VI PRESENTO NIGEL: “LE DONNE SONO INFERIORI, I GAY MALATI” - FARAGE, IL SIMPATICO CAZZONE DA PUB CHE HA CONQUISTATO LA MIDDLE CLASS INGLESE E IL LATO MAL-DESTRO DI BEPPE GRILLO - “L’ITALIA È UNA COLONIA TEDESCA”

VIDEO - L'INTERVISTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE A NIGEL FARAGE DEL 5 AGOSTO 2013: L'ITALIA È UNA COLONIA DELLA GERMANIA

 


1. «DONNE INFERIORI, I GAY SONO MALATI». ECCO A VOI FARAGE, L'ALLEATO DI GRILLO
Lanfranco Palazzolo per "Il Tempo"

L'unico alleato di mr. Vaffa. Regolamenti europei alla mano, se il MoVimento di Grillo non trova in Europa un gruppo di partiti affini è destinato ad alimentare la muffa tra gli scranni europei. Così il principale alleato che i grillini pensano di intercettare è Nigel Farage, leader dell'UKIP, formazione politica meglio nota come Partito per l'indipendenza del Regno Unito.

Il suo leader è noto per i suoi metodi disinvolti nella gestione del potere e delle persone. Lo scorso anno è stato accusato di aver messo nel suo staff sua moglie e anche la sua ex amante. Una sua ex eurodeputata, tale Nikki Sinclair, lo ha pubblicamente accusato di aver trasformato il suo staff nel suo harem: «Con la disoccupazione che c'è in Europa e nel Regno Unito, Farage crede che sia un buon uso dei soldi dei contribuenti avere alle proprie dipendenze non solo la moglie Kirsten ma anche l'ex amante Annabelle Fuller?», gli ha domandato polemicamente l'onorevole Sinclair durante una seduta plenaria al Parlamento europeo.

Durante l'ultima campagna elettorale per le elezioni europee, Farage ha lanciato una serie di manifesti contro gli immigrati in Gran Bretagna nei quali viene raffigurato un operaio inglese mentre fa l'elemosina. Qualche giorno dopo l'affissione di questo manifesto si è scoperto che l'operaio raffigurato è un attore irlandese da anni immigrato in Gran Bretagna, tale Dave O'Rourke.

Agli occhi degli inglesi Farage è apparso come un bugiardo perché dichiara di aver utilizzato per quello e altri manifesti esclusivamente militanti dell'UKIP. Ma O'Rourke lo sputtana immediatamente dalle colonne di «Star Now», il «Variety» dei poveri: «Lavoro duro come attore e mi impegno sempre in tutti i ruoli. Anche in quello dell'operaio inglese».

Ma il suo partito è pieno di personaggi pittoreschi e assurdi. Per questa ragione lo hanno già scaricato in molti. Se ne sono andate la eurodeputata Nikki Sinclair, lo ha abbandonato anche un'altra europarlamentare, Marta Andersen. In compenso, Farage si è tenuto David Silvester. Questo esponente politico dell'UKIP ha detto che le inondazioni che hanno travolto lo scorso anno il Regno Unito «sono la punizione divina per la legalizzazione dei matrimoni gay».

Gerard Barten, altro europarlamentare fedelissimo a Farage, vuole introdurre un codice di comportamento per i cittadini di religione musulmana. Ma la galleria della classe dirigente dell'UKIP non finisce qui. Godfrey Bloom ha dichiarato che le donne «sono sgualdrine che non puliscono mai dietro il frigo» e ha bollato i Paesi in via di sviluppo come «bongo-bongo lands». E sulle donne c'è un'altra frase choc di Nigel Farage: «Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità».

E ancora. Alle elezioni per il rinnovo della Camera dei Comuni nel 2010 aveva presentato un manifesto, poi tragicamente rinnegato, in cui chiedeva di mettere un tetto ai giocatori stranieri nella Premier League «per fermare il declino». La reazione dei tifosi inglesi di tutte le squadre non è stata proprio «british». E Farage è stato costretto a fare marcia indietro. Anche in queste elezioni europee Farage ha collezionato un mucchio di figuracce oltre quella dell'operaio irlandese.

Pochi giorni prima del voto ha fatto distribuire un volantino nel quale viene pubblicata una foto di soldati inglesi uccisi durante la Prima guerra mondiale in Francia con questa scritta: «Hanno combattuto per mantenere la Gran Bretagna libera dal controllo e dalle invasioni straniere». Una strumentalizzazione fuori contesto che ha mandato su tutte le furie il ministro della Difesa Andrew Murrison, che ha definito quella immagine come «nauseante».

Qualche giorno fa Dave Small, consigliere comunale dell'UKIP a Redditch, è stato cacciato perché ha paragonato l'immigrazione musulmana alla «tubercolosi». Tra Grillo e Farage ci sono delle analogie. Anche Farage minaccia di fare la sua «marcia su Roma»: «Ora - ha detto dopo le elezioni - un esercito di popolo marcerà anche verso il palazzo di Westminster. E diventeremo l'ago della bilancia della politica inglese». Ma da qui al voto delle politiche del 2015 dovrà scorrere ancora parecchia acqua sotto il Tamigi.


