LA PRIMA VITTIMA DELLA GUERRA IN IRAN È JD VANCE – IL VICEPRESIDENTE AMERICANO, VOLTO DEI “MAGA” ISOLAZIONISTI, È IN TRAPPOLA: SE SOSTIENE APERTAMENTE L’INTERVENTO TRADISCE L’IDENTITÀ POLITICA CHE LO HA RESO POPOLARE TRA LA DESTRA COMPLOTTARA E NON INTERVENTISTA. SE LA CRITICA O PRENDE LE DISTANZE, SFIDA TRUMP IN UN MOMENTO IN CUI LA LEALTÀ AL PRESIDENTE È LA PRIMA DELLE VIRTÙ NELL’ECOSISTEMA REPUBBLICANO – GODE MARCO RUBIO: FALCO INTERVENTISTA NEO-CON, ORA È LUI IL CANDIDATO CON PIÙ CHANCE PER IL DOPO-TRUMP – IL CASO SIGNAL E QUELLA FRASE POCHI GIORNI PRIMA DELL’ATTACCO DEL 28 FEBBRAIO: “CI SONO ZERO POSSIBILITÀ DI UNA GUERRA IN IRAN”
Estratto dell’articolo di Mattia Ferraresi per “Domani”
jd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dei dubbi sulla corsa alla presidenza nel 2028. Quello che fino a pochi mesi fa sembrava il successore designato e inevitabile di Donald Trump, l’uomo che conduceva nei sondaggi interni al partito con il 36 per cento contro il 10 per cento del segretario di Stato, Marco Rubio, non ha ancora deciso se il suo momento è arrivato.
Alcune fonti a lui vicine hanno fatto sapere al Washington Post che è in corso un processo di discernimento, per usare un vocabolario religioso caro al vicepresidente che si è convertito al cattolicesimo nel 2020.
jd vance south park speciale halloween 2025
Di solito queste cose non trapelano per caso. La decisione di Vance è condizionata in parte dall’arrivo del quarto figlio, che deve nascere in estate, e in parte probabilmente molto maggiore dalla valutazione di un momento politico che si è complicato con velocità sorprendente.
La guerra in Iran ha reso la posizione di Vance straordinariamente difficile, e i suoi più stretti alleati nelle scorse settimane hanno visto un uomo sconfitto.
marco rubio e jd vance ricevuti da papa leone xiv
«Più va avanti la guerra, più fa male a JD Vance», ha detto Marjorie Taylor Greene, ex deputata ultranazionalista che ha lasciato il Congresso dopo la rottura con Trump. L’indecisione di Vance è il termometro di una crisi politica che si è sviluppata in tre atti distinti, ciascuno dei quali ha eroso un pezzo della sua posizione di erede naturale.
[…] La crisi di Vance inizia nella notte del 25 marzo 2025, alle 2.26. È il momento in cui Vance manda un messaggio su una chat su Signal, che diventerà uno scandalo nazionale. Nella chat l’intero gabinetto di guerra dell’amministrazione ponderava un attacco ai ribelli Houthi, ma per errore era stato incluso fra gli invitati anche il direttore dell’Atlantic, Jeffrey Goldberg, che incredulo seguiva il dibattito.
Il segretario della Difesa, Pete Hegseth, premeva per colpire i ribelli finanziati dall’Iran che sequestravano navi e attaccavano obiettivi americani, e anche la Casa Bianca era incline a un intervento. Quella di Vance era l’unica voce contraria all’operazione, poi autorizzata contro il suo consiglio.
Qualche giorno dopo l’attacco, Trump ha mandato proprio Vance davanti alle telecamere dei talk show del fine settimana a giustificare un’iniziativa che lui avversava, come il pubblico avrebbe scoperto più avanti, quando l’Atlantic avrebbe pubblicato l’intera chat. Si stava consumando allora il primo strappo fra il presidente e il suo vice.
[….] Vance è entrato nell’amministrazione con un vantaggio schiacciante nell’immaginario dei possibili successori di Trump. Giovane, ex Marine, autore del miglior libro sulle sofferenze dell’America bianca impoverita e inascoltata, poi eletto al Senato, ha costruito la sua identità politica anche sulla lotta all’avventurismo militare americano e ai lutti che aveva indotto al popolo.
In un anno di governo l’amministrazione ha fatto operazioni militari in otto paesi, e ad ogni attacco Vance ha fatto un passo indietro nella classifica non ufficiale di gradimento interno che Trump aggiorna di continuo.
A guadagnare ogni volta era Marco Rubio, falco internazionalista che nel tempo ha accumulato un impressionante numero di cariche e deleghe accanto al ruolo di segretario di Stato. Con la cattura di Nicolás Maduro è stato promosso a viceré del Venezuela alle dipendenze di Washington, passo decisivo verso la riconquista di Cuba, che è lo scopo finale della sua vita politica di esule.
