obama in lacrime ringrazia e saluta

OBAMA SBARACK E SALUTA: "VI CHIEDO UN'ULTIMA COSA DA PRESIDENTE, CONTINUATE A CREDERE - NON IN ME MA IN VOI. MI AVETE RESO UN PRESIDENTE MIGLIORE, UN UOMO MIGLIORE". E SI COMMUOVE RINGRAZIANDO MICHELLE (VIDEO) - MA TRUMP SI PREPARA A SMONTARE LA SUA LEGACY, A PARTIRE DALLA RIFORMA DELLA SANITÀ

 

VIDEO - OBAMA COMMOSSO RINGRAZIA MICHELLE, STANDING OVATION

 

 

 

Da http://america24.com/ 

 

Fu George Washington a stabilire due tradizioni, una diventata una regola sacra della democrazia americana, l'altra una consuetudine. Il primo presidente d'America infatti decise che dopo otto anni il suo tempo era finito. Così nel suo discorso di addio (diventato poi una consuetudine di tutti i presidenti) disse di volersi fare da parte per fare spazio alla democrazia.

 

Barack Obama nella notte del 10 gennaio 2017 ha probabilmente sentito dentro la forza di Washington e di tutta la tradizione dei presidenti d'America. "La nostra democrazia è in pericolo solo quando la diamo per scontata", ha detto lasciando dopo due mandati la guida degli Stati Uniti, che hanno superato la peggiore crisi da quella del 1929 e ora sono forti, solidi, con una economia che continua a espandersi.

 

il discorso di addio di barack obamail discorso di addio di barack obama

Ecco, ma il punto è proprio questo. Se l'economia funziona, la disoccupazione è ai minimi storici, Obama lascia nelle mani di Trump un'America in crisi d'identità. Un'America spaventata dal terrorismo, dall'immigrazione, dalla fuga del lavoro all'estero a cui il successore di Obama ha dato una risposta banale e allo stesso tempo vincente: "La renderemo ancora una volta grande". Per fare questo Trump si prepara a distruggere l'eredità di Obama: via alla riforma sanitaria, via alle leggi sull'ambiente, basta all'apertura dei rapporti commerciali con gli altri stati del mondo.

 

Per il suo discorso d'addio, Obama è voluto ritornare a Chicago, la città da cui è partita la sua parabola politica. Dal McCormick Place di Chicago ha puntato ancora una volta al suo messaggio ottimistico, in un momento in cui gli Stati Uniti sono divisi come non mai. Ha parlato al popolo, ai cittadini, come aveva fatto nel 2008. "Vi chiedo un'ultima cosa da presidente, continuate a credere - non in me ma in voi. Mi avete reso un presidente migliore, un uomo migliore", ha aggiunto Obama.

il discorso  di addio di barack obamail discorso di addio di barack obama

 

Un Trump citato esplicitamente una sola volta. "Tra 10 giorni il mondo testimonierà una garanzia della nostra democrazia", ha dichiarato Obama mentre il malumore montava ben udibile tra la folla che poco prima aveva cantato in coro "four more years" (altri quattro anni alla Casa Bianca, impossibili per legge). "No, no, no, no, no", ha detto lui. Interrotto per poco, ha spiegato che quella garanzia di democrazia è "il trasferimento pacifico di potere tra un presidente liberamente eletto a un altro".

 

E in quel momento sono stati gli applausi a prevalere. "Mi sono impegnato con il presidente eletto che la mia amministrazione avrebbe garantito una transizione il più possibile senza intoppi, proprio come il presidente [George W] Bush ha fatto con me".

 

Mentre si udivano altri applausi veniva da domandarsi se Obama pensava davvero di avere mantenuto quella promessa viste le mosse controverse e a scoppio ritardato da lui decise agli sgoccioli del suo mandato, dalla storica astensione degli Usa al Consiglio di sicurezza dell'Onu che il 23 dicembre ha permesso l'adozione di una risoluzione che condanna le colonie israeliane nei territori occupati della Palestina in Cisgiordania e a Gerusalemme Est alle sanzioni contro la Russia annunciate il 29 dicembre 2016 per la sua interferenza nelle elezioni Usa fino al trasferimento - di cui Trump aveva chiesto un congelamento - di altri detenuti nel carcere di massima sicurezza a Guantanamo che Obam sognava di chiudere.

madonna con barack obamamadonna con barack obama

 

È stato un discorso simbolico quello di Obama, che ha ricostruito le conquiste, le difficoltà e le sfide di otto anni alla Casa Bianca. "Nonostante tutti i progressi che abbiamo fatto, sappiamo che non bastano", ha spiegato elencando in ordine, la lotta al terrorismo, la cattura di Bin Laden, la fine delle torture negli interrogatori, la chiusura sfiorata di Guantanamo, la lotta per fermare le discriminazioni. E ancora l'accordo con l'Iran sul nucleare, i matrimoni omosessuali, la riforma della sanità e la battaglia per l'ambiente.

 

"Certo, il nostro progresso non è stato uniforme. Il lavoro della democrazia è sempre stato difficile, controverso, a volte violento. Ogni due passi in avanti, spesso facciamo un passo indietro. Ma il lungo cammino dell'America è stato definito dal movimento in avanti, un ampliamento costante della nostra fede fondatrice ad abbracciare tutti, e non solo alcuni", ha detto il presidente. Obama ha mantenuto come sempre un alto livello oratorio, cedendo solo una volta alla commozione, quando ha ringraziato sua moglie Michelle (a sua volta in lacrime) e le figlie Malia e Sacha.

 

Ad aprire la serata il cantante dei Pearl Jam, Eddie Vedder, che nel 2007 nella canzone Society dell'album 'In to the Wild' cantava: "Society, you're a crazy breed/I hope you're not lonely without me" (Società, sei una razza folle/Spero non ti sentirai sola senza di me), quasi fosse la voce del presidente mentre lascia il suo incarico. In realtà Obama non ha alcuna intenzione di ritirarsi.

obama in lacrime ringrazia e salutaobama in lacrime ringrazia e saluta

 

E infatti ha concluso il suo ultimo discorso con la frase che ha guidato la sua campagna elettorale nel 2008, Yes We Can, unendo però tutto quello che è stato fatto in questi otto anni (Yes We Did) e quello che succederà nei prossimi anni: Yes We Can. Quasi a voler riaprire il cerchio di una nuova stagione "da cittadino".

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