matteo salvini roberto vannacci

E TANTI SALUTI ALLA LEGA - A PONTIDA È STATA CERTIFICATA LA METAMORFOSI DEL CARROCCIO CHE, PER INSEGUIRE GIORGIA MELONI, E' DIVENTATO UN PARTITO DI ESTREMA DESTRA CON VANNACCI AL COMANDO – SALVINI LANCIA SLOGAN ANTI-EUROPEI E DICE NO ALL’ESERCITO COMUNE, MA A STRAPPARE GLI APPLAUSI PIÙ CONVINTI SONO LE SPARATE ANTI-IMMIGRATI DEL GENERALE –  PANARARI: “SALVINI, ASSAI BISOGNOSO DEL PACCHETTO DI VOTI VANNACCIANI, È COSTRETTO A INSEGUIRLO PER RIBADIRE LA SUA (AZZOPPATA) LEADERSHIP. IL PARADIGMA AUTONOMISTA DELLA LEGA ‘DOC’ E' SOTTERRATO PER ANDARE DIETRO A BANNON, MUSK, IL PUTINISMO E LA PACCOTTIGLIA COMPLOTTISTA"

1 - SALVINI, UN ANTIEUROPEO A PONTIDA "DIREMO NO ALL'ESERCITO COMUNE"

Estartto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025

La due giorni della Lega sul "sacro" pratone di Pontida si chiude così: annunci e promesse (come se il partito fosse all'opposizione) e sullo sfondo un dualismo destinato a diventare un tormentone nei prossimi mesi, tra Matteo Salvini e il vice Roberto Vannacci.

 

Col primo insidiato a destra dal secondo, e allo stesso tempo puntellato però dalla parte federalista del partito. È risuonata forte dal palco la "voce del Nord". Quella di Attilio Fontana, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Massimiliano Romeo, Riccardo Molinari, Roberto Calderoli. Ognuno di loro ha ribadito che l'autonomia dei territori deve rimanere il valore fondativo del Carroccio.

 

MATTEO SALVINI A PONTIDA 2025

Il Salvini di lotta e di governo ammonisce: «L'Italia è contro la guerra e noi non manderemo mai i nostri figli e i nostri nipoti a combattere e a morire in Ucraina, mai un esercito comune Ue». Agli alleati del centrodestra chiede che le grandi banche contribuiscano a un piano casa e di estendere la flat tax a tutti i lavoratori.

 

Poi annuncia che una nuova adunata per il 14 febbraio, «la più grande manifestazione che si ricordi per la difesa dei valori, diritti e confini e libertà della civiltà occidentale». Si tratterà di un qualcosa sulla falsariga di "Unite the Kingdom" a Londra, quando in migliaia giorni fa, su appello dell'attivista di estrema destra Tommy Robinson, scesero in piazza per fare da contraltare ad un evento promosso dagli antirazzisti.

 

roberto vannacci pontida 2025 1

L'ex generale aveva poco prima invocato la "remigrazione", parola d'ordine dell'estrema destra continentale. Cioè rimandare a casa con la forza «coloro che non si integrano e non rispettano i nostri valori», perché «non ci rassegniamo alla società meticcia».

[…]

 

Tra le proposte dell'eurodeputato, anche quella di insegnare giuramento di Pontida ed esperienza della X Mas — gruppo militare che perseguitò i partigiani ai tempi della Repubblica sociale — nelle scuole.

 

L'ospite internazionale principale è stato il francese Jordan Bardella: «Una battaglia che ci unisce è la libertà di espressione che è il cuore della civiltà occidentale che prevede verità e democrazia, ma oggi quella libertà è minacciata e in Europa si può rischiare la vita per una vignetta o per aver criticato l'islamismo radicale», dice il presidente del Rassemblement National.

 

pontida 2025 1

La partecipazione numerica, rispetto agli anni scorsi, è stata decisamente contenuta. L'effetto ottico del minor afflusso di militanti è stato mitigato dalla presenza in mezzo al pratone del gazebone una volta posto di lato. Molto in voga, oltre a quelle di Charlie Kirk, le numero 10 in stile calcistico col nome Salvini: anche perché l'organizzazione le ha distribuite gratuitamente.

