio dai Conservatori per costringere Boris Johnson a cedere. Per ora i ministri di primo piano di Starmer gli hanno anzi riaffermato il sostegno, assieme a un centinaio di deputati.
«La gente non perdonerebbe una nostra faida in un momento di drammatica crisi economica e internazionale» dicono i lealisti.
Starmer ha così scelto la linea del "Business as usual". Agli emissari di palazzo che discretamente chiedevano se non fosse il caso di rinviare il discorso del re, Downing street aveva appunto replicato che il governo è in carica e intende andare avanti.
Ai suoi avversari interni e potenziali concorrenti Starmer ha sostanzialmente detto: sfidatemi ufficialmente o state zitti. Per questo le dimissioni di un ministro importante come quello alla Salute sancirebbero il passaggio ufficiale per la resa dei conti. Nella nomenclatura laburista il giovane Streeting figura come centrista blairiano.
La sua discesa in campo scatenerebbe sicuramente la reazione dell'ala sinistra, quella di Angela Rayner e dell'ex leader Ed Milliband, ora ministro per l'Energia. Solo i prossimi giorni insomma scioglieranno queste incognite. Anche se Starmer riuscisse ad andare avanti per la sua strada rimane il dubbio se possa davvero realizzare il piano di riforme annunciato.
Una domanda che interessa molto anche noi italiani ed europei in generale. A dieci anni dal referendum che portò il Regno Unito fuori dall'Unione europea l'obiettivo, infatti, è di «rafforzare i legami con l'Unione europea», come recita il discorso a Westminster, letto dal sovrano ma scritto come tradizione dal premier.
Finora si è visto poco ma almeno lo snellimento di alcune procedure doganali e il rientro nel programma di scambi studenteschi "Erasmus" vanno a beneficio anche dei nostri giovani e delle nostre imprese.
«Brexit ha creato nuove barriere e imposto costi aggiuntivi alla nostra economia» ripete ormai apertamente da mesi la ministra dell'Economia Rachel Reeves per preparare il terreno. Anche senza rientrare nel mercato unico le norme e gli standard britannici potrebbero tornare a rispettare automaticamente quelli europei. Gli esportatori inglesi eviterebbero così controlli e documentazione che costano centinaia di milioni all'anno, soprattutto nel settore agro-alimentare.
RE CARLO III LEGGE IL PROGRAMMA DEL GOVERNO BRITANNICO ALLA CAMERA DEI LORD
Starmer si è decisamente allineato ai partner europei in politica estera, dall'Ucraina alla crisi nel Golfo. Dopo la scoppola elettorale dovrà trovare il coraggio di scelte più decise in direzione di Bruxelles. In estate si terrà un nuovo summit bilaterale con l'obiettivo di sbloccare molti dossier.
Il programma di governo presentato da re Carlo è pieno di promesse di questo tipo, anche eretiche per il Dna britannico, come l'introduzione di una carta d'identità digitale. Incredibilmente ancora oggi nella liberale Inghilterra non esiste un documento personale, passaporto a parte, che aiuti le autorità a gestire i servizi al cittadino, oltre che i flussi di immigrazione.
Sarà varata poi la rinazionalizzazione del settore siderurgico e approvato un "Energy Indipendence Bill" per garantire in futuro l'autonomia energetica puntando sulle energie rinnovabili e il nucleare di nuova generazione. Niente nuove trivellazioni nel mare del Nord dunque e divieto mantenuto per il "fracking".
Starmer dunque cerca morettianamente di «dire qualcosa di sinistra» per mostrare di avere capito il messaggio di insoddisfazione dei cittadini uscito dalle urne. Tenterà di andare avanti, come ha ripetuto in questi giorni dopo la batosta elettorale. [...]







