PAPANDREOU NEL BUNKER - IL REFERENDUM È UN HARAKIRI O LA SVOLTA PER IL PREMIER GRECO? - SEMPRE PIÙ SOLO, LA MAGGIORANZA (RIDOTTA A 2 PARLAMENTARI) PERDE I PEZZI, E IL PAESE È AL COLLASSO: DISOCCUPAZIONE RADDOPPIATA, CRIMINE DILAGANTE, SUICIDI - ORA SI AGGIUNGE L’ODIO CONTRO LA GERMANIA, CHE HA COMMISSARIATO ATENE, CHE VIVE L’OCCUPAZIONE DEI BUROCRATI EUROPEI COME QUELLA NAZISTA…

Piero Benetazzo per "il Fatto Quotidiano"

Più che una precisa strategia il referendum di Papandreou richiama una mossa d'azzardo, l'ultima carta per un politico alle corde: stretto dalla comunità internazionale, assediato da una pubblica opinione sempre più ostile, con un partito - il Pasok - sempre più inquieto e una maggioranza che si sfalda di giorno in giorno. Forza la mano Papandreou: conferma l'ipotesi referendum , annuncia spavaldo che venerdì otterrà la fiducia e - colpo di scena - cambia i vertici delle forze armate (nel Paese che ha subito la dittatura dei colonnelli).

Il referendum ha accentuato l'opposizione nel partito, minacciando la sottile maggioranza di cui il governo gode ancora in Parlamento (un voto o forse due) e dunque mettendo in discussione, venerdì, il nuovo voto di fiducia. Papandreou ha parlato a lungo al telefono con Angela Merkel e sta preparando colloqui bilaterali con gli altri leader politici ai margini del G20. Nell'annunciare il referendum, Papandreou ha parlato di una "decisione ispirata al patriottismo", espressione "della fiducia nella gente: è il popolo greco che deve decidere".

Solo qualche giorno prima - rientrando dal vertice di Bruxelles - si era presentato come "il salvatore della Grecia" e invitava la gente a un "tranquillo weekend", ma nel giorno della festa nazionale, in centinaia di migliaia hanno percorso le vie di Atene con i soliti duri slogan che da mesi scandiscono la protesta contro il governo; gli studenti delle scuole superiori sono sfilati nelle loro divise blu con il volto rivolto contro il palco delle autorità civili e religiose.

A Salonicco le manifestazioni sono finite in tafferugli e sono state sospese quando un gruppo di giovani si è avvicinato al presidente della Repubblica accusandolo di "tradimento": il vecchio Karolos Papoulias ha cercato di opporre la sua militanza antinazista, il suo impegno da partigiano, ma le accese emozioni hanno consigliato di sospendere la parata. L'opinione pubblica rimprovera al governo di aver "svenduto" il Paese e vede nell'ingerenza della cosiddetta troika (Fmi, Ue e Bce), che ha annunciato di trasferirsi ad Atene in pianta stabile, una sostanziale perdita di sovranità.

E nell'aggressività della Merkel e nella forte presenza tedesca negli organi della troika rivivono i massacri nazisti del passato, le sofferenze di una lunga occupazione militare. Si riaffaccia dunque il "fantasma nazista" che percorre le pagine di tutti i giornali greci senza distinzioni ideologiche: il fiorire di vignette - la Merkel con i baffi di Hitler, la troika come Gestapo etc. - gli slogan dei cortei (che definiscono i poliziotti "collaboratori"), la riscoperta dei canti partigiani, i lunghi editoriali.

"Noi siamo disposti a cedere sovranità in un processo di integrazione europeo - si accalora l'editore George Kirtsos - ma invece siamo ora costretti ad affrontare la realtà di una dominazione germanica e nessuno governo in Grecia può difendere una simile situazione davanti al suo popolo". L'indignazione collettiva è certamente accentuata dai continui sacrifici (i più duri affrontati da un Paese europeo dalla fine della guerra) che in due anni hanno profondamente alterato la società greca senza aprire spiragli di una possibile soluzione.

Nonostante i draconiani tagli a salari e pensioni, i massicci licenziamenti, la pioggia di nuove tasse, il debito continua ad aumentare, la disoccupazione è raddoppiata, la recessione entra nel suo terzo anno consecutivo; e cresce il crimine, aumenta la prostituzione, i suicidi registrano nuovi record. "Se io fossi greco denuncerei immediatamente i miei aiutanti per lesioni volontarie", scrive dopo un viaggio nel Paese che definisce "esausto", Gabor Steingart, direttore di Handelsblatt, giornale vicino alla confindustria tedesca.

E una lesione vistosa la si registra nel grande ufficio di Alexandros Moraitakis, presidente degli stockbroker greci: i mobili eleganti, computer ovunque, le grandi vetrate che si affacciano sul centro della città. Un grande spazio vuoto: non c'è più nessuno, qualcuno è in vacanza, molti sono stati licenziati; solo una scalmanata segretaria si affanna a gestire una via vai di telefonate. Moraitakis, un omone cordiale scosso da improvvisi nervosismi, si lamenta che la troika abbia un potere decisionale enorme di cui non sa che cosa fare, "perché se non si programma la crescita non si va da nessuna parte".

Qualche giorno fa si era commosso alla televisione forse per la perdita di sovranità più probabilmente per una professione, la sua, diventata improvvisamente irrilevante: lo stockmarket greco ha perso - in meno di due anni - l'85% del suo volume, si è di fatto dileguato. In questa situazione così drammatica la decisione di Papandreou sul referendum spariglia le carte in tavola.

Egli cerca di salvare il suo ruolo ma potrebbe anche riuscire a mettere i vari attori di fronte alle proprie responsabilità. Che cosa faranno, dunque, l'Fmi, la Comunità europa, la troika? Renderanno ancora più vincolanti e drastiche le loro decisioni? E con quali meccanismi per riuscire a farle applicare? Oppure si potrà andare verso un nuovo negoziato meno stringente nei tempi e nei contenuti?


BANCA MONDIALE SE VINCONO I "NO" È DISASTRO
Il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, mette in guardia dal rischio che al referendum in Grecia possano prevalere i no al piano di salvataggio europeo: "Sarebbe un disastro", dice Zoellick, secondo il quale il G20 di Cannes deve dare un "segnale forte" che l'Europa andrà avanti con i suoi piani per combattere la crisi del debito. "Il referendum greco - dice Zoellick - aggiunge incertezza in un momento in cui si richiederebbero maggiori certezze".

 

George Papandreoupapandreou ANGELA MERKEL E GEORGE PAPANDREOU PROTESTE E SCONTRI AD ATENE DURANTE LO SCIOPERO GENERALE evangelos-venizelosROBERT ZOELLICK

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