“MINZIONE” IMPOSSIBILE - RIGOR MONTIS VUOLE CONVINCERE GLI INVESTITORI AMERICANI CHE CI SI PUÒ FIDARE DELL’ITALIA - SE RICONOSCONO CHE L’ECONOMIA DEL BEL PAESE HA FATTO DEI PROGRESSI, GLI AMERICANI NON RIESCONO A FIDARSI DI UNA CLASSE POLITICA CORROTTA - MONTI INCONTRERÀ OBAMA (SPERANDO NELLA SUA RIELEZIONE) E PARLERÀ ANCHE DI MEDIO ORIENTE E DI SIRIA IN PARTICOLARE…

Paolo Mastrolilli per "La Stampa"

La politica estera è per natura al centro dell'Assemblea Generale dell'Onu, ma la missione che il presidente del Consiglio Mario Monti comincia stasera a New York avrà un importante aspetto economico. L'obiettivo è costruire sui risultati della visita fatta nel febbraio scorso, spiegare i progressi compiuti nel frattempo dall'Italia, e convincere gli investitori che il nuovo corso del paese merita la loro fiducia.

La giornata centrale, su questo piano, sarà quella di giovedì. Alle nove di mattina Monti sarà al Council on Foreign Relations, cattedrale bipartisan della politica estera americana sostenuta dalla famiglia Rockefeller. Il titolo del suo intervento è chiaro: «Challenges for the Euro and the Future of European Integration», le sfide per l'euro e il futuro dell'integrazione continentale. E' un incontro pubblico, dove personaggi come il finanziere George Soros o l'ex ministro del Tesoro Robert Rubin sono spesso di casa. Subito dopo, però, il lavoro del premier passerà a porte chiuse, per un appuntamento off the record con la leadership del Wall Street Journal, e una colazione da Bloomberg con grandi imprenditori, finanzieri, banchieri, manager di hedge fund e altre istituzioni.

A febbraio questo evento servì per presentare il nuovo corso virtuoso dell'Italia. L'accoglienza politica fu molto calorosa, ma per trasformare le strette di mano in impegni pratici servono tempo e lavoro, come ha dimostrato la decisione presa in agosto da Goldman Sachs di ridurre del 92% i nostri titoli di stato posseduti. Da allora la situazione in Europa è migliorata, grazie anche alle decisioni della Bce e il via libera delle corti tedesche al piano Draghi per sostenere i paesi in difficoltà. Gli investimenti americani in Italia però restano prudenti e Monti spera di fare passi avanti rispetto a febbraio.

«Il vostro governo - ci spiega John Podesta, presidente del Center for American Progress e capo di gabinetto alla Casa Bianca con Clinton - ha fatto progressi. La crisi italiana però era profonda, e per misurare i risultati bisogna anche avere una prospettiva chiara per il futuro, di Roma e dell'euro. Serve tempo, per riconquistare la fiducia e vedere le ricadute pratiche del nuovo corso».

Monti parlerà di questi temi anche durante le due cene organizzate per lui dagli ambasciatori a Washington Bisogniero, e all'Onu Ragaglini, che saranno l'occasione per incontri più confidenziali con gli interlocutori del business e della politica estera, mentre la questione dell'euro tornerà nel suo discorso di mercoledì all'Assemblea Generale.

L'appuntamento politico centrale, però, sarà quello di stasera con Obama, a margine del ricevimento che il capo della Casa Bianca darà all'hotel Waldorf Astoria. Il presidente americano non ha previsto bilaterali, durante la sua breve visita a New York, ma la diplomazia dei due paesi ha lavorato affinché ci sia un momento privato durante la cena. Tra sei settimane Obama si giocherà la rielezione, e i potenziali effetti negativi della crisi europea sull'economia Usa restano una delle principali preoccupazioni esterne per la sua campagna. I contatti telefonici fra i due leader sono così frequenti, che l'incontro non ha un'agenda precisa, ma è sicuro che si parlerà dei progressi fatti dall'Italia e dall'euro, oltre alla Siria e alle tensioni nel mondo islamico che coinvolgono l'Italia anche per questioni geografiche e storiche.

Questi punti saranno al centro dei lavori di politica estera a cui parteciperà Monti. Erano tre anni che un capo del governo non veniva all'Assemblea Generale, e quindi questa visita ha molti obiettivi: ribadire l'impegno di Roma a favore dell'Onu, riprendere le fila del nostro coinvolgimento negli affari internazionali, avere bilaterali con paesi che il presidente del Consiglio non ha potuto visitare, costruire relazioni personali che abbiano la stessa forza di quelle già esistenti nel campo economico e finanziario. Si parlerà di Siria, dove gli americani contano sull'Italia per aiutare i profughi e magari ospitarli, in attesa che la Russia smetta di bloccare qualunque soluzione politica. Monti poi parteciperà ai vertici sul Sahel, dove Roma è favorevole ad una missione di pace in Mali, e sulla Somalia. Le violenze delle settimane scorse in Egitto e Libia hanno rilanciato l'attenzione per questa regione, potenziale minaccia alle porte del nostro paese.

 

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