A CHI LA PROTEZIONE CIVILE? A NOI! – PRIMA DEL DISASTRO NEVE, IL GOVERNO STAVA STUDIANDO LO SMEMBRAMENTO DEL DIPARTIMENTO, DA SPARTIRE TRA MINISTERO DEL TESORO E DELL’INTERNO. CHE FARÀ ORA RIGOR MONTI? - IL RITORNO SOTTO IL VIMINALE RIPORTEREBBE A TRENTA ANNI FA: QUANDO CI FURONO LA DEBACLE DEI SOCCORSI PER IL TERREMOTO IN IRPINIA E LA TRAGEDIA DI ALFREDINO A VERMICINO. PER QUESTO FU DECISA PRIMA LA CREAZIONE DI UN MINISTERO AD HOC, POI IL PASSAGGIO A PALAZZO CHIGI…

1- PROTEZIONE CIVILE SPARTITA TRA MINISTERO DELL'INTERNO E DEL TESORO?
Marco Ludovico per "Il Sole 24 Ore"


Sarà inevitabile, una volta finita l'emergenza neve, decidere il futuro prossimo della Protezione civile. Nella bufera delle ultime polemiche sin da sabato il presidente del Consiglio, Mario Monti, da Monaco ha riconosciuto l'impegno del dipartimento guidato da Franco Gabrielli. Sulla stessa linea il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che pure ha sottolineato a più riprese il ruolo dai prefetti. Ma Gabrielli fa i conti con questioni precedenti alla neve e anche al naufragio del Concordia. Problemi di soldi, di procedure, di assetti istituzionali: tutti da rivedere e tutti in forse, a quanto pare.

L'immagine abbagliante, iperefficiente e trionfalistica di un dipartimento in soccorso anche ad Haiti dopo il terremoto - il capo di allora, Guido Bertolaso, criticò perfino l'intervento americano - sembra perdersi nella notte dei tempi. Una vicenda, invece, che risale giusto a due anni fa, gennaio 2010. Oggi i circa 700 dipendenti distribuiti nelle tre sedi romane in via Ulpiano (quella storica), via Vitorchiano (operativa) e via Affile (sede dei mezzi) si interrogano ogni giorno sul loro destino.

L'idea di lasciare la presidenza del Consiglio per ritornare sotto l'ala del ministero dell'Interno - riaffacciatasi alla nascita del governo Monti e sollecitata dalla Cancellieri - è solo una delle ipotesi. Pochi sanno, peraltro, che un paio di giorni dopo il suo insediamento da Cancellieri andò preoccupato l'ormai ex sottosegretario Gianni Letta proprio per perorare la causa di una Protezione salda a palazzo Chigi, non all'Interno.

Quest'ultimo scenario poi è stata messo in sospeso dalla stessa titolare del Viminale, che al Senato la settimana scorsa ha detto: deciderà Monti. In realtà sembra avanzarsi un'altra e più temuta - per i diretti interessati - soluzione: una Protezione divisa a metà. Ripartita tra ministero dell'Economia e Viminale. A viale XX settembre sarebbe destinato il settore delle ordinanze di protezione civile, in pratica la stima, la gestione e il controllo totale delle spese.

Sarebbe l'epilogo di una situazione già lamentata più volte da Gabrielli, cioè l'obbligo ormai imprescindibile, che Bertolaso non aveva, del «concerto con l'Economia» per le ordinanze. Al ministero dell'Interno andrebbe a finire la parte operativa dell'attuale Protezione.

Monti, di certo, non si farà dettare l'agenda della riforma della Protezione dall'emergenza neve. È certo che sta rivedendo presenze e ruoli dei dipartimenti di palazzo Chigi. È altrettanto certo che segue con occhio attento e minuzioso il tema delle ordinanze di protezione civile e la «bollinatura» della Ragioneria generale è ormai un requisito irrinunciabile.

Oggi il premier vedrà Gabrielli e all'incontro dovrebbero esserci anche Cancellieri e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Di certo il presidente del Consiglio potrà avere molti spunti per decidere con i criteri ormai guida di ogni sua scelta: rigore finanziario, efficienza amministrativa, snellimento delle procedure. Con la Protezione civile l'intervento ha, del resto, natura politica, come testimonia anche il dibattito di questi giorni.

Ma il Pdl, sceso lancia in resta contro Gabrielli, ora deve chiarire il suo modello. Letta e l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tentarono persino di istituire una Protezione civile Spa, una sorta di privatizzazione naufragata in Parlamento. Le inchieste sui Grandi Eventi, peraltro, hanno gettato troppi sospetti e critiche su un certo schema di funzionamento. Il problema per Monti, oggi, è un altro.

Evitare che la Protezione civile torni stretta nelle pastoie burocratiche. Garantire rapidità e coordinamento con tutti gli altri settori dello Stato interessati, come i ministero Interno, Difesa, Economia. E assicurare flussi di risorse adeguati. Il Fondo nazionale di Protezione civile è azzerato da 2004.

2- PROTEZIONE CIVILE: GABRIELLI, RESTI SOTTO PRESIDENZA CONSIGLIO
(ASCA) - 'Continuo ad essere assertore del fatto che la Protezione civile debba rimanere sotto la presidenza del Consiglio'. Lo ha detto il capo della protezione civile, Franco Gabrielli. Parlando con i giornalisti a margine di un'audizione al Senato, Gabrielli ha espresso cosi' la sua contrarieta' al trasferimento del dipertimento sotto il ministero degli Interni o addirittura ad una guida Interni-Economia, come ipotizzato da alcune parti.
'Questo naturalmente e' il mio sommessissimo parere - ha continuato - mi rimettero' comunque alle decisioni del Parlamento e del governo, l'importante e' che tutto avvenga nella massima trasparenza'.


3- PROTEZIONE CIVILE: LEGAMBIENTE, ERRORE GESTIONE A MINISTERO
(ANSA) - 'In un momento in cui il nostro Paese e' colpito da calamita' naturali che si trasformano in tragedie perche' non si investe nella prevenzione e mitigazione dei rischi, sarebbe un gravissimo errore rinunciare a uno dei pochi elementi positivi che ci consente di rispondere alle emergenze in maniera efficace e tempestiva'.

Cosi' Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, commenta l'ipotesi secondo cui il governo starebbe valutando di passare la gestione del dipartimento della Protezione civile dalla presidenza del Consiglio dei ministri al ministero dell' Interno o a quello dell'Economia.

'La nostra protezione civile rappresenta una specificita' positiva, considerata con ammirazione anche all'estero', rileva Muroni. 'Affidare la gestione di un sistema cosi' articolato e complesso a un ministero sarebbe come farlo tornare indietro di anni e soprattutto non si capisce quale utilita' ne ricaverebbe il Paese. Per questo - conclude - condividiamo la preoccupazione espressa dal dipartimento della Protezione civile e ci auguriamo che tale ipotesi non venga confermata'.

 

IL PREFETTO FRANCO GABRIELLI MARIO MONTIanna maria Cancellieri guido bertolaso Antonio Catricala ADS

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