stefano buffagni

AFFARI & POTERI A 5 STELLE – QUANTO SI AGITA STEFANO BUFFAGNI, L'UOMO DELLE NOMINE DI DI MAIO. ORA LANCIA “PROGETTO ITALIA 2030", PER METTERE ALLO STESSO TAVOLO, IN AUTUNNO, BANCHE, IMPRESE PRIVATE E PARTECIPATE – È UN MODO PER AVVICINARSI ALLE AZIENDE STATALI CON I VERTICI IN SCADENZA NEL 2020, COME ENEL, ENI E LEONARDO? CHI CI SARÀ NEL COMITATO STRATEGICO?

Alessandro Da Rold per “la Verità”

 

stefano buffagni

Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali con il pallino delle aziende partecipate, lancia un progetto ambizioso di sviluppo dell' Italia, non solo industriale ma anche sociale, sulla falsariga di quanto già visto negli Emirati Arabi Uniti con Dubai 2030: in sostanza un piano operativo con la creazione di un comitato strategico che coinvolga tutte le istituzioni per rilanciare di comune accordo il Paese nei prossimi dieci anni.

 

Stiamo parlando di Progetto Italia 2030, un' iniziativa che il deputato pentastellato sta portando avanti e di cui La Verità può anticipare i contenuti.

STEFANO BUFFAGNI LUIGI DI MAIO

 

Mercoledì c' è già stata una riunione per presentare l' idea alle più importanti aziende partecipate, da Cdp fino a Eni, Enel, Leonardo e Snam, insieme con istituti di credito come Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit e Banco Bpm.

 

La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro, dove saranno definiti i prossimi step. L' obiettivo è presentare i progetto tra ottobre e novembre, a Roma, nella cornice della Nuvola di Massimiliano Fuksas, durante una tre giorni di lavoro con tavoli tematici: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è ancora stato informato.

 

 

Saranno coinvolti sia esponenti della maggioranza sia quelli dell' opposizione e, a quanto trapela, il comitato strategico non avrà il marchio del Movimento 5 stelle né quello della Lega. Tanto che nella mente di Buffagni c' è l' idea di una turnazione annuale nel comitato strategico, che non dovrà essere influenzato dall' esecutivo in carica. Dovrà in pratica essere un veicolo capace di proseguire il lavoro senza influenze di tipo politico economico.

 

stefano buffagni giuseppe conte

Neppure il tempo di una seconda riunione che c' è già chi iniziato a muovere qualche appunto. Perché presentare questo progetto proprio alla fine dell' anno? Una mossa da campagna elettorale per le prossime politiche? Oppure un modo per avvicinarsi alle aziende statali che hanno i vertici in scadenza nel 2020, come Eni, Enel e Leonardo?

 

Il documento presentato ha un sottotitolo «Insieme per costruire il futuro: idee, progetti e risorse per il Paese». Gli obiettivi sono questi: «Italia 2030 è un progetto di sistema», si legge, «che si pone l' ambizioso obiettivo di fornire uno strumento di supporto unico ai policy makers e agli stakeholders economici e sociali nell' analisi dei cambiamenti di medio e lungo periodo che avranno impatto sul Paese nei prossimi anni e per consentire di identificare e implementare le giuste strategie per cogliere le opportunità offerte dal futuro, superando le principali criticità che potrebbero condizionarne il pieno dispiegamento delle potenzialità».

 

massimo casiraghi con stefano buffagni e danilo toninelli

In questo modo, «attraverso lo sviluppo dei driver per il futuro, sarà possibile disegnare l' Italia al 2030, con un' attenzione particolare rivolta alla Generazione Z - quella riconducibile ai nati tra il 1995 e il 2012 - che nel 2030 sarà chiamata a formare la classe politica manageriale e produttiva del Paese».

 

Non solo. «Il Progetto» è scritto nel documento «potrebbe dunque avere come output principale lo sviluppo di una strategia nazionale per lo sviluppo 2030 da presentare nelle massime sedi istituzionali (Parlamento, presidenza della Repubblica) e fatta di azioni concrete da mettere in campo nei prossimi anni».

stefano buffagni

 

Tra i temi da trattare, «le dinamiche demografiche, salute e cambiamenti sociali; le risorse naturali come driver della competitività e l' economia circolare; innovazione, intelligenza artificiale, ricerca scientifica e sviluppo della tecnologia; infrastrutture, connettività e digitalizzazione. Tema chiave trasversale dei lavori e delle riflessioni di Italia 2030 sarà lo sviluppo sostenibile declinato attraverso tutti gli argomenti e settori oggetto di approfondimento e coerentemente con gli impegni dell' Agenda 2030 dell' Onu».

 

stefano buffagni 1

La cornice istituzionale dovrebbe vedere la presenza di un patrocinio della presidenza della Repubblica e della presidenza del Consiglio e il coinvolgimento di alcuni dicasteri chiave quali Miur, Mise e Mit.

 

Di sicuro sarà molto interessante la composizione del comitato strategico. L' idea è quella di inserire nel board rappresentanti della Banca d' Italia, quelli delle banche italiane, di Confindustria, Istat, dipartimenti universitari, Cnr e imprese pubbliche e private. Accanto al comitato ci saranno altri tavoli di lavoro con esponenti della politica, l' ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l' ufficio di valutazione impatto (Uvi), come anche le autorità indipendenti, Consob, Garante della privacy, Agcom, Arera e Agcm.

 

Stefano Buffagni1

Il progetto sarà sottoposto anche alle associazioni di categoria, da Confindustria a Coldiretti. E persino a nomi dell' industria italiana. Tra gli invitati ci sono Fca group, Barilla, Ferrero, Luxottica, Danieli, Brembo, Dompè, Bracco, Zambon e molte altre. Alla fine di luglio saranno nominati i membri del comitato, a settembre ci sarà l' insediamento. Chi lo presiederà? C' è già chi scommette sulla nomina di Buffagni, ma i giochi non sono ancora fatti.

 

Stefano Buffagni e Toninelli

A destare qualche preoccupazione tra gli addetti ai lavori è poi l' eccessiva vicinanza di esponenti politici al mondo delle imprese, partecipate e private. Ma il progetto è ancora in fieri. In ogni caso il sottosegretario va veloce. Anche se riuscire a mettere allo stesso tavolo il mondo economico, politico e finanziario italiano, di questi tempi, non sarà di certo una passeggiata. Per di più ci avviciniamo alla stagione delle nomine nelle partecipate. Eni, Enel e Leonardo dovranno cambiare i consigli di amministrazione e con tutta probabilità gli amministratori delegati. Anche se c' è già chi ha chiesto di restare in sella.

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