giorgia meloni luigi sbarra - foto lapresse

SBARRA A DRITTA – IL SOTTOSEGRETARIO AL SUD, EX SEGRETARIO DELLA CISL, NON HA MAI RECISO FINO IN FONDO IL CORDONE CON IL SINDACATO, CON MOLTI BENEFICI PER L’ORGANIZZAZIONE: PALAZZO CHIGI A MARZO HA CONCESSO UN AFFIDAMENTO DIRETTO DA 90MILA EURO ALLA FONDAZIONE TARANTELLI (DI FATTO, IL CENTRO STUDI DELLA CISL), DI CUI SBARRA RISULTA TUTTORA COMPONENTE DEL COMITATO DI GESTIONE. L’AFFIDAMENTO HA DURATA DI UN ANNO E RIGUARDA LA REALIZZAZIONE DI…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone e Nello Trocchia per “Domani”

 

luigi sbarra

Un via vai di affari privati che incrociano il ruolo di ministri, sottosegretari o parlamentari. La vicenda dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, è solo la più rumorosa, a braccetto con la storia di Daniela Santanchè.

 

Ma l’impasto di interessi personali e ruolo istituzionale è una consuetudine diffusa nella destra italiana. Intrecci che spesso sfociano in palesi conflitti di interessi. […]

 

C’è un caso molto recente di attività e ruoli che si intrecciano, la vicenda riguarda, come è in grado di rivelare Domani, Luigi Sbarra, sottosegretario al Sud ed ex segretario Cisl, che non ha mai reciso il cordone con il sindacato.

 

Daniela Fumarola - foto lapresse

Con tutti i benefici del caso per l’organizzazione sindacale, oggi guidata da Daniela Fumarola, e le rispettive emanazioni. Palazzo Chigi, a metà marzo, ha concesso un affidamento diretto, da 90mila euro, alla Fondazione Ezio Tarantelli, che di fatto è il centro studi della Cisl.

 

Fondazione in cui Sbarra risulta tuttora componente del comitato di gestione. Un cortocircuito. Gli uffici del sottosegretario fanno capo alla presidenza del Consiglio e lo stanziamento è stato ufficialmente messo a disposizione dal dipartimento della Coesione, guidato dal meloniano Tommaso Foti, altra struttura di Palazzo Chigi.

 

GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO

E ancora: l’affidamento di 90mila euro ha durata di un anno e riguarda «la realizzazione di prodotti tecnico-scientifici relativi all’attuazione di attività concernenti al piano nazionale della famiglia». Un progetto affine alle politiche sulla famiglia, delegate alla ministra Eugenia Roccella.

 

Il sottosegretario dichiara di non sapere nulla di questo affidamento. «Al momento della nomina a sottosegretario, avvenuta in data 12 giugno 2025, Sbarra ha rassegnato le dimissioni da tutti gli organismi collegiali e da qualsiasi ente, associazione, fondazione sindacale e non», fa sapere l’ufficio stampa.

 

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapresse

Non solo: «I funzionari della fondazione ci hanno confermato di avere chiesto l’aggiornamento delle scritture e di avere effettuato da poco un sollecito in tal senso. Il dato inveritiero deriva da tale intempestività». Insomma il sottosegretario ha lasciato, ma la Camera di commercio dice altro. In attesa di aggiornamento.

 

[…] Una delle passioni della destra degli affari è poi la ristorazione. Per una tagliata al sangue bastava rivolgersi – fino a qualche settimana fa – a Delmastro, alla sua Bisteccheria d’Italia, nel quartiere Tuscolano, a Roma. Lì c’era il locale suo e della giovanissima prestanome del padre, a sua volta uomo del boss Senese.

 

Per la cacio e pepe, invece, meglio bussare al parlamentare, e tra i leader di Fratelli d’Italia nel Lazio, Paolo Trancassini, proprietario del ristorante di famiglia la Campana (di recente sottoposto a lavori di ristrutturazione), nel cuore della capitale, tra via della Scrofa, sede del partito di Giorgia Meloni e i palazzi della politica. Proprio a Montecitorio, da deputato questore, vigila sulla Cd servizi, società in house della Camera, che ha nei servizi di ristorazione una delle principali attività.