2. L'ITALIA VISTA DA FARAGE: UNA COLONIA DELLA GERMANIA
Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

Era il 5 agosto 2013, Europee ancora lontane. E Nigel Farage già guardava con un certo interesse a Beppe Grillo. Tanto da concedergli sul blog una lunga e interessante intervista. Domanda: in Italia il M5S vorrebbe promuovere un referendum sull'euro, è una soluzione rischiosa? Risposta del leader Ukip: «Quando sento che il Movimento 5 Stelle crede che si debba chiedere alle persone cosa pensino posso solo dire: Urrà! Urrà! Bene! I nostri politici impongono il loro volere su di voi in Italia, su di me nel Regno Unito e guarda che disastro hanno combinato».

Forse era passata inosservata o era stata sottovalutata. Così, quando pochi giorni fa Nigel Farage, fresco di trionfo in patria, si è preso il gusto di esternare il suo desiderio di incontrare e «scoprire» Beppe Grillo perché «possiamo avere molte cose in comune» ha detto una piccola bugia. Per carità, comprensibile, da quel politico consumato che è: però, lui Beppe Grillo lo conosceva già bene. Eccome: quella intervista è un ammiccamento, è una prova generale di ipotetiche «larghe intese» fra partiti e movimenti antieuropeisti.

Il Nigel Farage-pensiero trova, il 5 agosto 2013, un palcoscenico nuovo: l'orizzonte comunicativo dell'ex seguace di Margaret Thatcher è limitato ai pub della campagna inglese. E si capisce. Il suo elettorato, ha ammesso di recente, è prevalentemente «middle class, 65% sopra i 55 anni, 35% sotto».

Il ceto medio del pub, appunto, da conquistare col «pinta a pinta». Ma c'è sempre una prima volta per esplorare altre terre di conquista. Allora Nigel Farage si concede al popolo di internet, addirittura al popolo grillino. E così fa mostra di ragionamenti e prospettive alla ricerca di una sponda, e non da poco, in Italia.

Il cavallo di battaglia, ovvio, è l'Europa. «Io non voglio gli Stati Uniti d'Europa. Voglio un'Europa di singoli Stati nazionali sovrani». Questa, invece, è «un'Europa totalitaria», i tedeschi sono i padroni e l'Italia ha un governo (Letta, all'epoca) fantoccio, è «una colonia della Germania» (lo aveva già urlato nell'aula del Parlamento di Strasburgo nel 2011 e 2012).

Nigel Farage ha una sua interpretazione della storia italiana recente e la espone a Grillo. Berlusconi? Parole al miele. «Si potrebbe affermare che il signor Berlusconi era datato, fuori tempo, ma era comunque il primo ministro italiano eletto dal popolo. Berlusconi aveva commentato con scetticismo la posizione dell'Italia nella zona euro e Van Rompuy (il presidente del Consiglio europeo) su tutti lo ha destituito dal suo ruolo».

Ancora in aula nel 2012 aveva accusato anche Barroso (presidente della commissione Ue) di avere tramato e «abbattuto Berlusconi». E Monti, il successore? Fulmini e saette. «È uno degli architetti dell'euro, uno dei responsabili dell'attuazione di tale fallimento che sta rovinando le vite di decine di miliardi (testuale ndr ) di persone.

Monti ha nominato un gabinetto di ministri, nessuno dei quali aveva legittimazioni democratiche (...) ritengo che quanto è successo in Italia sia assolutamente disgustoso». Conclusione, affidata al blog di Grillo: «Rischiamo di perdere le nostre democrazie e, se guardiamo a quello che è accaduto in Italia, sembra che a voi sia già successo».

Insomma, un Nigel Farage in versione grillina, che si appropria delle bandiere grilline. Che cerca un ponte con Grillo, già dall'agosto 2013. E chissà se l'ha trovato o lo troverà. Perché poi ci sono gli altri punti del Farage pensiero che nell'intervista a Grillo non compaiono ma che compaiono in discorsi e comparsate televisive in patria. Le donne? «Le diseguaglianze hanno una spiegazione biologica. Se vogliono avere successo devono sacrificare la famiglia. O l'uno, il successo, o l'altra, la famiglia». Che scelgano.

L'ambiente? «Basta con le ossessioni sui cambiamenti climatici che affossano l'industria». Gli immigrati? «Permessi di lavoro limitati e alla fine rientro in patria, se necessario con le manette, come per i clandestini. Sarei preoccupato se avessi come vicini di casa famiglie di romeni».

La finanza e la City? «Nessuna tassa sulle rendite finanziarie». I matrimoni gay ? «Disgustosi». I locali di lap dance? «Bellissimi». Il lavoro? «Massima deregolamentazione». Il faro dell'economia? «L'ultraliberismo di Milton Friedman». Lo Stato? «Aborro l'invadenza delle leggi». La droga? «Legalizzare». Populista britannico. Né di destra né di sinistra. Si autodefinisce «un classico liberale». Al furbo Farage piace Grillo. E a Grillo piace Farage ?

 

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