roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni norberto de angelis

“VANNACCI È UN TRADITORE” – NORBERTO DE ANGELIS, FONDATORE ED EX PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “MONDO AL CONTRARIO”, PUNTA IL DITO CONTRO IL GENERALE: “IL SUO VERO OBIETTIVO LO HA GIÀ RAGGIUNTO: LA FAMA, IL POTERE, E I SOLDI. INIZIALMENTE MIRAVA A FDI, QUANDO ERA A MOSCA AVEVA RAPPORTI CON UN ONOREVOLE VICINO A GIORGIA MELONI, CHE NON VOGLIO CITARE” – “NON SONO LEGHISTA, LUI E SALVINI SI SONO SERVITI L’UN CON L’ALTRO, MA CERTAMENTE VANNACCI SI È COMPORTATO COME UN TRADITORE. SE IL SUO PARTITO ANDRÀ BENE E IL CENTRODESTRA VINCERÀ LE ELEZIONI DIVENTERÀ MINISTRO. POI HA GIÀ UNA PENSIONE D’ORO DALL’ESERCITO, UN SUPER STIPENDIO DA EUROPARLAMENTARE...”

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

Norberto De Angelis

Norberto De Angelis è stato fondatore e poi presidente del Mondo al contrario fino alla fondazione di Futuro nazionale. Ma soprattutto è amico di lunga data di Roberto Vannacci. O meglio, era. E in questa intervista a Repubblica vuota il sacco, anche con un po’ di dolore.

 

[…] campione di football americano con la nazionale, uno dei più forti giocatori in Europa, a 28 anni un brutto incidente d’auto avvenuto in Africa, dov’era per una missione umanitaria, lo ha lasciato sulla sedia a rotelle.

 

Non si è mai dato per vinto: da disabile ha attraversato in handbike gli Stati Uniti, da Chicago a Los Angeles, un record. Poi è stato campione italiano di danza sportiva in carrozzina.

 

[…] Partendo da lontano: come si è conosciuto con Vannacci?

Fabio Filomeni Norberto De Angelis Roberto Vannacci

«Fu nel 1970-71, i nostri padri erano ufficiali dell’Esercito nella stessa caserma di Ravenna».

 

Che rapporto avete coltivato nel tempo?

«Un rapporto vero, fatto di amicizia e famiglia. Noi fratelli e i suoi siamo cresciuti insieme, condividendo estati, vacanze e altro».

 

Politicamente lei come si definiva e definisce?

«Sono un uomo di destra moderata, ma ho sempre votato le persone che stimo, non le bandiere. Anche un sindaco di sinistra, quando l’ho ritenuto valido».

 

roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia

Vannacci invece è sempre stato di destra?

«Sì, credo di sì, non era il solo nella sua famiglia ad essere fortemente di destra».

 

Poi è uscito il famoso libro: lo sapeva?

«Certamente. Me ne parlò personalmente a casa mia già nel 2022».

 

Quando esce cosa succede?

«Il 15 agosto 2023 mi scrisse chiedendomi un giudizio sincero sulla sinossi. Gli dissi che mancava di pathos, ma che avrebbe scosso il “politically correct”, ed era proprio ciò che voleva. Dopo i primi articoli e le parole del ministro Crosetto, però, la sua sicurezza vacillò e mi chiese aiuto.

 

Contattai subito Fabio Filomeni e fondammo il primo comitato del Mondo al contrario dicendogli: “Guarda che contenitore ti stiamo costruendo”».

 

Vannacci aveva già chiaro che voleva passare in politica?

Norberto De Angelis

«Assolutamente sì. Nel 2019 prima del suo incarico a Mosca, creai, con miei amici imprenditori il “Progetto Italia”, per promuovere le eccellenze italiane all’estero. Attraverso quel progetto iniziò a entrare in contatto con ambienti politici.

 

Il punto dieci del programma di governo Meloni sul made in Italy l’ho scritto io. Dopo il rientro anticipato dalla Russia, mi confidò nel dicembre 2022 che stava scrivendo un libro con l’obiettivo preciso di raccogliere consenso e arrivare al parlamento europeo».

 

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

Mirava a FdI?

«Inizialmente sì, quando era Mosca aveva rapporti con un onorevole vicino a Giorgia Meloni, che non voglio citare».

 

Gli slogan sulla Decima Mas a lei piacevano?

«Rispetto ogni gesto di eroismo e sacrificio verso la Patria, specie se decorati al valor militare. Ma non amo quando certi simboli vengono strumentalizzati».

 

Lei lasciò già una volta la presidenza del Mondo al contrario: perché?

Norberto De Angelis

«Avevo creato il primo Mac come associazione culturale. Quando vidi che stava diventando altro, prendendo derive che non sentivo mie e avvicinandosi a figure troppo estreme, preferii allontanarmi. Poi Vannacci mi richiamò nel 2025 chiedendomi di fare il presidente del ricostituito Mac.

 

Accettai con entusiasmo, ma col tempo capii di essere diventato solo una figura formale. Le scelte venivano fatte altrove, spesso senza nemmeno informarmi. Alla cena di Parma del 12 dicembre 2025 dissi chiaramente che non avrei più fatto il “presidente burattino”.

 

Eppure, sotto la mia presidenza, il Mac raggiunse i risultati migliori dalla sua nascita. Avevo chiesto a Vannacci una cosa semplice: non affidare il mio futuro a persone sconosciute non di mia fiducia. Sono rimasto inascoltato».

 

MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025

Poi c’è la rottura con la Lega da parte di Vannacci: era al corrente del nuovo partito?

«Avevo sentito voci affidabili, ma nulla di ufficiale. Il 13 dicembre glielo chiesi direttamente e lui mi negò tutto. Col senno di poi, mi disse una cosa non vera. Per me fu la fine della fiducia in lui. Ancora il 25 gennaio scorso, durante un evento a Parma, continuava a smentire ciò che poche ore dopo sarebbe diventato pubblico. Non sono leghista, lui e Salvini si sono serviti l’un con l’altro, ma certamente Vannacci si è comportato come un traditore».

 

Cosa pensa del politico Vannacci oggi?

«Penso che oggi insegua più il consenso che i valori. Parla di meritocrazia, ma attorno a lui vedo persone che non hanno portato risultati concreti. Anzi, Toscana docet. E soprattutto noto una cosa a mio avviso grave: non gli sono rimasti accanto gli amici di prima del libro. E senza rapporti umani autentici è difficile costruire una politica credibile. L’adesivo “Negozio Italiano”, poi, lo credo assurdo».

 

roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi

E della persona Vannacci che idea si è fatto dopo tutti questi anni?

«È un uomo intelligente, freddo, estremamente sicuro di sé. Ha dimostrato di essere un comunicatore molto abile e un lavoratore instancabile».

 

Lo rivoterà?

«No. Ovviamente lui dirà di me “me ne frego e vado avanti”. Io rispondo amen».

 

Ha capito qual è il suo obiettivo?

«Credo che il suo vero obiettivo lo abbia già raggiunto».

 

La fama?

«Quella, il potere, e i soldi: se il partito andrà bene e il centrodestra vincerà le elezioni diventerà ministro. Poi ha già una pensione d’oro dall’esercito, un super stipendio da europarlamentare. Penso sia l’unico politico che in campagna elettorale ha fatto soldi invece di metterceli». […]

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

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