campidoglio roma enrico michetti roberto gualtieri carlo calenda virginia raggi

SOGNO O SONDAGGIO? – LA RILEVAZIONE DI SWG SULLE ELEZIONI A ROMA, COMMISSIONATA DA CALENDA: ENRICO MICHETTI VIENE QUOTATO TRA IL 30 E IL 34 PER CENTO, GUALTIERI TRA IL 27 E IL 31 E CARLETTO È TERZO, TRA IL 20 E IL 24. ULTIMA LA RAGGI, CHE PERÒ TIENE BOTTA NELLE PERIFERIE – IN CASO DI BALLOTTAGGIO, CALENDA RISULTEREBBE VINCENTE SU TUTTI GLI AVVERSARI. MA COME CI ARRIVA AL SECONDO TURNO? CE LA FARÀ A RECUPERARE IL DISTACCO DAL CANDIDATO DEL PD?

SONDAGGIO ELEZIONI A SINDACO DI ROMA COMMISSIONATO DA CARLO CALENDA

Maria Egizia Fiaschetti per il “Corriere della Sera – ed. Roma”

 

 

Trainato dalla coalizione, il candidato sindaco di centrodestra, Enrico Michetti, è in testa nell' ultimo sondaggio di Swg commissionato da Azione (le interviste, online e telefoniche, si sono svolte tra il 10 e il 16 giugno).

 

L' avvocato, secondo la rilevazione che ha raccolto l' orientamento di voto dei romani, viene quotato tra il 30 e il 34 per cento.

 

Roberto Gualtieri, il competitor di centrosinistra che domani alle primarie incasserà il sostegno della base, segue con un margine stimato tra il 27 e il 31 per cento.

 

CARLO CALENDA

 

 

 

Il civico Calenda è terzo, tra il 20 e il 24 per cento, mentre la prima cittadina uscente, Virginia Raggi, è ultima tra il 13 e il 17 per cento. Se si considerano i valori medi della forchetta, nello scenario più favorevole al leader di Azione lo scarto dal candidato dem potrebbe ridursi a soli tre punti. Il trend è in linea con le preferenze espresse riguardo alle forze in campo: il 35,5 per cento voterebbe per il centrodestra, il 32,6 per il centrosinistra, il 15,2 per Calenda, il 14,2 per il Movimento cinque stelle.

 

enrico michetti 1

L' ex ministro dello Sviluppo potrebbe ottenere un exploit al ballottaggio, risultando vincente su tutti i possibili avversari: due punti sopra a Gualtieri (52 a 49), sei in più di Michetti (53 a 47), mentre lo stacco da Raggi sarebbe netto (69 a 31). Il quadro, però, non dice come Calenda, terzo nelle intenzioni di voto, possa arrivare al secondo turno.

 

giuseppe conte virginia raggi

Nella sua squadra confidano che nei prossimi due mesi vi sia ancora la possibilità di crescere (in questi giorni partirà il milione di volantini indirizzati ai cittadini della Capitale). Dal sondaggio emerge anche un altro dato: Calenda, i cui elettori al momento sono per il 40 per cento riconducibili alla galassia di centrosinistra, potrebbe pescare ulteriori consensi in questo ambito (più 7 per cento di nuovi potenziali sostenitori). Nel centrodestra la quota attuale è del 29 per cento, quella potenziale del 24.

 

ENRICO LETTA - ROBERTO GUALTIERI

Quanto al voto disgiunto, per il leader di Azione viene stimato intorno al 5 per cento (il 3 dai partiti di centrosinistra, il 2 da quelli di centrodestra). La rilevazione di Swg in merito alla visibilità fotografa una situazione prevedibile, considerata la tempistica con la quale i candidati sono scesi in campo: Raggi e Calenda, tra i primi ad annunciare la propria candidatura, sono i più conosciuti (dal 96 per cento e dal 77 per cento del campione).

 

DALLA LUPA AI CINGHIALI - LA PARABOLA DI ROMA CON VIRGINIA RAGGI

Gualtieri, ex ministro dell' Economia, è noto al 62 per cento degli intervistati, Michetti al 34 nonostante la sua popolarità come commentatore radiofonico. E però il gradimento tra gli elettori che già conoscono i candidati premia «il tribuno» lanciato da Giorgia Meloni (il 46 per cento ripone molta o abbastanza fiducia nelle sue qualità), tallonato da Calenda al 45 e Gualtieri al 42. Per Raggi si registra invece un crollo al 24 per cento.

 

Le performance di Calenda sono migliori nelle zone centrali della città (48 punti contro i 38 in periferia), dove però il più forte è Gualtieri al 60 (nel marzo 2020 venne eletto nel collegio Roma 1 alla Camera). Michetti è al 44 per cento nei quartieri di cintura (dieci punti in più nella semiperiferia), Raggi tiene con il 28 per cento in quella che è stata la sua roccaforte elettorale alle amministrative del 2016.

calenda raggi

 

Nel frattempo il segretario della Lega, Matteo Salvini, chiama a raccolta i sostenitori di centrodestra alla manifestazione oggi pomeriggio in piazza della Bocca della Verità senza bandiere di partito e all' insegna dell' hashtag #primalitalia. Saranno presenti anche il candidato sindaco Michetti e la prosindaca Simonetta Matone.

enrico michetti 10

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…