NON SOLO GRILLO - SE IL BANANA “STACCA LA SPINA” AL GOVERNO, ALCUNI DEI SUOI POTREBBERO FARE IL SALTO DELLA QUAGLIA(RIELLO)

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"

Se il Cavaliere rompe, un minuto dopo i ministri del Pdl annunciano le dimissioni. Ma il rischio per Berlusconi è che quel gesto, più che la fine della legislatura, segni l'inizio di una nuova partita.

Il «merito», se di merito si può parlare, è della distribuzione dei posti in Parlamento. E visto che i banchi del Pdl confinano con quelli del Cinque Stelle, i segnali che Berlusconi s'è sentito confermare sui «vicini» grillini vanno tutti nella stessa direzione.

«Presidente, da quello che capiamo l'aria è molto diversa dall'inizio della legislatura», gli ha garantito giorni fa al telefono uno dei vertici dei gruppi del Pdl. E «a prescindere dal fatto che rimarranno all'opposizione, è sicuro che tra i grillini sono tantissimi quelli che non vogliono il ritorno alle urne». Ritorno alle urne che, sempre secondo quanto raccolto dagli «informatori» del Cavaliere, «in questo momento non sarebbe in cima neanche ai pensieri di Grillo e Casaleggio».

Come se non bastasse la nota in cui Giorgio Napolitano ha escluso lo scioglimento delle Camere, insomma, adesso Berlusconi ha un'altra paura. La paura di un'«aria nuova», dalla quale potrebbe venir fuori - a dispetto della volontà berlusconiana - un governo nuovo. E non un governo politico, con quella maggioranza di centrosinistra più M5S che aveva in mente Bersani. Piuttosto quel «Letta bis» evocato ieri, per la prima volta, da un esponente del Pd.

L'ex bersaniana Alessandra Moretti, che sta per firmare la mozione «pro governo Letta» che Francesco Boccia presenterà al congresso, l'ha detto chiaro e tondo di fronte alle telecamere di Rainews24 : «Se il Pdl dovesse abbandonare, credo che Letta potrebbe essere incaricato nuovamente a verificare una nuova maggioranza che non escludo possa essere formata».

E «le condizioni» evocate dalla deputata del Pd, naturalmente, rimandano a quella strana profezia in cui s'è cimentato ieri l'altro il suo compagno di partito Felice Casson, che sta al Senato: «Se Berlusconi rompe, un gruppetto più o meno grande di suoi senatori potrebbe smarcarsi...».

A Palazzo Chigi escludono qualsiasi operazione di «scouting» nel campo pidiellino. E la frase che Enrico Letta ripete a ogni pie' sospinto - «Non governo a tutti i costi» - significa anche che il presidente del Consiglio non ha alcuna intenzione di andare a convincere uno per uno i senatori berlusconiani a divincolarsi dall'abbraccio del «capo».

Ma è un fatto che, tra Pd e Pdl, qualcuno ha cominciato in anticipo a fare i conti col pallottoliere del Senato. Conti che non hanno nulla a che fare con il voto della Giunta per le elezioni, visto che la maggioranza che voterà a favore della decadenza di Berlusconi è granitica e inscalfibile. Conti che, piuttosto, rimandano alla ricerca in Aula di nuovi numeri per governare. In fondo, se Berlusconi staccasse la spina, basterebbero una ventina di senatori per far nascere un nuovo esecutivo con lo stesso premier uscente.

Già, Berlusconi. A cavallo di Ferragosto, l'ex premier ha sentito tutti i ministri. «Qualsiasi cosa decida di fare, prima ne parlerò con voi», è stato il messaggio-fotocopia recapitato ad Alfano e Quagliariello, a Lupi e alla De Girolamo. In cambio, da ciascuno di loro il Cavaliere s'è sentito confermare che - nel caso in cui da Arcore partisse l'operazione «fuori tutti» annuncerebbero immediatamente le dimissioni dall'esecutivo.

Nel pacchetto di mischia, qualcuno spera che i tempi del voto della giunta che deciderà sulla decadenza dell'ex premier vengano dilazionati e che la partita finisca ai supplementari. Ma tutti sanno che, a Palazzo Madama, potrebbe prima o poi maturare una svolta clamorosa. Sempre che, come profetizza il pd Nicola Latorre, «Berlusconi non faccia quello che io scommetto che farà». E cioè «dimettersi prima che la giunta per le autorizzazioni voti la sua decadenza». Confermando quindi una nuova fiducia, anche se «a tempo», al governo.

 

 

ENRICO LETTA E SILVIO BERLUSCONIBEPPE GRILLO IN SPIAGGIA - FOTO DA CHIBersani ANGELINO ALFANO Gaetano Quagliariello

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