UN’EUROGRANA PER L’ARMATA BRANCAMELONI – È UN CASO IL VIA LIBERA DELL’EUROPARLAMENTO ALLA DIRETTIVA UE ANTICORRUZIONE, CHE DEFINISCE “REATO GRAVE” L’ABUSO D’UFFICIO”, CANCELLATO DA NORDIO NEL 2024 – PER LE OPPOSIZIONI L’ESECUTIVO È COSTRETTO A REINTRODURRE IL REATO PER UNIFORMARSI AL DIRITTO EUROPEO. PER LA MAGGIORANZA, INVECE NON CAMBIERÀ NULLA. TANTO CHE ANCHE FDI HA VOTATO A FAVORE – LA VERITÀ? NEL TESTO È SCRITTO CHE “GLI STATI MEMBRI POSSONO LIMITARE L'APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO SULL’ABUSO D'UFFICIO A DETERMINATE CATEGORIE DI PUBBLICI UFFICIALI”
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
Il Parlamento europeo ha dato il suo via libera definitivo alla nuova direttiva Ue anticorruzione che stabilisce una serie di reati comuni da introdurre in tutti gli Stati membri, definendo pene minime.
Per l'Italia, l'aspetto più controverso riguarda la definizione del reato di abuso d'ufficio, che il governo Meloni ha abolito nel 2024. Secondo le opposizioni, si tratta di uno "schiaffo" che obbligherà l'esecutivo a reintrodurre il reato per uniformarsi al diritto europeo. Secondo i partiti di governo, invece, non cambierà nulla.
Tanto che tutti gli eurodeputati italiani di maggioranza e di opposizione – fatta eccezione per l'ex leghista Roberto Vannacci – hanno votato a favore della direttiva. Chi ha ragione?
La risposta va trovata nell'articolo 11 della direttiva. Secondo il testo, «gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che almeno alcune gravi violazioni della legge commesse da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni – sia attraverso un atto sia mediante omissione – siano punite come reato penale, quando commesse intenzionalmente».
Ma la frase-chiave, sulla quale punta l'Italia, viene dopo: «Gli Stati membri possono limitare l'applicazione del presente articolo a determinate categorie di pubblici ufficiali». [...]
Trattandosi di una direttiva e non di un regolamento, gli Stati hanno ampi margini di manovra per recepirla nel proprio ordinamento giuridico. Spetterà poi alla Commissione stabilire se la normativa nazionale sia in linea con il diritto Ue e, in caso contrario, aprire una procedura d'infrazione. Di certo i tempi sono lunghi [...]
La versione della direttiva approvata in via definitiva è molto meno rigida di quella che era stata presentata dalla Commissione europea nel maggio del 2023. Il testo proposto dall'esecutivo guidato da Ursula von der Leyen prevedeva esplicitamente l'abuso d'ufficio tra i reati "minimi" da introdurre in tutta l'Ue.
All'epoca, il reato era ancora in vigore, ma la riforma del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, era già in cantiere. Tanto che, nel luglio del 2023, la Camera dei Deputati aveva approvato un parere della commissione Politiche Ue che contestava la direttiva Ue, considerandola «troppo invasiva». Successivamente, la riforma Nordio ha effettivamente abolito il reato. [...]
Nella formulazione finale, resta l'obbligo di avere nel proprio ordinamento una serie di reati, come la corruzione nel settore pubblico e in quello privato, l'approvazione indebita, l'ostruzione della giustizia, il traffico di influenze, l'esercizio illecito di funzioni, l'arricchimento illecito legato alla corruzione, l'occultamente e la corruzione nel settore privato.
Ma l'Italia è riuscita a far passare le modifiche che di fatto danno più margini di manovra ai governi sull'abuso d'ufficio. La formulazione è sopravvissuta anche ai negoziati con l'Europarlamento, che si sono conclusi nel dicembre del 2025, e così ieri è arrivato il via libera con un'ampia maggioranza: 581 gli eurodeputati a favore, 21 i contrari e 42 gli astenuti. [...]
Le parole della spagnola, esponente dei socialisti, hanno aizzato i partiti di opposizione. «Una Caporetto per Nordio e Meloni» dice il Pd, mentre per il leader M5S Giuseppe Conte si tratta di «un'altra batosta» dopo la sconfitta al referendum.
Giuseppe Busìa, presidente dell'Autorità anticorruzione auspica che «il recepimento della direttiva sia l'occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio».
Sulla vicenda, seppure in maniera neutra, è intervenuto anche il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, dicendo che «la politica sarà chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea».







