giuli fazzolari meloni

“NON ESISTE UN MONDO IN CUI UN MINISTRO È CONTRO IL PARTITO E I SUOI REFERENTI, E SONO SICURO CHE GIULI LO SAPPIA” – IL PIZZINO DI FRATELLI D’ITALIA AL MINISTRO DEL "PENSIERO SOLARE", CHE HA SILURATO DUE MEMBRI DEL SUO STAFF (IL FEDELLISMO DI FAZZOLARI EMANUELE MERLINO ED ELENA PROIETTI) – MELONI DEVE TENERE A BADA LA FURIA DEL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, INCAZZATISSIMO CON GIULI, CHE SI E’ GIOCATO ANCHE LA CANDIDATURA ALLE PROSSIME POLITICHE – AL COLLEGIO ROMANO SI PROFILANO NUOVE USCITE: IN BILICO LA CAPA DI GABINETTO VALENTINA GEMIGNANI, ARRIVATA DAL MINISTERO DELLE FINANZE.  MA NEL MIRINO DI GIULI CI SAREBBERO ANCHE I COLLABORATORI DI MERLINO COLPEVOLI, AGLI OCCHI DEL MINISTRO, DI AVER FATTO FILTRARE NOTIZIE ALLA STAMPA E ALLA COMMISSIONE CULTURA DI MOLLICONE. IL MINISTRO GIULI-VO SAREBBE INSODDISFATTO DI ALCUNI DIPENDENTI DELLA COMUNICAZIONE...

Lisa Di Giuseppe per editorialedomani.it - Estratti

 

 

alessandro giuli

«Non esiste un mondo in cui un ministro è contro il partito e i suoi referenti e sono sicuro che Giuli lo sappia». Il monito arriva dal profondo di Fratelli d’Italia, anche se ufficialmente tutto il partito per quanto riguarda il “caso Giuli” converge sulla linea dettata da Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura per un giorno tornato nelle vesti di capogruppo del partito della premier.

 

«È legittimo da parte di un ministro decidere eventualmente di cambiare la propria segreteria il proprio gabinetto», ha detto il ministro. «Non c’è nessuna crisi di governo legata a questo, ve lo assicuro».

 

Ma se a parole si minimizza, il ministro stesso ha contribuito a tenere alta la tensione sul caso dei dirigenti dimissionati recandosi ieri, nel primo pomeriggio, a palazzo Chigi.

 

Un colloquio sul futuro, più che sul passato, per decidere assieme alla presidente del Consiglio i prossimi passi da fare, sempre con la copertura di Meloni: non è un caso se dopo l’ora e mezza di appuntamento fonti di palazzo Chigi fanno filtrare «piena sintonia» all’interno dell’azione di governo e «gratitudine» di Giuli nei confronti della presidente con cui ha «un rapporto cordiale e proficuo».

GIORGIA MELONI ALESSANDRO GIULI

 

Neanche una parola sulle teste di Emanuele Merlino ed Elena Proietti che sono saltate nel weekend. Il primo, assicurano comunque dal partito, «sarà recuperato altrove perché è una persona valida». Tutto a posto quindi? Non proprio, considerato che alla premier il via libera alle pulizie di primavera di Giuli è costato la gestione del malessere del suo mentore e sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, non proprio uno qualsiasi nell’universo meloniano.

 

 

emanuele merlino

Ora per Giuli e Meloni in cima alla lista delle priorità c’è la nomina di un nuovo capo della segreteria tecnica. La scelta dovrebbe ricadere su Donato Luciano, oggi alla guida dell’ufficio legislativo del ministero di via del Collegio Romano. Una diminutio, secondo qualcuno. Prima, un passato alla Corte dei conti, poi capo di gabinetto vicario di Maurizio Martina al ministero dell’Agricoltura, un passaggio a palazzo Chigi all’epoca di Paolo Gentiloni e vicecapo di gabinetto di Roberto Cingolani al ministero della Transizione ecologica.

 

Insomma, non esattamente il profilo di un militante d’estrema destra. Non che si tratti di un’inversione di rotta, ma Giuli sa di non essere in alto nella lista dei futuri candidati di Fratelli d’Italia: troppa la distanza dal corpaccione del partito, troppi i colpi di testa che ha collezionato in questi anni.

 

Va cercata in questa congiuntura la ragione della scelta: anche alla tolleranza della bizzarria degli intellettuali c’è un limite, e tornare ad aprire un canale con il centrosinistra da questo punto di vista può essere un asset. Offrire dunque a Giuli la possibilità di costruirsi una exit strategy lasciandolo al suo posto sembra la soluzione meno dolorosa a una questione che si fa più spinosa di ora in ora.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Anche perché all’orizzonte si stagliano nuove uscite: prima fra tutte quella della capa di gabinetto Valentina Gemignani. Tagliarla fuori, secondo i detrattori del ministro, equivarrebbe ad «accecare» il dicastero, considerate le spiccate capacità economiche della tecnica arrivata proprio dal ministero delle Finanze. In questa prospettiva non sembra un caso che del potenziale futuro capo di segreteria tecnica si dica che abbia con Gemignani rapporti quantomeno tesi.

 

 

Ma nel mirino di Giuli ci sarebbero anche i collaboratori di Merlino alla segreteria tecnica, colpevoli, agli occhi del ministro, di aver fatto filtrare notizie alla stampa e alla commissione Cultura di Federico Mollicone. Alla Camera smentiscono questa versione, ribadendo che si sarebbe sempre trattato solo di rapporti istituzionali. E poi, l’ufficio stampa: confermato il vertice, ma il ministro sarebbe insoddisfatto di alcuni dipendenti della comunicazione.

elena proietti trotti giuli

 

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