ASPETTANDO MATTARELLA – DOPO I FRANCHI TIRATORI, ECCO I FRANCHI SOCCORRITORI – NEL CENTRODESTRA SONO MOLTI A CAPIRE CHE L’ELEZIONE DI MATTARELLA GARANTISCE DI CHIUDERE LA LEGISLATURA NEL 2018 – E MOLTI SI FANNO SEGNO CON LE MANI: UNO E OTTO, DICIOTTO

Concita De Gregorio per “la Repubblica

 

sergio mattarella e romano prodisergio mattarella e romano prodi

SI INCROCIANO facendosi da lontano larghi sorrisi e sempre lo stesso segno con le mani: uno e otto. Sembra una morra cinese, un gioco cifrato di mimi. Sembrano agenti di borsa, invece sono tutti vecchi democristiani: uno/otto, sì ok messaggio ricevuto, uno/otto anche qui. Diciotto. Si legge diciotto, ci vuole giusto qualche minuto a capire che quel minuetto di dita di mani e di sorrisi coi denti significa, per esteso: 2018. Arriviamo a fine legislatura, diritti. Tranquilli, amici. E’ tutto a posto. A casa non si va.

 

Non lo diranno i libri di storia, non così, ma l’elezione del presidente della Repubblica questa volta porta il contributo fondamentale di quello che Roberto Formigoni chiama “il partito delle mogli”. Le mogli che da casa agli ordini di scuderia e alle logiche di partito oppongono le ragioni del mutuo da pagare, i libri per i bambini, l’iscrizione al calcetto e le vacanze nella casa grande dove entra anche la suocera. «Non è mia, è di Andreotti », ride Formigoni: «Giulio aggiungeva sempre che come beneficio ulteriore, oltre a quello economico, le mogli vedono nella prosecuzione della legislatura il beneficio della solitudine domestica, certa nei giorni feriali».

ANTONIO RAZZI DORME A MONTECITORIOANTONIO RAZZI DORME A MONTECITORIO

 

È una certa visione del mondo e delle cose, non modernissima diciamo, in ogni caso arrivata fin qui, gennaio 2015, in Transatlantico intatta. Poi certo ci sono altri argomenti e altre più sottili convenienze ma tra le sorprese che sempre riservano i giorni d’inedia parlamentare, in specie quelli di elezione presidenziale, quella di oggi è che il rischio di franchi tiratori da sinistra — lo spettro dei 101 — si è ribaltato in un giorno nel suo contrario, speculare.

 

Un eccesso di parlamentari di centrodestra ansiosi di contravvenire alle indicazioni di partito — Forza Italia, area Fitto, Ncd — per votare, nel segreto dell’urna, Mattarella. Sono quelli che lo chiamano per nome — Sergio, l’amico Sergio — ostentando una confidenza che sarebbe rischioso mettere alla prova incrociata col diretto interessato. Hanno tutti un aneddoto sapido, quel certo giorno in commissione, quella volta che viaggiammo insieme in treno, quella sera che tirammo tardi, alcuni narrano di figli amici dei figli, moltissimi in specie dell’improvvisamente popolare Bernardo, stesso nome del nonno, già da tempo al lavoro con Marianna Madia.

 

Tornano in auge i cronisti coi capelli grigi che delle correnti Dc ricordano ogni schiuma di corrente, di colpo più interessanti dei giovani blogger. Cirino Pomicino, 76 anni, twitta compulsivo e dialoga in chat. I pronostici vengono richiesti da capannelli di peones ai settantenni coevi dell’amico Sergio, naturalmente suoi ex compagni di partito. Angelo Sanza dice che i voti saranno alla fine 600. Bruno Tabacci, più prudente, 550. Tra i giovani Pierferdinando Casini, solo 60 e neppure compiuti, dice 580.

AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO

 

Un trionfo che — se così fosse — andrebbe oltre le previsioni e le legittime preoccupazioni di Renzi. Superfluo in questo quadro di domestiche regionali e governative ragioni l’appello del premier alla «più ampia convergenza possibile per il bene comune ». Il bene supremo, del resto, risulta essere spesso individuale. E così i siciliani di area centrista (almeno venti, si stima) hanno fatto sapere per tempo «a Sergio» che sono con lui articolando plasticamente la loro amicizia nei voti andati ieri a Marcello Gualdani e Giuseppe Pagano: 18 in tutto, un paio di grandi elettori dell’isola devono essersi distratti.

 

All’ipotesi di Aventino che verso metà pomeriggio Formigoni chiama a gran voce, facendo immaginare che l’area di Cielle non si sarebbe arresa ad un cattocomunista, risponde fulmineo Maurizio Lupi: «Certo che partecipiamo al voto, ci mancherebbe ». La corsa a sindaco di Milano è all’orizzonte, intanto si resta ministri. Rimesso in pista anche Alfano dalla grazia mediatrice di Maria Elena Boschi e dalla suggestione di un rimpastino di governo (d’altra parte un “segnale importante”, come si dice in gergo, deve pur ripagare il Ncd per l’umiliazione e lo sbandamento di queste ore) ecco che l’attenzione si sposta ora su Berlusconi, purtroppo assente dalla Capitale perché condannato ai servizi sociali di Cesano Boscone.

 

C’è da silenziare un pochino Brunetta, scatenato in tv, e da spiegare ai più miti forzisti che l’argomento della contrarietà per il metodo è ben poca cosa e lo strappo da Berlusconi sulla Mammì — anche Mara Carfagna ne ha sentito parlare — è cosa remota. Sorride Tabacci: «Lo sanno anche loro che dire no a Mattarella per via della legge Mammì è come dire che ce l’ho con gli austriaci perché hanno fatto uno sgarbo a mio nonno sul Carso».

Montecitorio jpegMontecitorio jpeg

 

Sul finire del giorno l’atmosfera, a destra, è scandita da strani cenni con le mani, uno otto, game over. Continuano a diffidare i vecchi socialisti, «fossi in Renzi non mi fiderei di Mattarella, starei attento», dice fra i denti Fabrizio Cicchitto. A sinistra si aggira solitario Sposetti, «si vede che sono l’unico che preferiva Amato». Il rischio semmai, dicono altri ex Ds, è che ci si rilassi troppo. Si sbaglia sempre per eccesso di concentrazione, o per difetto. Sel, rientrata nei giochi dell’Uomo dell’Attimo sull’onda greca, ricorda che Renzi fra tre giorni vede Tsipras. Qualcuno di loro bisognerà che lo accompagni.

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...