OBAMA, UOMO D’INAZIONE. E AGLI AMERICANI VA BENE COSÌ - IAN BREMMER: “BARACK CAPISCE IL MONDO, MA POI NON DECIDE. TANTO IL PAESE È IN CRESCITA, IL GOVERNO MENO FA E MEGLIO È”

1. ELEZIONI USA, OBAMA: «PER I DEMOCRATICI LO SCENARIO PEGGIORE DAI TEMPI DI EISENHOWER». SEGNALATE IRREGOLARITÀ IN ALCUNI STATI

Da www.ilmessaggero.it

 

Si segnalano irregolarità in alcuni Stati, secondo quanto riferisce la Cnn.

barack obama 2008:2014barack obama 2008:2014

 

In Georgia, considerato uno degli stati chiave, l'ufficio del governatore ha confermato che il sito che fornisce informazioni sui seggi elettorali ha avuto alcuni problemi. «Ci stanno lavorando», ha detto il portavoce Jared Thomas. Più gravi le segnalazioni fatte nel Connecticut dove il governatore democratico Dan Malloy ha chiesto di estendere l'orario di chiusura dei seggi dopo che sono stati segnalati problemi nei seggi della capitale Hartford.

 

barack obama 1barack obama 1

In Virginia diversi elettori hanno affermato di aver avuto problemi con le macchine di voto mentre nel North Carolina l'attivista conservatore James ÒKeefe ha diffuso un video in cui mostra come ha ottenuto la scheda elettorale pur non avendone diritto.

 

Obama: «Per i democratici lo scenario peggiore dai tempi di Eisenhower». «In queste elezioni è in gioco il gruppo di stati peggiore per i democratici dai tempi di Dwight Eisenhower».

 

È quanto ha detto Barack Obama, affermando che è la mappa elettorale degli stati dove quest'anno si rinnovano i seggi del Senato, in tutto 36, a giocare in favore dei repubblicani. «Molti degli stati dove si vota tendono ad essere repubblicani, i candidati democratici stanno giocando una buona battaglia, ma gli stati in ogni caso tendono» verso il Gop, ha poi aggiunto il presidente in una breve intervista con una radio del Connecticut.

barack obama guerra 2barack obama guerra 2

 

Obama ha spiegato di aver chiamato lui stesso l'emittente radiofonica dopo aver ricevuto notizia di alcune irregolarità e ritardi nei seggi dello stato che hanno spinto i democratici a chiedere ad un giudice di ordinare il prolungamento dell'apertura dei seggi. «A quanto ho capito, molte persone non hanno potuto votare ad Hartford questa mattina presto perchè i seggi non avevano i registri elettorali - ha detto - la cosa che voglio sottolineare è che queste persone devono avere la possibilità di votare».

 

 

2. IAN BREMMER: BARACK È UNO CHE CAPISCE IL MONDO MA POI SI RIFIUTA DI ENTRARE IN SCENA

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera

 

dwight d. eisenhower 1953:1961dwight d. eisenhower 1953:1961

A parte alcune situazioni locali specifiche, queste sono state elezioni largamente influenzate dalla scarsa popolarità di Obama. I democratici pagano la sua mancanza di leadership. George Bush non era un «thinker», non amava riflettere molto sulle cose, ma aveva il gusto del comando. Obama riflette molto, capisce tutto, ma non decide. Ian Bremmer, il politologo fondatore di Eurasia, fotografa così una campagna elettorale nella quale il presidente è rimasto quasi sempre in disparte.

 

Tutta colpa sua? Lei è il teorico del G-zero, un mondo multipolare senza più un vero leader.

mitch mcconnellmitch mcconnell

«È vero, questo è un mondo diverso. Nessuno lo capisce meglio di Obama. Lui analizza tutto con precisione, ma si comporta come un osservatore esterno, non come uno che può incidere. Capisce il teatro del mondo meglio di chiunque altro, ma rifiuta di essere un attore su quel palcoscenico. Guardi la Siria, questione cruciale. Quando toccava a lui decidere sull’intervento militare, ha tirato in ballo tutti gli altri, dal Congresso agli altri Paesi».

 

Dunque un Obama passivo e ancor più con le mani legate dopo il voto: prospettiva poco incoraggiante per l’America.

«Meno negativa di quanto sembri. Certo, i suoi margini di manovra il presidente li avrà quasi solo a livello internazionale. Non credo che all’interno ci si possa aspettare la riforma delle tasse, dell’immigrazione, della scuola o un grande piano di investimenti pubblici negli ultimi due anni del suo mandato. Se ci fosse una crisi acuta, se il Paese fosse in recessione, questo sarebbe un problema grave».

 

IAN 
BREMMER 
IAN BREMMER

«Ma con l’economia che cresce al 3,5 per cento non credo che gli operatori si preoccupino troppo di un governo passivo. Amministrazioni forti e molto attive in passato hanno fatto gravi errori. Riforme incisive, un governo intraprendente, sono necessari nei Paesi in via di sviluppo che vanno spinti sulla via della crescita. Ma non credo che imprese e investitori si allarmino per lo scarso movimentismo governativo di un Paese avanzato che comunque cresce bene, mentre l’Europa è in recessione e perfino la Cina rallenta scivolando in una situazione di incertezza».

 

Non cambierà proprio nulla per l’America dopo questo voto?

«Con l’indebolimento di Washington tenderà a diventare un Paese sempre più federale, decentralizzato».

 

Nessuna possibilità di una breve tregua tra il voto di Midterm e le Presidenziali del 2016 per cercare almeno qualche compromesso minimo tra democratici e repubblicani, dall’immigrazione al commercio internazionale?

GEORGE W BUSH E BARACK OBAMA ALL'INAUGURAZIONE DELLA GEORGE W BUSH LIBRARY - 2GEORGE W BUSH E BARACK OBAMA ALL'INAUGURAZIONE DELLA GEORGE W BUSH LIBRARY - 2

«Sull’immigrazione non vedo grossi margini. Sul commercio è possibile. I repubblicani certamente cercheranno di portare avanti il Tpp, la partnership degli Usa con gli alleati asiatici e del Pacifico. È anche il programma di Obama, che vuole condurre in porto anche l’accordo di libero scambio con l’Europa».

 

«Qui deve vedersela soprattutto con le resistenze democratiche. Comunque il “free trade”, importante a livello internazionale, non può certo essere il testamento della presidenza Obama: il suo lascito lo dovremo cercare nel suo primo mandato presidenziale. La riforma sanitaria e il modo in cui ha reagito alla più grave crisi economica degli ultimi 80 anni aiutando il Paese a uscire dalla Grande Recessione». 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)