donald trump unione europea

TRUMP MANDA L’EUROPA ALLA DERIVA – STEFANINI: “L'EUROPA STENTA A TROVARE SPAZIO FRA I TRE MONDI DELLA POLITICA ESTERA DI TRUMPIANA: MEDIO ORIENTE, ASIA, AMERICHE. GLI USA DI TRUMP SI PROIETTANO DOVE CI SONO AFFARI DA FARE E SOLDI DA GUADAGNARE (ANCHE IN FAMIGLIA), POCHI DA NOI, CHE PER SOSTENERE KIEV NON ABBIAMO DI MEGLIO CHE INDEBITARCI (ULTERIORMENTE)” – “CON DONALD AL TIMONE LA DERIVA CONTINENTALE HA RIPRESO IL SOPRAVVENTO…”

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

donald trump europa

Dopo le ovazioni in Medio Oriente, il Presidente americano riscuote i plausi asiatici mentre minaccia nemici e premia amici nelle Americhe. L'Europa resta periferica, fonte di problemi intrattabili.

 

L'Internazionale Trump vola invece sulle ali del successo. "The Donald" si attende ora di coronarlo nell'incontro bilaterale con Xi Jinping a Seoul giovedì, ultima tappa asiatica, a margine del vertice Apec. […]

 

Un'intesa con Xi Jinping chiuderebbe il cerchio che ha visto Donald Trump indiscusso protagonista mondiale in appena nove mesi di seconda presidenza. Manca ancora, almeno per ora, la sfuggente pace fra Russia e Ucraina.

 

URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK

L'Europa stenta a trovare spazio fra i tre mondi della politica estera di trumpiana: Medio Oriente, Asia, Americhe. Gli Usa di Donald Trump si proiettano dove ci sono affari da fare e soldi da guadagnare (anche in famiglia) – pochi da noi, che per sostenere Kiev non abbiamo di meglio che indebitarci (ulteriormente).

 

La politica estera di Donald Trump continua, e continuerà, ad essere dominata dall'istinto e dalla versatilità di posizionamenti, vedi altalena (non finita) con Vladimir Putin. Tuttavia, emerge ormai la visione di dove vuole arrivare e di come: premiando l'efficacia sull'ortodossia.

 

donald trump e l'emiro sheikh tamim bin hamad al thani 5

[…] Trump parte accantonando per ora Ucraina e dialogo con Putin […] ma si ferma nel Golfo. […] In Qatar, con l'Emiro Al-Thani che gli rende visita sull'Air Force One, Trump da un doppio segnale: di voler puntellare il suo intero piano di pace, non solo il cessate il fuoco a Gaza; di privilegiare il Golfo e, in particolare Doha.

 

Perché il Qatar gli ha regalato il prossimo Air Force One o perché è l'attore che ha più influenza su Hamas? Comunque, Gerusalemme è avvertita. Gli Usa hanno anche altri amici nel quartiere.

 

DONALD TRUMP VS XI JINPING

Nelle capitali asiatiche, prese nella morsa Cina-Usa, Trump consolida le posizioni americane nei confronti di quelle di Pechino con qualche ramoscello d'olivo commerciale, incassa la mediazione di un'altra "pace" (Thailandia e Cambogia) a fini Nobel 2026 e, con grande tempismo, stabilisce subito un rapporto diretto con la nuova premier giapponese Sanae Takaichi, fresca di nomina.

 

Di qui Trump passerà all'appuntamento più importante, con il Presidente cinese, da cui dipende il bilancio dell'intero viaggio. La posta in gioco è semplicemente: guerra o compromesso commerciale fra le due maggiori economie mondiali?

 

javier milei con donald trump

Trump ha scoperto che la Cina è un osso duro; ha una capacità di ritorsione che l'Europa o altri partner commerciali non possiedono.

 

I lineamenti di un accordo sono tracciati; dazi americani più bassi, allentamento delle restrizioni cinesi sull'esportazione di terre rare – sperando erga omnes per beneficiarne anche in Ue – ripresa degli acquisti cinesi di soia.

 

L'intera economia mondiale tirerebbe un sospiro di sollievo. Ieri, anticipando l'intesa, la borsa giapponese era schizzata oltre la soglia di 50.000.

 

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

Forte dell'amicizia senza limiti con Xi, dalla lontana Mosca Vladimir Putin farà il tifo per un accordo sino-americano che non tocchi gli interessi russi.

 

A passeggio fra Golfo e Mar cinese, Trump metteva anche in atto una politica delle Americhe volta ad affermare il predominio continentale Usa sia a Nord che a Sud. Dazi al Canada per avere, pur autenticamente, citato un Ronald Reagan anti-protezionismo – il confinante Canada di Mark Carney, liberale, con politiche sociali avanzate, è una spina nel fianco di Maga; spiegamento di forze avio-navali senza precedenti nelle acque dei Caraibi con malcelata minaccia di diretto intervento in Venezuela – non si muovono portaerei senza intenzione di usarle; sanzioni contro il Presidente colombiano, Gustavo Petro, reo di critiche agli affondamenti di imbarcazioni sospette di narcotraffico.

 

donald trump al thani

Mentre invece il Presidente argentino, Javier Millei, riceve dagli Usa una boccata d'ossigeno finanziaria di 40 miliardi di dollari; a condizione che il suo partito vincesse le elezioni legislative di domenica, aveva premesso Trump. Domenica le urne gli hanno dato ragione.

 

A Washington si invoca apertamente una nuova dottrina Monroe. Ultimamente senza più menzionare la Groenlandia ma Mette Frederiksen, Primo Ministro danese, non dorme sonni tranquilli.

 

Né li dovrebbero dormire gli altri leader europei con un Presidente americano, del quale hanno bisogno ma del quale non possono fidarsi, e che li preferisce divisi anziché uniti. Fa bene Giorgia Meloni a invocare l'unità delle due sponde dell'Atlantico – dirlo è buona politica. Purtroppo, suona sempre più come un vecchio disco di vinile rotto. Con Donald al timone la deriva continentale ha ripreso il sopravvento.

donald trump europadonald trump e l'emiro sheikh tamim bin hamad al thani 3DONALD TRUMP CONTRO L EUROPA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)