CI VUOLE GRILLI PER TOGLIERE QUALCHE GRILLO DI PROPAGANDA A BUON MERCATO, MANCO FOSSERO BERLUSCONI, DALLA TESTOLINA DELLA FRIGNERO E DI AIRONE PASSERA – “RIDUZIONI DI TASSE E “PIANI PER LA CRESCITA”? IN CASSA NON C’E’ UN EURO! - OGGI AL CDM GRILLI SUGGERIRA’ A ELSA E CORRADINO DI ASTENERSI DA PROMESSE SENZA COPERTURA - IL GIALLO DEL PROVVEDIMENTO SUL CONFLITTO D’INTERESSI…

Alberto D'Argenio per Repubblica

Sarà un "seminario" sulla crescita. Vero. Non sono previste decisioni. Anche questo vero. Ma nell'atteso Consiglio dei ministri di oggi ci sarà altro. Certamente un confronto. Difficile dire se si trasformerà in scontro. Ma alla vigilia il nervosismo di alcuni ministri era palpabile. Per semplificare molto, lo schema è questo: Grilli contro tutti. O meglio, il ministro dell'Economia sarà costretto a chiamare i colleghi al rispetto del programma di risanamento dei conti pubblici imposto dalla crisi.

Dunque a bocciare le proposte troppo "costose". E soprattutto a chiedere ai colleghi di astenersi dal fare prodighe dichiarazioni su imminenti tagli delle tasse. Con il premier Monti che medierà. Da un lato sa bene che il rigore è imprescindibile. Ma è anche convinto che la crescita è condizione senza la quale il Paese non riparte.

Troppo facile indicare in Elsa Fornero il destinatario unico degli strali di Grilli. In realtà il discorso sarà più ampio. In un clima da brain storming ogni ministro porterà le proprie proposte per la crescita da agganciare al nuovo pacchetto per lo sviluppo di Passera (sarà approvato a tranche tra settembre e dicembre) e ci si confronterà su costi, coperture e benefici di ogni misura. Una riunione che si annuncia lunga e ricca di idee.

Eppure ieri la Fornero ha fatto sobbalzare molti colleghi quando ha chiesto il taglio del cuneo fiscale e ha annunciato un piano per i giovani. I primi fulmini sono partiti dal Tesoro. «Magari, peccato che di soldi per abbassare le tasse non ce ne siano», la reazione più diplomatica dei tecnici di Grilli. Con un ministro di primissimo piano che senza giri di parole aggiunge: «La sua è stata un'uscita estemporanea, anche al Tesoro non ne sapevano nulla e comunque di risorse per farlo non ce ne sono».

Idem sul piano per i giovani. Altro non è - ammettono persino dal ministero del Welfare - che una riproposizione mediatica del piano approvato dal ministro per la Coesione
Fabrizio Barca. Dunque nulla di nuovo, se non il fatto che per renderlo effettivo manca l'approvazione dei decreti attuativi. Ma nel governo si racconta che Grilli lo stesso stupore con cui ha accolto l'uscita della Fornero lo abbia riservato alle parole pronunciate da Passera lunedì scorso sempre dal meeting ciellino. Dove aveva espresso l'auspicio che si riuscissero a trovare risorse per tagliare le tasse.

Anche in questo caso dal Tesoro la reazione (ufficiosa) era stata piccata e si era fatto notare che di soldi per farlo purtroppo non ce ne sono. Con qualcuno che si spingeva a chiedersi perché Passera non si dedicasse ai suoi di dossier. D'altra parte i ministri che lavorano alla crescita, pur rimboccandosi le maniche, sono soliti ricordare che farlo senza un euro non è facile. E rinfacciano a Grilli di essere troppo timido sulle misure per l'abbattimento del debito.

Almeno uno dei pregi del governo è che le (spesso inevitabili) frizioni non deflagrano nei Cdm e soprattutto non emergono all'esterno, evitando così di danneggiare l'Italia sui mercati. Lasciando oltretutto margine a Monti di trovare sintesi come avvenuto proprio sul primo decreto sviluppo sul quale Passera e Grilli erano ai ferri corti per le coperture.

Capitolo a parte, la giustizia. Ieri alcune agenzie annunciavano misure contro corruzione e conflitto di interessi. Il primo dossier, in effetti, sarà presentato da Patroni Griffi. A Palazzo Chigi, invece, negano che ci sarà una discussione sul conflitto di interessi e assicurano di non essere a conoscenza di provvedimenti in maturazione su questa materia. Idem dicono negli altri ministeri di peso o teoricamente competenti. Un vero giallo.

 

gb40 viittorio grilli corrado passeraVITTORIO GRILLI GIURA DA NAPOLITANOCORRADO PASSERA PENSIEROSO FORNERO IN BIKINI CON IL MARITO DEAGLIOESTATE 2012: MONTI IN ENGADINA CON LA MOGLIE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?