 

Da registrare la firma di Umberto Bossi (da remoto, ovviamente, visto il suo stato di salute) sulla Carta della Lombardia, il documento federalista preparato da Romeo e firmato da centinaia di persone. E anche una scritta apparsa sulla strada tra i mezzi della giovanile del partito, con la bomboletta verde: "Leghisti, mai fascisti".

 

Flebile protesta contro la vannaccizzazione del partito. Le voci critiche nei giorni scorsi hanno ricevuto il tassativo ordine di Salvini: basta polemiche pubbliche. Tiene il punto, giusto un po', solo Zaia. A chi gli ha chiesto se Vannacci sarà la Lega dei prossimi dieci anni, ecco la replica: «Perché dovrebbe esserlo? In Lega abbiamo un sacco di persone in gamba, i segretari si scelgono nei congressi...».  […]

 

2 - MA IL CAPITANO INSEGUE UN CARROCCIO CHE NON C’È PIÙ

Estratto dell’articolo di Massimiliano Panarari per “la Stampa”

 

matteo salvini pontida 2025 4

L'ultima Pontida leghista. Nel senso che la Lega (quella del "brand" Nord) è stata archiviata da parecchio, con buona pace di quei militanti che vogliono continuare a credere che, tutto sommato, si mantenga una continuità col partito creato dal Senatur.

 

Ma pure quella salviniana è stata ormai sostituita dalla neo-organizzazione ogm - un po' partito, un po' associazione, un po' movimento - di Roberto Vannacci. Del resto, "Generale" conta più di "Capitano", con il secondo che è dovuto rientrare in fretta e furia sul pratone della kermesse, nonostante gli accertamenti clinici a cui si era sottoposto per una colica renale [...]

 

roberto vannacci pontida 2025 6

E sebbene siano stati spostati gli striscioni de Il mondo al contrario, che i fedelissimi del generalissimo avevano deposto ai piedi del palco, la vannaccizzazione della fu "Lega per Salvini premier" appare un processo irreversibile.

 

Non costituisce ancora il suo partito personale ma, a suon di preferenze nelle ultime Europee, Vannacci ne è già l'azionista di maggioranza. L'inveramento della metamorfosi nazionalpopulista in un partitello di estrema destra, satellite italico dell'Internazionale sovranista tra la Washington trumpista, il Cremlino e la costellazione dei Patrioti eurofobici - come conferma, da ultimo, anche la frase vannacciana sul «dobbiamo essere gli eredi di Kirk».

 

Con Salvini assai bisognoso del pacchetto di voti vannacciani e costretto, anche fisicamente, a inseguirlo per tentare di ribadire la sua (azzoppata) leadership, al punto da essersi infilato a piè pari in una sorta di "dilemma del prigioniero" nominando l'ex parà a cui piacciono la Decima e il karaoke - due nuovi tratti identitari - come vicesegretario.

 

pontida 2025 6

E, infatti, l'agenda ideologico-propagandistica di Vannacci è molto chiara (oltre che nerissima): sfacciata, aggressiva e di ultradestra, e rappresenta una fotocopia del discorso reazionario «russamericano», a partire dalle guerre culturali, dall'autoritarismo e dall'hate speech spacciato per libertà d'espressione, con l'aggiunta qua e là delle strizzate d'occhio al regime mussoliniano e al neofascismo per intercettare settori dell'elettorato meloniano.

 

Mentre la Lega "doc" si presentava come la formazione macroregionale del Settentrione d'Italia, con un software politico che stava tra Gianfranco Miglio e Carlo Cattaneo (seppur molto tirato per la giacchetta); e va ricordato per l'ennesima volta che Umberto Bossi, che del discorso d'odio abusava ampiamente pure lui, non transigeva però sull'antifascismo [...]

 

pontida 2025 7

Ecco quella Lega, con le sue specificità e la caratteristica di partito più antico post-Prima Repubblica, oggi non c'è più. Un paradigma politico autonomista su cui è stata costruita una classe di governo locale di esperienza (da tempo silente e incapace di opporsi), appare totalmente sotterrato per andare dietro a Bannon, Musk, il putinismo e tutta la paccottiglia complottista e antivaccinista che alimenta i neopopulismi e l'alt-right.

 

E, di sicuro, non basta dichiararsi nazionalisti per essere rappresentativi di una cultura politica patriottica, né - dati elettorali alla mano - per tornare a essere competitivi con FdI.

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