 

paolo trancassini

La passione dei meloniani per la cucina arriva fino a Trezzano sul Naviglio, a Milano, dove Marco Osnato, presidente della commissione Finanze alla Camera, è socio di un ristorante di pesce. Ma non di solo cibo si nutre la destra che investe nelle attività private.

 

C’è la compravendita di immobili, dove è attivo il presidente del Senato, Ignazio La Russa, anche attraverso la famiglia.

 

La seconda carica dello Stato si divide tra la famiglia del bosco, la difesa di Santanché e qualche affare di famiglia nel tempo libero. La memoria torna alla villa, in zona Forte dei Marmi, immersa nel verde del parco della Versiliana, 350 metri quadrati su tre livelli, con giardino e piscina.

 

GIORGIA MELONI - LUIGI SBARRA - ASSEMBLEA CISL - FOTO LAPRESSE

E a quell’affare incredibile fatto tre anni fa dalla consorte del presidente del Senato, Laura De Cicco, e dal compagno dell’allora ministra Santanchè, Dimitri Kunz. Avevano comprato e rivenduto in meno di un’ora la stessa magione guadagnando un milione di euro.

 

Passano due anni, ma non la voglia di fare affari con il mattone. Nel giugno 2025 proprio De Cicco, come procuratrice del marito La Russa, ha venduto un appartamento a 280mila euro in una palazzina in un comune in provincia di Vercelli. La parte venditrice «dichiara di aver ricevuto la somma prima d’ora dalla parte acquirente», si legge nell’atto tramite vaglia e assegni.

 

IGNAZIO LA RUSSA CON LA MOGLIE LAURA DE CICCO

A guardare in Camera di commercio il presidente del Senato mantiene ancora il suo ruolo di socio accomandante nella società Interiblea sas che si occupa di beni immobili e affitti, gestita dalla moglie, ma anche in Gibson dove possiede anche una quota.

 

In questa srl, impegnata nello stesso settore, ci sono anche l’ex deputato Massimo Corsaro e Sergio Conti, quest’ultimo in passato processato e assolto, imputato prima per estorsione e poi per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, reato che prevede una querela di parte, mai presentata dalla presunta vittima. Un passato di incroci pericolosi con soggetti vicini alla ‘ndrangheta. Il caso è stato nuovamente al centro delle cronache tre anni fa, ma La Russa è ancora lì: in società con lui.

 

Daniela Fumarola giorgia meloni - foto lapresse

[…] Al ministero dell’Economia c’è come sottosegretaria la forzista Sandra Savino. È socia della Esse re, detiene il 20 per cento delle quote. Una srl che si occupa dell’acquisto e della vendita di terreni e beni immobili e che, a sua volta, detiene quote di minoranza di un’altra sigla: la Esse.Data, quelle di maggioranza sono in mano al figlio. Una srl impegnata nell’offerta di servizi di raccolta ed elaborazione dati, relativi anche alla contabilità, per imprese e aziende.

 

Tra il 2025 e il 2026 alla srl sono arrivati due affidamenti, in tutto 50mila euro, per il servizio di gestione degli adempimenti amministrativi del personale dell’istituto Rittmeyer per ciechi, un istituto regionale commissariato che, nei mesi scorsi, ha messo all’asta tre immobili per ripianare i debiti. «Si tratta di aziende di famiglia, la mia partecipazione è priva di qualsiasi ruolo gestionale o potere di indirizzo. L’istituto richiamato non è di competenza statale. Non sussiste alcuna situazione, diretta o indiretta, di conflitto di interessi», dice Savino.

 

giorgia meloni Luigi Sbarra - foto lapresse

Altro ministero, altro sottosegretario. Si tratta di Marcello Gemmato, fedelissimo di Giorgia Meloni. Ha mollato, dopo polemiche e spot per la sanità privata, le quote di una srl, la Therapia di Bitonto, che ha finanziato in passato anche Fratelli d’Italia. Ma ha ancora un piede nella farmacia storica di famiglia. E anche questa, nemmeno a dirlo, ha sostenuto il partito. La farmacia resta il mondo di riferimento di Gemmato. Un ministro ombra che con quello vero manco parla più. Orazio Schillaci da una parte, Gemmato il farmacista-sottosegretario dall’altra.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …