“TRE ENERGUMENI CI HANNO PICCHIATO GRIDANDO ‘WELCOME TO ISRAEL’. IO HO PRESO UN PUGNO NELL’OCCHIO E CALCI SULLE GAMBE, LO STESSO È STATO FATTO ANCHE SU RAGAZZINI, DONNE E ANZIANI, UNA COSA SCHIFOSA” - IL PARLAMENTARE M5S DARIO CAROTENUTO A “UN GIORNO DA PECORA” RACCONTA COME GLI ATTIVISTI DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA SIANO STATI FERMATI E PICCHIATI DAGLI ISRAELIANI: “CI HANNO UMILIATI, FACENDOCI SPOGLIARE PER PRENDERE FREDDO E POI PER MANDARCI IN UN CONTAINER, UNA PANIC ROOM. HO AVUTO PAURA DI MORIRE. STO LEGGENDO MOLTE DICHIARAZIONI DA PARTE DEL GOVERNO MA SERVONO I FATTI, LE SANZIONI, SENNÒ QUESTI...” - VIDEO
Il parlamentare M5S Dario Carotenuto, ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, oggi ha raccontato l’abbordaggio e il sequestro della marina militare israeliana subito come tutti coloro imbarcati sulle navi della Global Sumud Flotilla. “Per me è un momento difficile, e’ complicato anche solo ricordare quanto avvenuto. Gli israeliani sono arrivati alla nostra barca con tre motoscafi veloci militari armati di tutto punto, con un dispiego di forze impressionante”, ha esordito il deputato parlando con Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
“Poi ci hanno costretto a salire sui loro gommoni e portato su una nave, dove ci hanno scaraventati a terra, bendati e legati. Io ho le ginocchia frantumate, ci hanno messo in posizioni scomodissime, come su di una balaustra di un centimetro, di traverso, con le mani legate, per poi tradurci su una nave-carcere”.
Poi cosa è avvenuto? “Ci hanno umiliati, facendoci spogliare per prendere freddo e poi per mandarci in un container, una panic room, dove, al buio, tre energumeni ci hanno picchiato gridando ‘Welcome to Israel’. Io ho preso un pugno nell’occhio e calci sulle gambe, lo stesso è stato fatto anche su ragazzini, donne e anziani, una cosa schifosa”. Lei aveva spiegato di essere un parlamentare? “Certo – ha detto Carotenuto a Un Giorno da Pecora -, gli ho mostrato il passaporto diplomatico poco prima di entrare nella panic room. Non c’è stata nessuna reazione, anzi mi hanno spogliato per farmi stare al freddo”. Qual è stato il momento in cui ha temuto di più per la sua incolumità?
“Ad un certo punto mi hanno chiamato, col numero che mi avevano assegnato, chiedendomi di avanzare verso di loro mentre stavano coi mitra spianati. A quel punto, ci hanno chiesto di girarci di spalle dandoci la sensazione che ci stessero per sparare. Siamo stati così, terrorizzati, non so per quanto tempo. Sono sincero - ha ammesso a Rai Radio1 -, ho avuto paura di morire”. Dopo quello che ha vissuto, cosa si sente di dire? “Che sto leggendo molte dichiarazioni” da parte del governo “che vanno bene ma servono i fatti, le sanzioni da tutto il mondo, sennò questi non si fermeranno”.