La guerra all’Iran ha reso la debolezza di Vance un’evidenza ineludibile. Pochi giorni prima dell’attacco del 28 febbraio aveva detto al Washington Post che c’erano «zero possibilità» che un intervento si trasformasse in una guerra lunga e che «preferiamo tutti l’opzione diplomatica».
jd e usha vance a milano per le olimpiadi
Quando Trump ha lanciato l’Operazione Epic Fury, Vance era a Washington, non a Mar-a-Lago con Rubio e Hegseth. Secondo fonti citate da Politico, aveva espresso privatamente la sua contrarietà all’attacco prima della decisione finale. Il suo ufficio ha smentito, ma nel momento decisivo, il vicepresidente era seduto «al tavolo dei bambini», secondo l’espressione di un commentatore conservatore.
Rubio ha riempito lo spazio lasciato vuoto con abilità. È diventato il principale difensore pubblico della guerra e uno dei suoi architetti dietro le quinte. Trump ha cominciato a lodarlo in modo sempre più esplicito: «Marco diventerà il miglior segretario di Stato della storia», ha detto a un summit latinoamericano.
jd vance travestito dal suo meme ad halloween
A una serata privata di finanziatori a Mar-a-Lago, Trump ha chiesto ai presenti chi avrebbe sostenuto tra Vance e Rubio per il 2028. «Era quasi unanime per Marco», ha detto un partecipante a Nbc. Su Kalshi, la piattaforma di scommesse predittive, le probabilità di Rubio sono salite al 18 per cento, un solo punto sotto il 19 per cento di Vance.
Trump ha costruito un metodo di leadership sul contrasto fra sottoposti e gioca in modo crudele sulla rivalità tra i due, in modo da essere l’unico arbitro di un futuro che nessuno dei due può raggiungere senza il suo consenso. La guerra è così diventata anche uno strumento con cui Trump gestisce la sua successione.
[…]
La posizione di Vance sulla guerra è una trappola con due uscite ugualmente pericolose. Se si mettere a sostenere l’intervento apertamente tradisce l’identità politica che lo ha reso popolare presso l’ala isolazionista del Maga, da Tucker Carlson e Joe Rogan, fino gli intellettuali post-liberal che lo consideravano la proiezione politica delle loro idee. Se la critica o prende le distanze, sfida Trump in un momento in cui la lealtà al presidente è la prima delle virtù nell’ecosistema repubblicano.
jd vance litiga con la telecamera 4
Vance per ora ha imboccato la terza via del sostegno formale senza entusiasmo, una lealtà imbarazzata al progetto della politica estera presidenziale intervallata da lunghi silenzi.
Lui, già re dei meme in una prima fase del mandato, sui social è intervenuto pochissimo nelle prime settimane del conflitto in Iran. In un discorso nella North Carolina si è limitato a descriverlo come «un’operazione militare per assicurare che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare», cosa che peraltro contraddice quello che ha detto la direttrice dell’Intelligence, Tulsi Gabbard, che viene da un mondo ideologico ugualmente votato al disimpegno americano. «Vance era il portabandiera dell’ala non-interventista del Maga, e ora è in disparte», ha detto un commentatore sul canale conservatore LindellTV. «Quello che vedo è una vigliaccheria».
La mossa più ambigua è stata l’incontro con Joe Kent, il direttore del National Counterterrorism Center che poi si è dimesso in polemica con la guerra e la subordinazione a Israele. Secondo il Washington Post, Vance lo ha esortato ad andarsene «in silenzio», senza trasformare la decisione in un caso.
Kent non ha ascoltato: ha pubblicato una lettera aperta su X e ha dato un’intervista a Tucker Carlson; e l’Fbi ha aperto su di lui un’indagine per presunte fughe di notizie classificate. La scena racconta la condizione di Vance, che non è riuscito nemmeno a convincere un “suo” uomo a evitare una manovra che politicamente lo mette in grave difficoltà.
marco rubio nel 2015 contro l accordo nucleare con l iran 2
[…] Vance […] Sa benissimo che non si può essere il campione del disimpegno americano e il vicepresidente di un’amministrazione che sempre più spesso risolve i problemi in politica estera bombardando. La scommessa politica che Vance si trova costretto a fare è piena di rischi e avviene sullo sfondo di un conflitto di cui nessuno controlla l’esito.
marco rubio alla conferenza sulla sicurezza di monaco
jd vance bacia giorgia meloni
l abbraccio tra erika kirk e jd vance 2
benjamin netanyahu jd vance
jd vance travestito dal suo meme ad halloween.
mads mikkelsen con il meme di jd vance nel suo telefono
jd e usha vance al benny show 3


