“DIETRO LA STERZATA DI GIORGIA MELONI CHE HA ABBASSATO I DECIBEL DELLO SCONTRO CON LE TOGHE C’E’ IL FATTORE MARINA BERLUSCONI” – LA STAMPA: “TUTTI GLI INDIZI DELLA CONVERSIONE DELLA PREMIER PORTANO SOPRATTUTTO ALLA CAVALIERA E ALLA SUA INTERVISTA A ‘LA REPUBBLICA’. LA NARRAZIONE DI MARINA È "INNOVAZIONE" CONTRO "STATUS QUO", NON DESTRA CONTO UN NEMICO. ECCO: SCAVALCATA SU UNO SPARTITO DI BUON SENSO, GIORGIA MELONI CAMBIA REPENTINAMENTE REGISTRO. VEDIAMO QUANTO DURA. MA LA MORALE DELLA FAVOLA È CHE È SCESA IN CAMPO, TEMENDO UN'ALTRA DISCESA NELLO STESSO CAMPO”
DAGOREPORT
CIAK, SI CAMBIA
Alessandro De Angelis per “la Stampa” - Estratti
GIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
E dunque: le comparsate in tv, il lungo video di ieri, il comizio di giovedì prossimo a Milano. Era piuttosto prevedibile che Giorgia Meloni, alla fine, sarebbe stata costretta a esporsi in prima persona sul referendum.
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Ciak, si cambia. Giorgia Meloni appare serena, non ringhiosa, rassicurante come le cupole della Roma assolata che fanno da sfondo. Parla di "confusione", "polemiche", "slogan che hanno inquinato il dibattito", di una riforma che "non è contro i magistrati" ma un'occasione per modernizzare l'Italia e rendere la giustizia più giusta ed efficiente, anche se il suo guardasigilli e Giulia Bongiorno sostengono urbi et orbi che l'efficienza non c'entra (ma non suona bene sostenerlo).
LA PARTITA DEL CUORE NEL CENTRODESTRA - MEME BY SARX88
Il lungo intervento appare come un tentativo di correggere rotta e racconto, a proposito di polemiche e slogan inquinanti: lo stupratore algerino, i bambini del bosco, le sentenze sulle Ong di Carola Rackete e pure il "mercato delle vacche" e i "metodi mafiosi al Csm" (copyright Carlo Nordio). Quel video è esattamente ciò che avrebbe dovuto fare sin dall'inizio, ma la sterzata avviene solo ora.
C'entra certo il governo, da tenere al riparo dagli effetti del verdetto: difficile fischiettare dopo un Armageddon. Meglio abbassare i decibel. Ma, forse, tutti gli indizi della conversione – a pensare con malizia si fa peccato ma certe volte ci si indovina – portano soprattutto a Marina Berlusconi.
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 8
E probabilmente è questa la vera notizia che ci indica quale sia la competizione, sia pur tutta interna al centrodestra, che Giorgia Meloni teme di più. Già, andatevi a rileggere la lunga lettera scritta dalla Cavaliera il giorno prima a Repubblica.
Un'operazione politica raffinata sin dal giornale scelto e dai toni utilizzati. Lei, erede del principale protagonista del conflitto con le toghe, sul giornale che il Cavaliere bollava come l'impero del male, parla della riforma non come di una bandiera o di una vendetta storica nel nome del padre, ma col buon senso di chi offre un'occasione al paese, al di là dagli schieramenti.
La sua narrazione è "innovazione" contro "status quo", non destra conto un nemico. Ecco: scavalcata su uno spartito di buon senso, la premier cambia repentinamente registro. Vediamo quanto dura. Ma la morale della favola è che è scesa in campo, temendo un'altra discesa nello stesso campo.
IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI
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INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA SERA A MARINA BERLUSCONI 10 FEBBRAIO 2026
Marina Berlusconi
MARINA BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MARTA FASCINA
marina berlusconi
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 7