autobus di minatori colpito dai droni russi a ternivka, in ucraina - 2 vladimir putin

PUTIN È FINITO NEL PANTANO – IN RUSSIA CRESCE LA SFIDUCIA NELLO ZAR. I SONDAGGISTI HANNO REGISTRATO UN BRUSCO CALO DELLA FIDUCIA VERSO IL PRESIDENTE: MENO CINQUE PUNTI IN UNA SOLA SETTIMANA. PESA L'INCAPACITÀ DELLA FU ARMATA ROSSA (OGGI ARMATA LESSA) DI AVANZARE IN UCRAINA. CI SONO UNA SERIE DI PROBLEMI INTERNI CON IL BLACKOUT DIGITALE E LA MISTERIOSA STRAGE DEL BESTIAME IN SIBERIA - AL QUINTO ANNO DI GUERRA, LO SCONTENTO ESPLODE PERFINO NELL'AULA DELLA DUMA, DOVE IL DEPUTATO COMUNISTA MIKHAIL MATVEEV HA DENUNCIATO IL “CAMPO DI CONCENTRAMENTO DIGITALE” COSTRUITO DAL REGIME, E HA AVVERTITO CHE IL SISTEMA RISCHIA DI “SGRETOLARSI”. INTANTO I DRONI UCRAINI METTONO FUORI USO LE RAFFINERIE RUSSE SUL BALTICO…

 

Anna Zafesova per la Stampa - Estratti

 

Pyotr Polezhaev si era cosparso di benzina il suo giubbotto verde militare, ed era salito sul tetto della stalla: «Se mi ammazzate le bestie resterò senza mezzi per campare, quindi tanto vale che mi dia fuoco», ha comunicato con voce piatta ai funzionari, veterinari e operai schierati fuori dalla sua casa nel villaggio Chernogorye. 

 

vladimir putin

(...)

 

«Le mucche non valgono la nostra vita», ha detto infine tra le lacrime la moglie di Pyotr, e Chernogorye ha subito lo stesso destino dei villaggi circostanti, dove le autorità avevano sterminato mucche, capre, pecore, e perfino qualche cammello. Una strage svolta con modalità quasi militari, senza spiegazioni, senza mostrare carte o fare analisi, senza risarcimenti, spesso in assenza dei proprietari, che avevano scoperto le stalle vuote.

 

vladimir putin - guerra in ucraina

Il mistero delle mucche siberiane è esploso sui social, tra le ipotesi più inquietanti, da una operazione intentata dai colossi agricoli legati al governo ai danni dei piccoli produttori, a un complotto per lasciare i contadini senza un rublo e spingerli così ad arruolarsi al fronte in Donbas.

 

Il 31 marzo, una delegazione di allevatori siberiani ha portato a Mosca una petizione con 31 mila firme, che chiedeva a Vladimir Putin di fermare la strage del bestiame. «Se non ci aiuta lui chi potrà aiutarci?», ha detto Svetlana Panina, 30 anni trascorsi nelle stalle: «Il nostro villaggio sembra morto, nessuno che bela e muggisce, i giovani si sono arruolati, gli altri bevono vodka».

 

VLADIMIR PUTIN AL CELLULARE

Il 1 aprile il governatore della regione di Novosibirsk ha comunicato di aver concluso con successo l'operazione per la distruzione del focolaio di una infezione imprecisata. Il 2 aprile, la televisione ha mostrato un gruppo di "allevatori siberiani" – rapidamente identificati come burocrati locali – che ringraziavano il governo di aver ucciso le loro bestie con rapidità ed efficienza.

 

Il 3 aprile, il tribunale di Novosibirsk ha decretato che il processo sui risarcimenti intentato dai contadini si svolgerà a porte chiuse. Il 4 aprile, l'agenzia Reuters ha riferito che nel Nord della Cina è esplosa un'epidemia di afra epizootica, provocata dal contagio arrivato dalla Russia.

 

La triste vicenda delle mucche siberiane avrebbe potuto essere rimasta una delle tante storie di soprusi della Russia profonda, quella che uno stereotipo diffuso considera una riserva inesauribile di amore per Putin. Non si direbbe, a giudicare dai commenti sui social locali, pieni della stessa rabbia che si legge all'altro capo dell'impero, nelle chat della regione di Belgorod, dove dopo l'oscuramento di Internet ordinato dalle autorità moscovite i droni ucraini bombe arrivano prima delle sirene di allarme.

 

VLADIMIR PUTIN IN MIMETICA

Perfino il governatore Vyacheslav Gladkov ha criticato il bando della messaggistica di Telegram da parte di Mosca. Dove intanto l'oscuramento del traffico dati, dopo la paralisi dei taxi e degli aeroporti, ha mandato ieri in tilt le grandi banche, e perfino la metropolitana. Un black out che l'esperta digitale Natalya Kasperskaya ha attribuito a un sistema sovraccaricato di blocchi di censura, per poi rimangiarsi le accuse in serata con un post pubblico di scuse all'ente di controllo Roskomnadzor.

 

Al quinto anno di guerra, in un Paese che sembrava ormai totalmente sottomesso al Cremlino, all'improvviso lo scontento esplode perfino nell'aula della Duma, dove il deputato comunista Mikhail Matveev ha denunciato il «campo di concentramento digitale» costruito dal regime, e ha avvertito che il sistema rischia di «sgretolarsi».

 

Un segnale che è stato colto perfino dai sondaggisti governativi del centro Fom, che hanno registrato un brusco calo della fiducia verso il presidente: meno cinque punti in una sola settimana. È vero che Putin sarebbe passato dal 76 al 71%, ma il quotidiano Kommersant nota che i consensi ufficiali al dittatore russo non erano mai scesi così rapidamente in così poco tempo dal 2019, dai tempi della riforma delle pensioni.

VLADIMIR PUTIN

 

Il bando di Telegram e WhatsApp ha fatto arrabbiare più della metà dei russi, o meglio, il 55% dei russi ha avuto il coraggio di esprimere la sua rabbia ai sondaggisti, e un altro dato appare ancora più eloquente: a marzo, il 10% degli acquirenti di case a Minsk sono stati cittadini russi, che a quanto pare ormai considerano la dittatura belarussa più vivibile di quella del Cremlino.

 

Uno "sgretolamento" che non riguarda più l'opposizione, ma i pilastri del consenso putiniano, come i contadini siberiani, la burocrazia moscovita o i blogger della propaganda militare, i più espliciti ormai a denunciare l'incapacità dei generali di russi di avanzare in Ucraina.

 

vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina

Nonostante una campagna pubblicitaria martellante, soltanto duemila studenti hanno firmato un contratto con l'esercito, e mentre i droni ucraini mettono fuori uso le raffinerie russe sul Baltico, e il governatore Gladkov registra i suoi messaggi con sullo sfondo il rumore delle esplosioni, anche l'élite moscovita non riesce più a fingere che la guerra sia altrove.

VLADIMIR PUTIN E LE CASE DELLE SPIE RUSSE IN EUROPA - DAILY TELEGRAPH

 

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